Soave: quando il paesaggio è questione di design. Otto architetti della Domus Academy firmeranno un progetto di ristrutturazione di una cantina

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Colline, cantine e uva garganega sono gli ingredienti che in pari misura compongono il paesaggio del Soave, scelto da Domus Academy – prima scuola post-universitaria di design in Italia con sede a Milano – come oggetto di studio di un gruppo di giovani architetti provenienti da tutto il mondo, nell’ambito di un master di perfezionamento e di formazione post universitaria (Master in interior and living design 2012).

Si tratta di un gruppo di giovani professionisti dalle differenti nazionalità – India, Malaysia, Singapore, Libano, Turchia, Grecia, solo per citare alcuni paesi di provenienza – che a partire da luglio e fino ad ottobre, a conclusione del loro periodo di studi, lavoreranno su un progetto di riqualificazione e ristrutturazione di una cantina nella zona di produzione del Soave.

Il lavoro finale che presenteranno – una vera e propria tesi di laurea –  sarà oggetto di discussione di fronte alla commissione di valutazione e su questo gli studenti verranno misurati.

Condizione essenziale: il progetto di riqualificazione dovrà essere realizzabile e naturalmente compatibile col paesaggio circostante.

Nata nel 1982, nel corso degli anni Domus Academy si afferma come vero e proprio luogo di formazione post-universitario e come laboratorio di ricerca sui temi dell’innovazione e della progettazione. Per il corso di studi che si conclude ad ottobre 2012 tre sono state le aree di progetto proposte agli studenti: la riqualificazione di un bar di un hotel di lusso, la riqualificazione di una cantina, la riqualificazione di un punto vendita della distribuzione moderna.

Gli studenti che hanno scelto il progetto dedicato alla ristrutturazione di una cantina – in tutto otto architetti – sono giunti in questi giorni nell’Est Veronese per un sopralluogo non solo per vedere lo stato reale della struttura ma anche per cogliere l’essenza del paesaggio del Soave dentro al quale dovranno calare il progetto di ristrutturazione.

Non è infatti pensabile scindere l’architettura delle cantine dal paesaggio dove esse sono collocate.

Equilibrio, armonia, rispetto delle forme vanno di pari passo nel Soave con scelte urbanistiche lungimiranti che nel tempo hanno permesso lo sviluppo di molte attività commerciali ed economiche, senza però mai minare l’integrità del paesaggio viticolo.

Ultimo ma non certo per importanza: paesaggio e territorio sono ormai percepiti come veri e propri strumenti di lavoro, risorse limitate e che per questo vanno tutelate ed utilizzate con attenzione e rispetto. Da qui la tendenza sempre più diffusa tra i produttori di tecniche a basso impatto ambientale, come la lotta integrata e la confusione sessuale, simbolo evidente di un impegno da parte del mondo della produzione a tutelare l’integrità dell’ambiente.

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