Il turismo in Calabria ha da sempre un andamento come le maree, invadendola in estate e svuotandola d’inverno perché si sa, la Calabria è conosciuta soprattutto le spiagge e il mare cristallino.

Ma non va dimenticato che in questa regione del sud ci sono anche pregevoli percorsi ambientali, paesi medievali arroccati sulle colline e tipicità gastronomiche davvero notevoli, da assaporare, in tutti i sensi, in ogni periodo dell’anno.

Due di queste gradevolissime località dell’alta Calabria interna sono Altomonte e Mormanno, distanti tra loro appena 25 km in linea d’aria e 60 per via stradale, ideali per una gita da consumare nell’arco di una giornata quando ci si trova in zona.

Altomonte, posta a quasi 500m di altezza, è inserita in un gradevole areale collinare ricco di fiumi e coltivazioni di ulivi e di uve autoctone con cui si producono i vini balbini, già famosi in epoche lontane.

La sua storia antica l’ha fatta passare attraverso diverse denominazioni: Balbia, Bragalla, Antifluvius e, infine, Altomonte a partire dal XIV secolo e ci ha lasciato un grazioso borgo che ha conservato l’impianto urbanistico medievale oltre a un raro e pregevolissimo esempio di arte gotica-angioina rappresentato dalla chiesa di Santa Maria della Consolazione, nella parte più alta del centro abitato, che presenta un magnifico portale, un grande rosone composto da archetti disposti a ruota e una elegante bifora nella massiccia torre campanaria.

Accanto si trova il Museo Civico, ospitato nell’ex-Convento dei Domenicani la cui presenza fu voluta nel XIV secolo dalla Contessa Covella Ruffo Sanseverino, innescando un fenomeno di aggregazione culturale che vide protagonisti anche il filosofo Tommaso Campanella e il novelliere Matteo Brandello.

Il museo ospita importanti opere provenienti dalle chiese di Santa Maria della Consolazione, di San Francesco di Paola e di San Giacomo Apostolo, in particolare pregiatissime sculture e quadri, fra cui capolavori del senese Simone Martini e del fiorentino Bernardo Daddi. É proprio grazie a questi capolavori che si parla di Altomonte come di una sorta di isola d’arte del Trecento toscano in Calabria.

A pochi passi dal convento troviamo il castello normanno eretto poco dopo l’anno Mille e la coeva Torre dei Pallotta sede del Museo Azzinari. Si giunge infine alla chiesa di San Giacomo Apostolo, di probabile origine bizantina. Nella parte bassa del paese, troviamo il Complesso Monastico di San Francesco di Paola del XVII secolo che oggi ospita il municipio, considerato uno dei più belli d’Italia.

Le antiche contaminazioni arabe e albanesi hanno lasciato profonde tracce nella cucina locale, cui troviamo zuppe di erbe spontanee, peperoni cruschi e dolci al miele di tradizione araba.

Più a nord, a ridosso del confine con la Lucania, troviamo Mormanno, un paese di montagna a tutti gli effetti, vista la posizione a ben 840 m di altezza. Le sue antiche case in pietra, i lunghi e stretti vicoli che si intersecano tra di loro e i vecchi portali delle case ben s’intonano col paesaggio e la freschezza del Parco del Pollino di cui fa parte, con grande ricchezza di aree boschive di querce, roveri e castagni.

Le origini di questo paese dai ritmi lenti e pacati disteso su tre colli sono piuttosto oscure, ma risalgono verosimilmente all’epoca longobarda. Dopo l’anno Mille compare nelle cronache medievali col nome di Morimanno e successivamente Castrum Muromandi.

Vi nacque intorno al 1450 Giovanni Donadio detto il Mormando, rinomatissimo organista e architetto che progettò quello che a tutt’oggi è il monumento più rilevante del centro abitato, la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria del Colle.

L’imponente edificio religioso, che si trova nella piazza principale dedicata a Umberto I, venne rifatto in stile barocco napoletano nel corso del Settecento e presenta tre portali e finestroni profilati e sagomati; al suo interno, diviso a croce latina con navata centrale, si trovano una statua lignea della Madonna con Bambino del Trecento e un fonte battesimale marmoreo del 1578.

Il monumento però maggiormente simbolico di Mormanno è il grande Faro Votivo ai Caduti della Calabria della Prima Guerra Mondiale costruito nel 1928 sull’atrio della seicentesca Chiesa della Madonna del Soccorso, unico esempio di faro di montagna presente sull’intero territorio nazionale.
Va ancora citata, per la sua notevole importanza e a completamento di questa escursione nell’alta Calabria interna più genuina, la vicina Grotta del Romito, una delle più notevoli testimonianze italiane ed europee di arte preistorica del paleolitico superiore.

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