STREETFOOD. Un decalogo ed un marchio a fare da “garante”

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LampredottoDall’utilizzo di ingredienti tipici al rispetto per la storia del prodotto, passando per l’attenzione all’igiene e al rispetto dell’ambiente.

Sono solo alcuni dei punti che compongono il decalogo del “perfetto operatore del cibo di strada” per far riconoscere al consumatore quelli di cui può fidarsi.

E’ l’intento dell’iniziativa promossa dall’Associazione StreetFood, ormai punto di riferimento in Italia per la promozione e la divulgazione del miglior cibo di strada italiano e non solo.

E’ per questo che l’associazione nata in Toscana ha dato vita da qualche anno a un vero e proprio decalogo che gli operatori associati e quelli che si assoceranno potranno seguire per marchiarsi del bollino “Artigiano del Gusto”.

«L’idea è nata qualche anno fa quando il cibo di strada ha cominciato a diventare una moda, forse abusata – spiega il presidente di Streetfood, Massimiliano Ricciarini – ed è per questo che abbiamo deciso di promuovere solo quegli operatori che hanno fatto la scelta di legarsi al territorio e attivarsi per promuoverlo, l’utilizzo di antichi ferri del mestiere, l’etica di base, l’igiene ma non l’asetticità, il rispetto delle regole del commercio nel senso di una sinergia in rete con altri operatori e con le attività di promozione turistica ed enogastronomica e alle istituzioni senza individualismi o asocialità, unitamente all’utilizzo di prodotti agroalimentari tradizionali e il rispetto delle leggi fanno degli operatori stessi dei veri e propri Artigiani del Gusto che possono fregiarsi di tale denominazione solo ed esclusivamente rilasciata dall’Associazione Culturale “Streetfood” con il suo logo esposto nello spazio commerciale dell’attività».

Dal 2004, anno della sua nascita, ad oggi sono centinaia gli eventi che Streetfood ha organizzato in tutta Italia (in oltre 15 regioni). Oltre 300 mila persone raggiunte. Milioni di porzioni servite nelle piazze e nelle strade per avvicinare il grande pubblico al vero cibo di strada.

STREETFOOD IL DECALOGO

1. Rispetta storia e tradizioni – per una garanzia di tracciabilità e appartenenza storica del cibo di strada e suoi ingredienti e l’esecuzione tradizionale della ricetta del cibo di strada
2. Utilizza ingredienti tipici e tradizionali – del territorio di appartenenza per la produzione del cibo di strada
3. Adotta un’etica – nello svolgimento della professione e nel rispetto di un sapere e saper fare tramandati, senza corromperli
4. Rispetta il legame con il territorio di appartenenza del cibo di strada
5. Utilizza strumenti artigianali – originali o rivisitati per la preparazione, cottura e somministrazione del prodotto (padelle, testi in terracotta, refrattaria, metallo, teglie etc…)
6. L’igiene al momento giusto* – Adeguati alle misure minime di rispetto delle normative sull’igiene impartite dalle Leggi Regionali per:
a) garantire sicurezza al consumatore
b) non alterare le caratteristiche organolettiche di ingredienti e della ricetta finale
c) non contravvenire alla normativa
7. Abbinamenti genuini – bevande realizzate con prodotti come acqua, vino, birra artigianale, succhi di frutta; senza aggiunta di ingredienti che ne modifichino il gusto – accettata (con riserva) l’aggiunta di CO2;
8. Rispetto dell’ambiente – sia durante il processo di produzione, somministrazione e consumo sia nella gestione dei locali (mantenimento della pulizia dentro e fuori il locale, smaltimento di oli, scarti organici e inorganici usufruendo di servizio smaltimento rifiuti differenziato);
9. Promozione del territorio (di appartenenza) – in virtù del fatto che solo i cibi di strada possono e devono essere consumati in loco per non modificare le caratteristiche tradizionali del loro consumo (temperatura, friabilità, croccantezza, morbidezza e sofficità, …) e promuovere in tal modo anche aree subalterne (zone montane o difficilmente frequentabili);
10. Cibo di strada in rete (no individualismo e asocialità) – sinergia con altre attività di produzione enogastronomica, associazioni, enti o altro per la costituzione di una rete di prodotti e servizi che promuovano in maniera integrata il cibo di strada con il territorio e tutti i suoi valori aggiunti.
*le attività di produzione dei cibi di strada che non rispettano le leggi sull’igiene non possono fregiarsi del marchio Streetfood. Quelle che lo hanno ottenuto, ma contravvengono alle normative, ne saranno private

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