Si chiama MAL TON, significa “prendersi delle libertà”. E tu, lo fai?

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MANIIl bon ton è un termine noto a tutti, ma pare non sia lo stesso col suo cugino cattivo, il mal ton. Si tratta di un termine usato per indicare le cattive abitudini alle quali spesso siamo soggetti, a volte anche inconsapevolmente.

Un po’ mal ton, un po’ guilty pleasure, peccato nascosto, l’insieme di tutte le cose sconvenienti e poco eleganti che spesso si compiono lontano dagli occhi di chi potrebbe giudicarli. Chi non ha mai fatto uno di questi gesti, almeno una volta? Leccare il mestolo mentre si cucina, toccare con un dito il cibo per sentire se è caldo, asciugarsi le mani sui pantaloni dopo essersele lavate, pulirsi la bocca con lo straccio dei piatti, spruzzarsi in bocca la panna montata, dal tubetto, oppure mangiare la nutella con il cucchiaino, direttamente dal barattolo.

La lista è lunga e spesso coinvolge abitudini culinarie o con gli ospiti. Per esempio è considerata una cattiva abitudine stappare bottiglie utilizzando utensili di fortuna, prendere olive, sottaceti, cipolline, direttamente dal vasetto, con le dita.

Scorrendo la lista ne vengono fuori molti altri, come mangiare il gelato direttamente dal barattolo, o condire l’insalata tenendo il dito sul beccuccio dell’olio o dell’aceto. Appare chiaro come questi piccoli peccati facciano spesso parte delle azioni compiute ogni tanto, quasi sempre in solitudine.

Spesso si tratta di una vera e propria forma di ribellione compiuta a fine giornata, dopo costrizioni a lavoro, si ha voglia di non ascoltare nessuno e fare semplicemente come ci viene in mente.

Insomma, il mal ton potrebbe aiutare a liberare quelle energie negative accumulate durante il giorno, e trasformarsi in una vera e propria valvola di sfogo.

Ma attenzione a non prenderci la mano, ci si potrebbe sbagliare e compierle anche davanti agli ospiti! Oppure essere colti in flagrante, proprio sul più bello. Siamo disposti a correre il rischio?

Buon mal ton, quando ci vuole…ci vuole.

 

Maria Rosaria Mandiello

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