I PIATTI DELLA TRADIZIONE. Carciofi arrostiti

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CARCIOFI ARROSTITIL’ottava di Pasqua si celebra a Pagani, in provincia di Salerno, un vero e proprio rito collettivo: la festa della “Madonna delle Galline”. Per tre giorni, dal venerdì, quando si aprono al culto le porte del Santuario intitolato alla Vergine del Carmelo, e fino alla domenica sera, quando la statua di Maria, portata in processione per l’intera giornata, rientra in Chiesa, la città cambia volto e si immerge completamente nel più antico folklore: preghiere, toselli (altarini allestiti nei cortili o per strada), tammurriate, danze e … buona tavola.

Tre sono gli elementi irrinunciabili: il tortano (da accompagnare con una buona soppressata), i tagliolini al ragù e – soprattutto – i carciofi, arrostiti sui carboni per giorni e giorni prima dell’avvio ufficiale dei festeggiamenti, tanto da impregnare letteralmente il centro storico di un caratteristico profumo che, da solo, dà il senso della gioia che sta per esplodere.

Per chiudere questo straordinario trittico ecco la ricetta dei carciofi arrostiti…

Per comprendere fino in fondo l’importanza e la quantità dei carciofi arrostiti consumati durante la festa, basti pensare ad un antico detto “se ne cadesse Pagani, la terrebbero in piedi i carciofi”.

Ingredienti:

– carciofi,

– sale, pepe e aglio,

– prezzemolo,

– olio extravergine di oliva.

Procedimento:

Lavare i carciofi, lasciando un po’ di dorso e lasciar sgocciolare. Aprirli al centro e inserirvi all’interno dell’aglio tagliato grossolanamente, del prezzemolo, sale, pepe ed un po’ d’olio.

Intanto preparare la fornacella (brace di carboni) e porvi sopra i carciofi, facendoli cuocere lentamente. A cottura ultimata, eliminare le prime foglie e servire con tortano, taralli bolliti, soppressata e pancetta arrotolata.

Michela Giordano

 

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