sostenibilità

Le App della sostenibilità

Vorrei segnalarvi alcune App che utilizzo e credo possano davvero esserci di aiuto! Partiamo dalla prima: è in cima alla lista perché nasce dal desiderio di combattere lo spreco alimentare e può anche aiutarci a risparmiare. Come?

Pane e Rosmarino n°34. E’ tempo di un Natale sostenibile!

Scegliete regali di realtà locali, ma soprattutto scegliete di realizzarli in collaborazione con aziende del territorio. Evitate catene internazionali e prediligete artigiani che con fatica fanno gli imprenditori nel vostro quartiere e nella vostra città, non è semplice e il loro impegno aiuta tutto il territorio.

Pane e Rosmarino n°27. Acqua e sostenibilità

Poiché per produrre un chilo di verdura servono 336 litri di acqua e per un chilo di carne di manzo si arriva ad oltre 15 mila litri, il primo passo è prediligere verdure, frutta e cereali integrali.
I prodotti di origine animale hanno generalmente un impatto maggiore sulle risorse idriche rispetto ai prodotti vegetali.

Moda e Ambiente. Le microplastiche dei nostri vestiti inquinano l’Artico

Magari in questi ultimi anni ci siamo abituati a riempire una borraccia con l’acqua di rubinetto invece di sprecare bottigliette, ma più di rado riflettiamo sul fatto che a ogni ciclo di lavaggio i capi d’abbigliamento rilascino particelle talmente sottili da sfuggire ai filtri delle lavatrici, essere trasportate nei fiumi e da lì nei mari.

Auto elettriche. 10 (buoni) motivi per comprarne una…

Le auto elettriche rappresentano un mercato in crescita. Secondo i dati dell'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (UNRAE), i veicoli elettrici rappresentano già lo 0,7% delle nuove immatricolazioni in Italia, una cifra che sembra piccola ma è superiore a quella del 2019.

Oggi è la Giornata di prevenzione dello spreco alimentare. Ogni italiano butta ancora 65 kg di cibo!

Ancora oggi, ogni italiano, genera circa 65 kg di rifiuti alimentari l’anno. A dirlo è il Food Sustainability Index, ovvero l’indice realizzato da Fondazione Barilla in collaborazione con The Economist Intelligence Unit che utilizza una metodologia in grado di rendere comparabili i dati a livello mondiale e ci restituisce una fotografia ancora più dettagliata del fenomeno.