Torna Botteghe e Mestieri. Andresano: l’artigianato come occasione di lavoro e crescita

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GIUNGANO (SA). Antichi mestieri, artigianato ed enogastronomia: ecco gli ingredienti di “Botteghe&Mestieri” che torna per il secondo anno consecutivo nello splendido Convento Benedettino dal 1° al 3 giugno 2012.

Il progetto promosso dalla Camera di Commercio di Salerno e da Casartigiani Salerno propone un interessante itinerario per gli appassionati di produzioni tradizionali e di qualità nel settore dell’artigianato e dell’enogastronomia.

L’obiettivo è dare spazio, rilievo e sostegno ad un settore delicato ed in difficoltà, ma che tiene ancora vivi i legami con le nostre radici. Per l’artigianato sarà possibile ammirare una serie di realtà di grande interesse: dall’arte del legno a quella della pietra e del ferro, senza tralasciare l’arte del ricamo e della tessitura.

Centrale – in questa edizione – lo spazio dedicato alle scuole del territorio che avranno modo di vivere i laboratori degli antichi mestieri e degli artigiani. La volontà è far conoscere ai più giovani realtà imprenditoriali altrimenti sconosciute e magari trasmettere l’amore per delle professioni ormai abbandonate.

I LABORATORI.

Sabato e domenica mattina il Convento Benedettino sarà scenario di una serie di laboratori su arti e antichi mestieri destinati ai più piccoli. Invece dalle 18:30 alle 23 i laboratori si apriranno al pubblico che potrà scegliere tra: i laboratori delle arti e degli antichi mestieri tra cui l’amanuense, l’armaiolo, il cuoiaio, le calzature storiche, il cerusico e la carpenteria a cura dell’Associazione Reenactment Society, il laboratorio sull’antica pizza cilentana a cura dell’Associazione Cilentum Pizza e gli appuntamenti a cura della FISAR Salerno. Il primo si terrà sabato 2 giugno alle ore 18:30, dove tradizionali piatti cilentani incontreranno il vino in un divertente Show Cooking. Il secondo si svolgerà il 3 giugno alle ore 18:30, per l’occasione alcuni esperti del settore vitivinicolo si confronteranno sul presente e sul futuro dei vitigni autoctoni cilentani.

LE DICHIARAZIONI.

“L’artigianato è un mondo dal sapore antico, ma ancora attualissimo. Moltissime piccole imprese si basano su produzioni familiari e di alta qualità e continuano ad essere realtà di grande pregio che portano il nome del Made in Italy in giro per il mondo. Ecco perché ci teniamo che le nuove generazioni e tutti gli appassionati possano ritrovare in questa manifestazione un riferimento importante. D’altronde l’artigianato non può essere considerato qualcosa di vecchio, anzi, a ben vedere può essere una importante strada per l’occupazione giovanile. Anche questo ci prefiggiamo di fare, avvicinare i ragazzi a delle professioni che possono essere una concreta occasione di lavoro” – spiega Mario Andresano, presidente di Casartigiani Salerno.

“Il Cilento è un tesoro di biodiversità non solo dal punto di vista naturalistico, ma anche vitivinicolo. I vitigni autoctoni che ancora oggi costellano questo territorio ne sono una dimostrazione, ecco perché abbiamo ritenuto importante parlarne al grande pubblico. Conoscere un vino, con le sue peculiarità, vuol dire anche amarlo e sceglierlo, così da garantirgli un futuro”, aggiunge Alberto Giannattasio, delegato FISAR Salerno.

Alla conferenza stampa di presentazione ha preso parte anche il presidente dell’Associazione Cilentum Pizza, Pietro Manganelli, che ha specificato “ci sono alcuni piatti che raccontano la nostra storia e un po’ continuano a farcela rivivere. La pizza cilentana nasce per “provare” il forno prima di proseguire nella cottura del pane, e poi diventa un ottimo pranzo per chi andava in campagna. Tra gli ingredienti più caratterizzanti il cacioricotta cilentano, un presidio Slow Food molto amato”.

IL CONVENTO BENEDETTINO DI GIUNGANO. Fuori dall’abitato del comune di Giungano fa bella mostra di sé la splendida cinta muraria dell’antico Benedettino con annessa cappella. La strada che portava al convento era un viottolo denominato S. Giovanni che da sud – ovest, dalla pianura, si dirigeva verso il paese toccando il convento. Dal viottolo si scorgeva il manufatto in tutta la sua propensione verso l’alto, in quanto il passante provenendo dal basso e percorrendo la via spesso contorta e ricca di vegetazione, svoltando, intravedeva “ex bructo” il prospetto frontale e soprattutto il campanile. La via S. Giovanni, di fatto non esiste più, sostituita dalla strada provinciale che fu realizzata quasi a circoscrivere l’antico convento. Tale circostanza faceva perdere l’impatto percettivo voluto dagli antichi benedettini. Circoscrivere l’antico convento ha fatto si che si potesse intravedere tutto l’insieme della struttura, dalla cappella alle mura, all’intero perimetro. Si coglie assieme al convento l’ambiente, il paesaggio, la struttura edilizia diventa tutt’uno con la natura.

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