Rongolisi è una piccola frazione collinare di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, che si raggiunge mediante tre chilometri di una strada tutte curve tra il verde di orti e oliveti. Poche centinaia a nord della frazione si trova la Chiesa Rupestre di Santa Maria in Grotta, che poco lascia trapelare dalla sua facciata esterna, ma non appena se ne varca l’ingresso si è immediatamente immersi nella struggente emozione del luogo di culto scavato nella roccia tufacea dell’antico vulcano di Roccamonfina.
La forma trapezoidale della grotta, con le pareti laterali inclinate a tetto spiovente, è unica nel suo genere e sbalordisce per la ricchezza del ciclo di affreschi che occupa quasi tutti gli spazi disponibili.
Quando si arriva in fondo alla cavità, dove si trova posizionato l’altare, ci si rende conto della presenza di un secondo ambiente parallelo al primo e sopraelevato rispetto a quest’ultimo, con soffitto a volta, che svela altri affreschi e una comunicazione verso l’esterno.
I due ambienti, in origine separati, furono messi in comunicazione nel 1691, allorché la parete di fondo dell’invaso principale venne modificata per creare un nuovo altare e una lunetta con la Vergine tra i santi Stefano e Girolamo.
La parete tufacea che divide i due vani presenta una sorta di finestrella sul fondo, ricavata con funzione di confessionale.
Tornando all’ingresso principale un’altra comunicazione permette l’ingresso verso l’antico romitorio, di cui sono ancora identificabili il dormitorio e l’adiacente vano per la produzione dell’olio.
Una scala di epoca più recente conduce verso una struttura abitativa in muratura utilizzata fino agli inizi del Novecento.
Lo stile delle pitture indica l’intervento di autori diversi, portatori di diverse artistiche, oscillanti tra la tradizione bizantina e lo stile pittorico di dell’Abbazia di Montecassino che esercitava la sua influenza su quest’area attraversata dalla strada che collegava l’antica Suessa alla Valle del Garigliano.
Tra le molte pitture spicca l’originale rappresentazione della Madonna del Latte.

Da sottolineare anche la raffigurazione della Dormitio virginis, che si trova sulla parete sinistra della navata centrale. Databile alla seconda metà del XII secolo, presenta un richiamo a fonti bizantine rimodulate dallo stile pittorico di Montecassino.
L’affresco sicuramente più antico, datato al 970, raffigura la Madonna con Gesù Bambino seduta in trono con ai lati due angeli.



- Per visitare questo incredibile sito sacro medioevale si può contattare il custode, sig. Ferdinando Grasso, cell. 3880520567 – 0823-522507 che, abitando nei pressi, è sempre disponibile.




















