Evviva i sindaci dell’acqua. In Campidoglio ora si berrà dalle caraffe!

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“Complimenti al sindaco di Roma, Ignazio Marino, per aver scelto di passare alle caraffe di acqua di rubinetto per tutto il Campidoglio. Un gesto da moltiplicare per 8.092 volte, tante quanti sono i comuni italiani. Da sempre promuoviamo “l’acqua del sindaco”, sarebbe un piacere contare “i sindaci dell’acqua”! .

Adolfo Spaziani, coordinatore di Federutility – la federazione che riunisce le aziende di servizi pubblici che si occupano di acqua ed energia – commenta con entusiasmo la notizia diffusa dalla stampa, sulla decisione del sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino, di introdurre le caraffe di acqua di rubinetto al posto dell’acqua in bottiglia nelle riunioni e nelle sedute comunali.

“Si tratta di un gesto di responsabilità ambientale, di sensibilità etica ed ecologica. Questo spiega perché questa scelta sia sempre più diffusa, anche nelle strutture controllate dagli enti locali, come le mense scolastiche e gli altri luoghi di aggregazione”

“Ciascuno deve bere ciò che desidera – continua Spaziani – ma deve esser chiaro che si tratta solo di una scelta di gusto. L’acqua del sindaco è buona e sicura, grazie alle migliaia di analisi svolte dai Gestori idrici e dalle Autorità sanitarie. I parametri qualitativi sono lì ad indicarlo. L’acqua che beve il sindaco Marino e i cittadini di Roma, ad esempio, è sottoposta a circa 250 mila controlli l’anno da parte di Acea. È così in quasi tutto il Paese”.

“E’ infine innegabile – conclude il coordinatore di Federutility – che l’acqua di rubinetto è “a km 0” e non comporta la produzione di rifiuti in plastica. Per questo che da anni sosteniamo iniziative di informazione verso i cittadini, con centinaia di progetti su tutto il territorio nazionale”.

L’ultima, cronologicamente, è stata fatta in collaborazione con Coop, sotto lo slogan “Sull’acqua il massimo della trasparenza”. In tutta Italia, in oltre 500 punti vendita, sono state esposte al pubblico le tabelle compilate con i principali parametri qualitativi (individuati dall’Istituto Superiore di Sanità), aggiornati dagli acquedottisti in ogni specifica zona.

Anche in quel caso – come per gli uffici del Campidoglio d’ora in poi – in bella vista c’è una caraffa piena d’acqua anziché una bottiglia di plastica con l’etichetta.

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