DE CEREVISIA. La birra artigianale incontra il grande pubblico

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BIRRASALERNO. L’AIS Salerno, guidata da Nevio Toti, ha tutto il merito di aver capito quale valore esponenziale abbia oggi il mondo della birra artigianale. In una Campania dove sono oltre 30 i micro birrifici, di cui gran parte nati negli ultimi anni, sotto la spinta di un pubblico più attento e consapevole. Un merito conquistato oltre 5 anni fa, quando firma il format “De Cerevisia”.

Dal centro storico a Parco Pinocchio, le location sono cambiate ma costante è stata la formula e l’impegno nel dare spazio alle migliori produzioni e agli addetti ai lavori, grazie ai quali numerosi sono i laboratori promossi ed apprezzati. L’ultima edizione si è chiusa ieri, dopo aver registrato notevoli presenze.

Di particolare interesse i laboratori dedicati alla birra senza glutine tenuti dall’Associazione “Nonsologlutine”. Appuntamento che – assieme alla scelta della location – non fa altro che confermare l’attenzione verso le famiglie e lo sforzo di parlare a tutti, non solo ai giovani e non solo al settore.

Perché la birra artigianale non deve correre il rischio di essere considerata una nicchia, anzi deve riuscire a captare i consumi quotidiani a fronte di un principio comune al quale tutti gli addetti ai lavori auspichiamo: consumare meno, ma meglio.

Prima edizione, all’interno della consolidata kermesse, per un food contest dedicato alla birra artigianale in quanto ingrediente. Ha trionfato un piatto semplice e di tradizione, in cui le melanzane accompagnate dai pomodorini erano state impanate in una pastella fatta con la birra.

Tornando agli argomenti scottanti dell’obesità, della salute che passa dal piatto e dal bicchiere, De Cerevisia è un modo per avvicinarsi in maniera semplice ai produttori di artigianali, alle loro storie e a prodotti di grande pregio.

Accanto ai nomi “storici” campani tra i quali la Birra Artigianale Saint John’s, non sono mancate eccellenze più “giovani” del mondo brassicolo locale, come il Birrificio dell’Aspide di Vincenzo Serra. Un creativo mastro birraio mosso da una forte passione e da un grande spirito di ricerca.

Non sono mancate presenze “fuori porta” come il birrificio friulano “Giulia” e quello svizzero “Bad Attitude”, ad accompagnare la già spiccata vivacità campana.

Come ha ricordato in più occasioni il presidente dell’A.BI Campania Giuseppe Schisano: “In Campania ormai si può parlare di un movimento brassicolo vero e proprio e si può tendere a immaginare – in futuro – ad uno stile tutto nostro. Basta continuare ad investire sulla qualità e sulla sperimentazione”.

Antonella Petitti

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