TRADIZIONI. Il tarallo, da Matera un simbolo del Sud

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1968

Continua il nostro viaggio enogastronomico alla scoperta delle tradizioni natalizie del nostro bel paese. Per il giorno dell’immacolata una tipica ricetta tradizionale della Basilicata. Questa ricetta in particolare proviene da Matera, dove tra il 7 e l’8 dicembre si preparano i taralli dell’Immacolata.

Per tradizione religiosa alla vigilia della festa si preferisce saltare la colazione e mangiare a mezzogiorno solo il tarallo.

Riguardo al nome ci sono vari modi per indicarlo, c’è chi lo chiama Pan Tarallo o Taralli dell’Immacolata, il nome poi varia a seconda delle generazioni. Il tarallo è preparato con la pasta del pane e con semi di finocchio che in seguito viene lessato e messo in forno.

Andiamo alla preparazione, in questo caso inforneremo direttamente.

Ingredienti (per 10 porzioni):

800 gr di farina 0

200 gr di farina 00

1 cubetto di lievito di birra

semi di finocchio

1 pizzico di sale

un bicchierino di liquore all’anice

Procedimento:

In una terrina versate dell’acqua tiepida e sciogliete il lievito. In una terrina versate tutti gli ingredienti e impastateli. Lasciate lievitare la pasta coperta da un panno umido per circa un’ora. Quando sarà lievitata formate dei grandi taralli e mettete in forno preriscaldato a 200°.

Maria Rosaria Mandiello

1 commento

  1. Veramente il procedimento indicato nella introduzione di lessare prima di mettere in forno è realtivo ai taralli veri e propri, chiamati anche “cancelle” che sono biscotti salati croccanti.
    Il tarallo della Immacolata, detto anche ficilatidd, non si lessa affatto ma è semplicemente un pane di grano tenero a ciambella aromatizzato con i semi di finocchio.

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