Bagnoli di Sopra e il Dominio. Patria del Friularo, ecologica e sostenibile

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DOMINIO BAGNOLINella bassa padovana, nel territorio Conselvano – tra le province di Padova e Rovigo – sorge un felice connubio di arte, agricoltura ed enogastronomia, il piccolo paese Bagnoli di Sopra.
Bagnoli, il cui nome rimanda ad un territorio in epoca preromana paludoso e ricco d’acqua (Bagnoli deriva da balneoli, acquitrinoso), affonda le sue origini intorno al 954 anno nel quale il duca longobardo Almerico dona il dominio di Bagnoli al vescovo di Padova.
Le prime vicende che mettono in collegamento il paese all’agricoltura sono legate alla presenza dei monaci benedettini grazie ai quali vengono realizzate importanti opere di bonifica e di regimazione idrica del fiumi Adige e del canale Garzone che scorrono a poca distanza dal paese, permettendo un’importante sviluppo in particolare alla viticoltura grazie anche alla costruzione di cantine dalle dimensioni importanti affiancate alle abbazie.
Nel percorrere velocemente le tappe fondamentali della storia locale citiamo l’anno 1656 nel quale Papa Alessandro VII decide di mettere all’asta il monastero e i beni (civili e produttivi) presenti nel territorio di Bagnoli allo scopo di sostenere la guerra di Candia che vede opposti Venezia (la Serenissima) ai turchi.
In seguito a tale decisone otto delle nove zone nella quale il territorio era stato diviso furono acquistate dal conte Ludovico Widmann (originario della regione austriaca della Carinzia).
E’ a Ludovico Widmann che si deva il rinnovamento della chiesa di San Michele cosi come oggi possiamo ammirarla nella piazza del paese, e la costruzione della villa (nello stile delle ville venete) attigua alla chiesa che prende appunto il nome di villa Widmann – Borletti (quest’ultimi attuali proprietari), famosa all’epoca dei conti Widmann per avervi recitato nell’annesso teatro Carlo Goldoni.

DOMINIO di BAGNOLI
Nel 1797, 35 anni dopo la morte del conte Widmann, Bagnoli è interessata dall’arrivo delle truppe napoleoniche che proprio presso la villa trovano riparo e cibo non solo per loro stessi ma anche per i cavalli al seguito.
Le vicende del dominio di Bagnoli e della famiglia Widmann si concludono nel 1856 con la vendita della tenuta da parte dell’ultimo erede, il conte Giovanni Abbondio al principe Pietro d’Arenberg.
Nel 1917 la tenuta è acquistata dagli attuali proprietari i Borletti, industriali milanesi che nelle persone di Aldo e Senatore Borletti avviano un’importante opera di modernizzazione dell’azienda.
Circa un ventennio orsono l’azienda in seguito alla vendita delle fabbriche dei Borletti, grazie a Lorenzo Borletti attuale proprietario si indirizza verso la produzione di vini di pregio essendo fino a quel momento indirizzata verso una produzione da mensa (utilizzo nelle mense aziendali dei centri produttivi delle aziende manifatturiere Borletti).

Il comune di Bagnoli di Sopra nonostante i suoi 3800 abitanti rappresenta un’ esempio virtuoso nel panorama agricolo/vitivinicolo italiano, essendo la patria del vino Friularo (Bagnoli DOC).
Ad oggi la storia del piccolo centro, come si può ben comprendere è legata alla presenza della villa che svetta maestosa sulla piazza principale e che manifesta il suo passato agricolo, essendovi al suo interno localizzata una moderna ed avanzata azienda agricola, il “Dominio di Bagnoli”.
Il Dominio che si estende su di una superficie di oltre 500 ettari, ha voluto specializzare fortemente i propri prodotti, che spaziano dalla viticoltura fino all’ agroalimentare (riso, mais, miele, carne) fino a chiudere il ciclo produttivo con un’ impianto per la produzione di energia elettrica da biogas, ed ha puntato sul cosiddetto km 0, essendo l’intera produzione aziendale destinata alla vendita diretta.
In campo vitivinicolo (circa 30 gli ettari ad essa destinati) la punta di diamante è rappresentata dalla produzione del vino Friularo (da non confondere con friulano ma che in realtà deve l’appellativo dal latino frigus, freddo per il fatto che le sue uve vengono raccolte e vendemmiate tardivamente, a metà novembre quindi più vicine al periodo freddo o già in presenza di esso), coltivato nel brolo (l’antico orto frutteto del monastero preesistente la villa), vinificato nelle cantine annesse all’azienda insieme a numerosi vitigni autoctoni e venduto presso le stesse cantine.
friularo_classicoIl Friularo (o Friularo di Bagnoli) appartiene alla D.O.C Bagnoli, e connota fortemente la viticoltura della bassa padovana essendo coltivato in ben 14 comuni del territorio (che ricadono nel territorio dello stradon del vin Friularo), tra i più noti Bagnoli di Sopra, Monselice, Conselve e Battaglia Terme, con una produzione annuale di circa 3700 ettolitri.
Il Friularo è ricavato per il 90 % da uve dei Raboso Piave e per il restante 10 % da altri vitigni a bacca rossa, subisce 12 mesi di invecchiamento e può essere variamente denominato: classico nel caso sia prodotto nella zona classica, tardivo se il 60 % delle uve sono raccolte dopo l’11 novembre e riserva se affinato per 24 mesi dei quali 12 mesi in botte.
E’ presente nella versione passita che secondo quanto riporta il disciplinare di produzione non può essere immesso in commercio prima di un periodo di maturazione ed affinamento di due anni in botti a partire dal 1 novembre dell’anno di produzione delle uve.
Per la valorizzazione di questo storico vitigno nel 1995 è nato il consorzio dei vini Bagnoli D.O.C che proprio all’interno delle strutture del “Dominio” trova collocazione e di cui è vice presidente Lorenzo Borletti, grazie al quale è stato possibile l’ottenimento nel 2012 della D.O.C.G (denominazione di origine garantita e controllata).
Il Dominio oltre al Friularo (classico, riserva, vendemmia tardiva, passito) produce anche altre tipologie di vini: bianco S. Andrea (Sauvignon 60%, Chardonnay, 30% e Friularo 10%); rosso riserva; bianco Santissima Trinità (Chardonnay 70%, Sauvignon 20%, Friularo 10%), Merlot; cabernet; Pinot grigio; e gli spumanti ottenuti con metodo classico e metodo charmat, inoltre sono prodotti grappa, brandy di Friularo ed aceto (classico e balsamico).

BOTTAIA DOMINIO BAGNOLIL’azienda si è specializzata anche nella produzione di prodotti alimentari (tutti rigorosamente certificati biologici) e nello specifico una varietà antica di mais il marano, dal colore rosso ottimo per la farina da polenta, il biancoperla varietà diffusa in numerosi areali del Veneto, caratterizzati da farina bianca e brillante ottima anche essa per la polenta e per il riso delle varietà carnaroli ottimo per risotti e gladio.

Altre produzioni a marchio Dominio sono il miele nelle tipologie millefoglie, acacia e tiglio, e prodotti dolciari (zaleti e divincioccolatini, entrambi aventi come base il vino friularo).
Multidisciplinarietà produttiva interessa anche il comparto zootecnico essendo allevati circa 2000 capi di razza Charolaise (da carne); il ciclo è stato completato nel 2010 con la costruzione di un’ impianto per la produzione di energia elettrica da biogas (utilizzata anche per i fabbisogni energetici aziendali) della potenza di 1 Mw alimentato a silo mais, che rendono l’azienda ecocompatibile al 100 % e ne riducono gli input energetici esterni.
Due le curiosità legate alla viticoltura ed al vino Friularo:

– nel giardino della villa è allestito un “museo” a cielo aperto nel quale sono conservate viti allevate con vecchi metodi tipici del territorio (festone, cassone padovano,ecc);

– al Friularo è dedicata una gara podistica che si svolge per le vie di Bagnoli, denominata “marcia del vin Friularo”. Si svolge annualmente la prima domenica del mese di novembre.

Domenico Aloia

agrotecnico

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