Artigiani visionari, sostenibilità, esotismo ed intelligenza artificiale hanno segnato la 48esima edizione del Sigep, tracciando una road map del food del futuro.

di Elena Bellusci

Il SIGEP, Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e Caffè, da oltre quarant’anni è uno degli appuntamenti fieristici più rilevanti per i professionisti del settore dolce.

Ospitato ogni anno presso la Fiera di Rimini, l’evento è un punto di incontro per artigiani, aziende, chef, maestri pasticceri, gelatieri, panificatori e operatori del caffè provenienti da 45 Paesi del mondo accanto ad una scena italiana importante.

Oltre a competizioni di grande richiamo come il Junior Pastry World Cup, che ha visto il confronto tra giovani talenti under 26 dall’Italia, dalla Francia, Giappone, l’ampia area espositiva raccoglie le migliori aziende del settore, dalle materie prime alle attrezzature, dai macchinari alle soluzioni per il packaging, ottimo e immediato strumento di marketing.

L’ampia area espositiva raccoglie le migliori aziende del settore, dalle materie prime alle attrezzature, dai macchinari alle soluzioni per il packaging, ottimo e immediato strumento di marketing.

Il SIGEP è anche un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze del mercato: gusti emergenti, ingredienti innovativi e sostenibili da scoprire nel ricco calendario di dimostrazioni.

Ne sono un esempio pieno i sorbetti e i gelati proposti dalla Gelato Naturale Academy a base di frutti esotici poco noti come la lúcuma, frutto peruviano morbido e avvolgente, dai rimandi di caramello, miele e dattero che racconta di terra e sostenibilità.

Nella Bakery Arena invece, tra grani antichi, farine speciali e impasti innovativi che conquistano il gusto di consumatori sempre più attenti, siamo stati colpiti soprattutto dal lavoro virtuoso di piccoli panificatori italiani che hanno fatto della ricerca e della creatività un credo.

La Pillotta, creata dal Panificio Rosetti di Cecina, è un lievitato innovativo a base di farine speciali come la canapa, da mangiare rigorosamente con le mani e che incarna alla perfezione il legame tra pane e convivialità.

Ricerca è anche creare prodotti capaci di evocare ricordi attraverso l’assaggio, legando sapore, esperienze personali e identità culturale: golosa dimostrazione ne ha dato il Panificio Santafara di Bari che con una fragrante focaccia bianca farcita con cime di rapa, crumble di pane alle acciughe e limone ci ha restituito al morso e al ricordo uno dei piatti più iconici del capoluogo pugliese.

Tradizione italiana e innovazione anche nei momenti di formazione dedicati all’incontro tra caffè e mixology e le tendenze del low ABV (bassa gradazione alcolica): il brand caffè Molinari di Modena – ad esempio – ha mostrato le potenzialità dell’Arabica miscelata a vermouth leggeri, bitter o ginger beer per cocktail freschi e piacevoli che non eccedono in alcool.

Tra le novità dell’anno al Sigep 2026 c’è il Digital District in cui si è potuto sperimentare quanto intelligenza artificiale e robotica siano alleati nella riduzione di sprechi, personalizzazione dei menu e miglioramento del benessere di lavoratori, in risposta alle carenze di personale nel settore della ristorazione e dell’hotellerie.

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