Una storia lunga cent’anni: Ocone ViniDa Giuseppe a Nicola, una famiglia appassionata

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Primi anni del ‘900, inizio di un secolo ricco di nuove idee: Giuseppe Ocone, figlio unico di Domenico, sposa diciottenne la coetanea Generosa Orsillo e, durante la Belle Epoque, iniziano a Paupisi (BN), all’epoca importante centro agricolo, l’attività imprenditoriale, principalmente dedicandosi alla produzione e al commercio del vino.

Nel 1910 realizza a Ponte (BN), la prima cantina; essa è in buona parte sottoposta alla strada che in seguito sarà a lui intitolata ed è vicina alla stazione ferroviaria, per l’epoca strategica. Intanto, la passione e la dedizione profusa lo hanno reso un esperto, punto di riferimento prezioso per la realtà agricola del tempo. Negli anni ’30 comincia l’acquisizione di altre cantine, prima fra tutte quella di Ponte in Viale Stazione, di fronte allo scalo merci della ferrovia, e coinvolge nell’attività vinicola il figlio Luigi, che presto dimostra stoffa di imprenditore che precorre i tempi.

Nell’intervallo tre le due guerre mondiali, collaborato dagli altri figli, tenta l’avventura coloniale in Eritrea, dopo aver sondato e scartato, a seguito di una breve permanenza oltre oceano, l’ipotesi di allargare la sua attività commerciale nello stato di New York.

Alla fine degli anni ’40, nel periodo della ricostruzione post-bellica, è il figlio Luigi che continua e rafforza l’attività vinicola della famiglia, acquisendo cantine e vigneti: in Campania, l’Enopolio di Solopaca (BN) e la Cantina di Presenzano (CE); in Puglia, la cantina di Barletta (BA) e l’Enopolio di Squinzano (LE).

Nei primi anni ’50, Luigi Ocone realizza nella cantina di Ponte il primo sistema di refrigerazione per la stabilizzazione dei vini e la prima linea di imbottigliamento; intanto inizia la dismissione delle cantine al di fuori della zona, conseguenza del miglioramento delle vie di comunicazione e dei mezzi di trasporto. Negli anni ’60, si dedica soprattutto all’impianto ed alla vinificazione di varietà di uva localmente storiche, quali l’Aglianico, il Greco, la Falanghina, la Coda di Volpe e il Piedirosso. Nei primi anni ’70, lo affianca il figlio Domenico, che nel giro di pochi anni gli subentra. Questi, con Luigi Pastore, responsabile della produzione, e Silvio Belfiore, responsabile amministrativo, riorganizza l’azienda, avvalendosi della collaborazione di Carmelo Ferrara, enologo. Negli anni ’80 e ’90, nel nuovo management, accelerato da eventi interni ed esterni, prevale l’orientamento verso un miglioramento della qualità sempre più deciso e la caratterizzazione dei vini prodotti sempre più marcata; la sua espressione più tangibile è la realizzazione della cantina attuale, in mezzo ai vigneti. Dall’inizio del terzo millennio, Nicola Pastore, figlio di Luigi, inizia ad affiancare Domenico Ocone, occupandosi del marketing e della comunicazione, curando con sempre maggiore attenzione i mercati esteri, sia i tradizionali che quelli di nuovo approccio al vino.

Cento anni di acquisizione continua di innovazioni tecnologiche, unite all’esperienza e alla passione per il lavoro, fanno registrare un innalzamento costante del livello qualitativo della produzione, come attestano i riconoscimenti ad essa conferiti, sia in Italia che all’estero, confermando una professione d’amore per il vino che oramai si accavalla a due secoli.

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