2017. I nostri 10 luoghi del cuore (gastronomicamente parlando!)

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mela annurcaOgni fine anno diventa naturale fare bilanci e si ha il desiderio di ripercorrere i momenti più belli di quello che è – a tutti gli effetti – un altro capitolo della nostra vita che è stato scritto.

Noi abbiamo avuto la fortuna di entrare in tante interessanti cucine o realtà produttive, che ci hanno raccontato di una ristorazione sempre più attenta e di qualità e più in generale di un’agroalimentare che resta al passo.

In tempi di classifiche ci siamo divertiti anche noi a scegliere i 10 luoghi del cuore di Rosmarinonews.it per quanto riguarda il 2017.

Eccoli, riviviamoli insieme…li consigliamo senza tentennamenti! Buon fine anno e soprattutto Buon 2018!

RISOTTO EMOZIONANDO

  1. NANDO MELILEO, Emozionando – Salerno  Nando Melileo di piatti e cucine ne ha viste tante, partendo da quella in cui lavorava sua madre in Svizzera: la cucina del suo asilo nido.
    Non ha mai pensato di fare altro, cucinava già prima che cominciasse a riflettere su quale sarebbe stato il suo lavoro.
    “Emozionando” oggi è il suo quartier generale, un piccolo ristorante (all’incirca 35 posti) che però gode del fatto di far parte del complesso di Villa Setharè, dando così la possibilità ai suoi ospiti di poter godere di servizi aggiuntivi come la piscina, nonché di spazio supplementare per organizzare feste e cerimonie.
    Se siete tradizionalisti convinti scegliete un altro ristorante, ma se amate le sorprese, le novità, i giochi, allora questo potrebbe diventare il “vostro” ristorante.
    Nando, col passar del tempo, ha una mano migliore, una maggiore disinvoltura e si diverte anche di più. Lo fa restando in cucina, ma anche con le sue incursioni in sala. Ama coccolare chi gli fa visita e la sua presenza si sente.

Per andare alla recensione completa: https://rosmarinonews.it/nando-melileo-e-i-giochi-creativi-dellemozionando/

Troia pasticceria Casoli (8)2. PASSIONATA – Pasticceria Casoli, Troia

Per quanto si possano elencare patrimoni storici e naturalistici, la bellezza mozzafiato della Cattedrale di Troia catalizza tutta l’attenzione, soprattutto di chi ha poche ore per godersi questa cittadina dal passato glorioso che fa da cerniera tra i Monti Dauni ed il Tavoliere pugliese.
Nella sua struttura – fondata nel 1093 – si sono poi incontrati e mescolati il romanico italiano, il bizantino ed un tocco di orientale.
Su una collina, a meno di cinquecento metri di altitudine, Troia scruta sorniona il suo territorio circostante. “La nostra pasticceria si trova proprio accanto alla Cattedrale, con gli anni la presenza dei turisti che – da tutta Europa e non solo – vengono a visitarla è cresciuta. Assieme a loro è cresciuta una domanda ricorrente ‘qual è il dolce tipico troiano’?”, racconta Nicola Mecca, fondatore assieme a sua moglie Lucia Casoli della Pasticceria Casoli.

Non avevano una risposta precisa, offrivano come tutti gli altri i dolci classici da banco ed il gelato artigianale. Il punto è che alcuni dolci tipici tradizionali locali sono rimasti confinati tra le mura domestiche e non sono mai riusciti ad adattarsi alle esigenze delle moderne pasticcerie.

“Ma se la storia non ci viene in aiuto si può e si deve innovare” – si sono detti – “e lo si può fare partendo dalla passione”.
Lo dimostra a piene mani la “Passionata”, un dolce semplice che fa il verso alla cassatina siciliana, alla versione napoletana e perché no anche ai “sospiri” di Bisceglie. Solo giocosamente, è ovvio, perché li ricorda nella forma e rispetto alle cassatine anche nella forte presenza della ricotta.
La storia della Passionata – che si appresta a festeggiare dieci anni di successi – è figlia di un’intuizione. Il suo gusto semplice, la sua forma classica ed il sapore pulito ed equilibrato l’hanno resa tradizione, giorno per giorno, assaggio dopo assaggio.
Crema di ricotta (mucca, pecora e bufala) su un bisquit che fa da base, il tutto ricoperto da una pasta di mandorle pugliesi. Ma non spaventi il termine “pasta di mandorla”, in questo caso – nel pieno rispetto di un nuovo consumatore attento al benessere ed al gusto – lo zucchero è davvero ridotto al minimo, perché l’impasto è rigorosamente preparato nel laboratorio troiano.
Il consiglio è regalarsi almeno una giornata per passeggiare sul corso di Troia, conoscerne gli anfratti, i vicoli paralleli, le innumerevoli chiese e gli affacci laterali.
Otto le varianti, dalla classica a quella aromatizzata al Moscato di Trani. Ma quella che più di ogni altra rappresenta Troia ed il legame con il territorio è “Elena”.
Elena è di Troia, proprio come la Passionata, ed accoglie per aromatizzare un poco di Nero di Troia. Da mangiare golosamente e ad occhi aperti, perché se sarete in pasticceria lo sguardo cadrà sulla storia con la S maiuscola.

Per leggere l’intero articolo: https://rosmarinonews.it/la-passionata-di-troia-una-dolce-scoperta-tra-i-monti-dauni-ed-il-tavoliere-di-puglia/

Riso Acquerello friarielli e ventresca3. LUIGI COPPOLA – Tenuta Duca di Marigliano, Paestum

Elegante, antico e contemporaneo al tempo stesso. Tenuta Duca Marigliano è senz’altro un luogo dove (ri)trovare piacere.

Saranno appagati gli occhi dall’attento restauro conservativo della “casa del Duca” risalente all’Ottocento, sarà appagato l’udito dal silenzio ed il suono del vento tra gli alberi ed il giardino, saranno appagati il gusto e l’olfatto grazie ad una cucina creativa che parte dalla materia prima locale.
La famiglia Paolino ha dato vita a questo “Boutique Hotel” poco più di un anno fa, aggiungendo un prezioso tassello all’accoglienza di Paestum.

Questa è una grande casa, i particolari raccontano subito semplicità e ricercatezza, per un concetto di lusso sobrio, dedicato ad un pubblico che sa fare le differenze.
Caratteristiche che si ritrovano in una importante costola della struttura: il ristorante, aperto anche a chi non usufruisce dell’hotel.
A capo vi è lo chef Luigi Coppola, il quale per diversi anni ha firmato la cucina de La Divina Commedia di Giffoni Valle Piana.
Per un lui un ritorno a casa, visto che è capaccese. Classe 1984, Luigi ha una forte vena creativa ed un carattere da grande artigiano. Poco avvezzo al racconto a tutti i costi, ama stare in cucina per preparare tutto ciò che arriva sulla tavola, badando innazitutto alla qualità della materia prima.

Dal pane alle conserve, passando addirittura per il tonno artigianale ed i lievitati delle feste comandate. Attento alla forma quanto alla sostanza, la sua è una cucina esperienziale che evidenzia il desiderio di emozionare. L’asticella è alta, la sua ricerca continua è davvero apprezzabile.

Per andare alla recensione completa: https://rosmarinonews.it/tenuta-duca-marigliano-quando-lantico-e-contemporaneo-e-sa-di-buono/

Alice nel Paese delle marinate Hackert4. MARCO MEROLA, Hackert – Caserta

Amo i luoghi in cui il cibo si fa mezzo di cultura. Nel 2017 non possiamo esimerci di ignorare l’importanza degli alimenti per la nostra salute, ma anche il valore che riescono a trasmettere in quanto identità, stile di vita, simbolo di conoscenza.

Ed Hackert è entrato subito in questa categoria, già a partire dalla scelta del nome (aspetto troppo spesso ancora tralasciato).

Perché il nuovo bistrot di Caserta, che attorno a sé racchiude una sala ristorante vista cucina, un bar cocktelleria ed una pasticceria, è un luogo che è nato “guardando” alla propria cultura.

E se l’ispirazione nasce da un pittore tedesco che ha amato questi luoghi, è stato poi un affiatato gruppo di lavoro che ha dato vita alla riuscita formula di Hackert.

In cucina ed alla guida della scuola di formazione c’è lo chef Marco Merola. Poche parole, sguardo attento, maniaco dei particolari.

Piatti semplici ma concettuali, ricercata materia prima e modernità nel servizio, nella mise en place ed anche nella cucina in sè. Niente fronzoli barocchi, dai pasti veloci ai dolci a regnare sono il prodotto e la tecnica.

D’altronde sotto la supervisione dello chef tutto viene prodotto in cucina, a suon di mattarelli, forni e fiamme: già la colazione qui è un trionfo.

Nato lo scorso giugno, Hackert sta ancora muovendo i suoi primi passi ma dimostra di saperlo fare con grande sicurezza e soprattutto con le idee chiare.

Per leggere l’intera recensione: https://rosmarinonews.it/hackert-caserta-un-bistrot-europeo-da-vivere-tutto-il-giorno/

tonno5. ALBERTO ANNARUMMA, La Casa del nonno – Mercato San Severino

Anche a distanza di anni e di ripetuti ritorni il ristorante Casa del nonno 13 conserva il suo fascino indiscusso.

Dal 2005, anno di nascita, ha sempre rappresentato un indirizzo del gusto senza se e senza ma.
A partire dalla struttura, un palazzo antico (quella del nonno dell’imprenditore Antonio Angrisani) di cui è stata recuperata soprattutto l’incantevole cantina.

In una sorta di elenco dei tanti volti e delle tante formule della creatura di Angrisani, non bisogna dimenticare che anche in città – nel centro di Salerno – Casa del nonno 13 ha il suo pied à terre con 13 Salumeria & Cucina, guidata dallo chef Giovanni Mellone.
Una salumeria golosissima con cucina, aperta nel 2013, dove poter fare la spesa oppure sedersi a mangiare: dai più veloci taglieri alla calda cucina di tradizione.
Una squadra davvero ben assortita, di talento e grande professionalità assicura un alto livello di gestione. Alla guida del ristorante stellato, dallo scorso dicembre, il maitre e sommelier Pasquale Marzano e lo chef Alberto Annarumma.
Nessuno dei due ha bisogno di presentazioni, entrambi con numerose e qualificanti esperienze importanti alle spalle.

Annarumma è oggi il re della grande cucina a vista, luogo dove prendono vita le sue creazioni che hanno (evidentemente) lunghe radici italiane e territoriali, ma che amano lasciarsi conquistare da sentori e sapori nuovi, frutto della contaminazione della cucina francese e di quella giapponese (quest’ultima lo ha conquistato e si “sente”).
I suoi sono piatti puliti e leggeri ma carichi di sapore, un pranzo ai suoi tavoli è un’esperienza intensa e godereccia. Da provare e riprovare senza tentennamenti.

Per leggere la recensione completa: https://rosmarinonews.it/casa-del-nonno-13-tre-anime-e-la-nuova-cucina-di-alberto-annarumma/

6. ANGELO BORGHESE, Settanta Neo Bistrot – Pontecagnano Faiano
Panzanella di mare“Settanta Neo Bistrot ovviamente è aperto a tutti, clienti dell’hotel e non. L’albergo è un posto in cui spesso si incontra tutto il mondo ma in cui si ha poco contatto con la comunità locale”, racconta Gennaro Petretti, “mi piace pensare che invece il ristorante sarà quella porta che possa far interagire i due mondi”.
Il menù è stringato, rigorosamente stagionale, ricco di fornitori eccellenti. I piatti sono freschi, divertenti e “rock”, come amano definirli i Petretti. Merito dello chef Angelo Borghese, 31 anni a breve, una lunga gavetta alle spalle ed una mano sempre più ferma e riconoscibile.
La sua è una cucina creativa che attinge molto dai classici o semplicemente dai grandi tipici del territorio. Colorata, leggera, elegante e soprattutto mai banale.
I nomi dei piatti nel curatissimo menù in stile anni Settanta (come il bistrot e la hall dell’hotel) sono simpatici e invitano alla lettura: quel mazzolin di fiori, ho battuto l’hamburger, il casaro è andato a pesca, un mare di paccheri alla Genovese o il mare ripieno, solo per citarne alcuni. Abbastanza ricca e variegata la carta dei vini.

Per leggere la recensione completa: https://rosmarinonews.it/settanta-neo-bistrot-informale-divertente-e-di-gusto-a-pontecagnano-faiano-indirizzo-da-salvare/

Linguine sconcigli e fagioli di Controne7. ANTONIO PETRONE, Pensando A te – Baronissi

“Se fossi un piatto sarei una pasta e fagioli. I legumi sono un grande simbolo della Dieta Mediterranea e dell’italianità”.

Non sono i quarant’anni ad aver modellato Antonio, spesso il tempo non basta se non si riesce a guardare oltre se stessi.
I suoi occhi belli e il suo sorriso sereno sono una conquista che dipende certamente dal fatto che sa dove sta andando e cosa sta facendo.
E’ questa la sensazione che ho avuto entrando da “Pensando a te”, il suo sogno-realizzato che ha compiuto 7 anni la scorsa estate.
Non ha tentennamenti, per questo non è l’ansia o l’affanno a possederlo. Ama cucinare, lo fa con la tecnica necessaria a creare piatti nuovi anche quando si parte da elementi tradizionali.
“Semplice”. È un termine che usa spesso per definirsi, per definire i suoi piatti. Ma attenzione, semplice non significa affatto “facile” e non fa rima con “banalità”. Per lo meno non in questo ristorante, in cui la coerenza è uno dei messaggi più belli e che trasversalmente tocca ogni aspetto.
La sua cucina è semplice, nel senso che predilige pochi elementi che lascia riconoscibili, ognuno col proprio valore ed il proprio ruolo. D’altronde troppi chef si intrattengono in esercizi di stile fini a se stessi, ma non è questo il caso.
Entrare da Pensando a te, leggere il menù e intrattenersi con la squadra che lo porta avanti, fa pensare subito che si tratta di un ristorante con i piedi ben piantati a terra. Informale ma attento, una quarantina di posti per stare ‘larghi’ e godersi il cibo.

Per leggere la recensione completa: https://rosmarinonews.it/pensando-a-te-antonio-petrone-e-la-sua-cucina-coerente/

Tonno Moresca8. ROBERTA PROTO, Locanda Moresca – Ravello

Un luogo per chi ama la Ravello romantica, l’informalità ed il buon gusto di una Costa d’Amalfi che sa accogliere sempre con grande generosità.

L’idea nasce dall’incontro di due personaggi istrionici, da sempre – nonostante altre carriere – vicini al mondo del food.

Di Ferdinando Cappuccio, oltre agli articoli ed ai libri dedicati al cibo ed alla storie ad esso connesse, ricordo con piacere il gruppo dei magnifici “Venti”. Ancora oggi, seppure meno abitualmente, gironzolano tra i ristoranti ed in qualche modo influiscono sul suo buon nome.

Di Giovanni Sullutrone balza subito alla memoria la sua storia di politico in Regione Campania oltre che il suo talento di architetto, ma a colpire oggi è l’attenzione con cui una casa di famiglia ha ritrovato nuova vita con La Moresca, un’ottima locanda con hotel annesso.

Nel cuore dello stringato ma ben concepito menù regna il pesce fresco, materia prima rigorosa e centrale. Anche se “La Moresca” manifesta in qualche cena speciale la creatività di Ferdinando e Giovanni, dunque ogni tanto offre serate a tema che giocano con la tradizione e con lo spirito godereccio che li rappresenta al di là di ogni confine.

Nata ufficialmente il 25 giugno 2014, anno dopo anno ha fatto un passetto in avanti, mantenendo alta la bandiera di un’accoglienza calorosa, attenta a stabilire dapprima un rapporto umano con chi si ha di fronte. Non è certo il ristorante in cui ti mettono fretta ed anche questo contribuisce all’atmosfera slow.

Nel suo insieme Locanda Moresca ci è piaciuta molto, la grandezza è perfetta per coccolare tutti i clienti.

Una cinquantina di posti, metà all’interno e metà all’esterno in un dehors ben riparato che gli permette d’essere utilizzato anche in giornate non propriamente estive.

Per leggere la recensione completa: https://rosmarinonews.it/la-moresca-locanda-albergo-semplicita-e-buon-gusto/

DSC_06649. RAFFAELE DEL VERME, Antica Gelateria Di Matteo – Torchiara

Ci avviamo verso l’autunno ma un buon gelato artigianale resta sempre un ottimo compagno di merenda. Soprattutto se si ha la voglia e la pazienza di indirizzarsi verso mete meno battute. Direzione Cilento, uscita Prignano Cilento… e Torchiara diverrà (com’è già successo a molti) la stazione del gelato.

Perché al di là di tutto esistono ancora (e davvero) gli artigiani eroi che, nonostante premi e riconoscimenti, stringono i denti per continuare a portare avanti una quotidianità non semplice.

Raffaele Del Verme si è accorto tardi di avere l’animo da artigiano ed il talento di un maestro gelatiere, si era dato al lavoro di rappresentante, non prendendo in considerazione di portare avanti l’attività di suo padre, che a sua volta era stata di suo nonno.

Ma, prima o poi, il nostro destino ci si rivela e Raffaele ha cominciato ad appassionarsi. Di lì è cominciato il lavoro di ricerca e perfezionamento, e non c’è voluto moltissimo (ora è al 17esimo anno di lavoro nel settore) prima che si accorgessero di lui esperti gastronomi e guide di settore.

Il suo è un gelato che conquista per il rispetto nei confronti di una (signora) materia prima, atteggiamento che si traduce in sapori autentici e puliti.

Ama giocare e lo fa con gusti che solo apparentemente hanno bisogno di più letture, il risultato sono guizzi equilibrati e di grande piacevolezza. Il cioccolato è una sua grande passione, le diverse scelte e percentuali lo raccontano meglio di qualunque altra cosa. D’obbligo assaggiarli in carrellata.

Diversi i gusti segnalati con i corrispettivi premi ricevuti nel tempo, non temete d’osare, ne varrà la pena. Ottime anche le granite, le variegate confetture e la piccola pasticceria secca. L’Antica Gelateria Di Matteo si è conquistato a pieno l’appellativo di “posto del cuore” e della gola aggiungerei…

Per andare all’articolo: https://rosmarinonews.it/antica-gelateria-di-matteo-un-indirizzo-da-salvare-e-da-non-perdere/

Yogurt greco ai gelsi10. ENZO CRIVELLA, Crivella Caffè – Sapri

Se non conoscessi abbastanza Enzo, potrei affermare che il gelato è solo un mezzo. O forse è proprio così, al di là del suo amore per questa professione.

Un mezzo per raccontare se stesso, un artista del gelato solo perché ha scelto questa strada, altrimenti ora staremmo raccontando i suoi quadri o le sue canzoni.

Perché Enzo Crivella, assieme al suo romantico chiosco sul lungomare di Sapri ed al locale (dal sapore un po’ vecchia Europa) che ha proprio dirimpetto, è difficile da contenere in una definizione.

E’ un gelatiere (gelatologo lo diverte di più!)? La sua è una gelateria? Il suo locale un caffè o una pasticceria chic? No e ancora no. Ovvero anche, ma non solo. In un andirivieni di amici e professionisti del settore (e non) il quartier generale di Enzo Crivella si conferma molto di più che il soggiorno di un artigiano del gelato.

Si tratta di un presidio di cultura che mette insieme con nonchalance arte e cibo e poi ancora tradizioni contadine e prodotti introvabili, piccoli e grandi uomini, semplici e complessi, che attorno ad un gelato ritrovano una dimensione nuova e amano tornare a parlare, dimenticando per un attimo se la connessione wi-fi c’è!

E al centro c’è lui, che ha sempre un progetto nuovo in tasca e la voglia di andare via, anche se in verità non lascerà mai la sua Sapri.

Andare a trovare Crivella non è solo una imperdibile “gita golosa”, ma un gesto per salvaguardare una specie in estinzione.

Ultima raccomandazione: non chiedete ciò di cui vi innamorate in foto, “spesso mi chiedono cose che hanno visto sui social”, racconta “e magari io mi dimentico anche di averle fatte! Perchè le ricette non le scrivo, non mi piace, al contrario mi piace creare in base ai prodotti freschi che ho. A qualcuno questo non piace, pazienza!“.

Per andare all’articolo completo: https://rosmarinonews.it/luoghi-del-cuore-e-del-gusto-crivella-e-il-gelato-della-verita/

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