SETTEMBRE 2011 da record, tra i più caldi dal 1800 Cosa sta succedendo alle produzioni?

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In alcune aree agricole del paese sono state avviate le procedure per verificare l’esistenza dello stato di calamità, ma a macchia di leopardo in tutta la penisola il caldo record e la ridotta piovosità di settembre hanno mandato in tilt i raccolti con cali che variano dal 20 per cento per il pomodoro al 15 per cento per il vino.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il mese di settembre si classifica al secondo posto (dopo quello del 1987)  tra i più caldi dal 1800 con un’anomalia di +2.6°C rispetto alla media del periodo di riferimento (1971-2000), secondo il Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna.

Un caldo torrido che è stato accompagnato da un calo del 10 per cento in media delle precipitazioni che però in alcune zone si sono ridotte di valori compresi tra il 50 ed il 100 per cento. Il risultato è che la vendemmia 2011 sarà la più scarsa di sempre su valori compresi tra i 41 e i 42 milioni di ettolitri (in calo del 10- 15 per cento rispetto allo scorso anno) ma di qualità buona.

Per salvare le piante da frutta dallo stress provocato dal caldo torrido e dall’assenza di pioggia al nord ed anche per garantire la fioritura nel prossimo anno, è stato necessario ricorrere straordinariamente all’irrigazione di soccorso per kiwi, pere e mele che soffrono peraltro di mancanza di colorazione.

Per lo squilibrio idrico i finocchi vanno a fiore fuori stagione e non possono essere più commercializzati mentre il raccolto di tradizionali verdure autunnali come radicchio, verze e cavoli sarà anticipato e gli agricoltori stanno pensando ad una nuova semina per garantire le forniture invernali.

Gli effetti cominciano a farsi sentire anche sugli olivi che senza acqua, sopravvivono sfruttando i loro stessi frutti, ma se la siccità permane cadranno molte olive: si farà meno olio, comunque ottimo.

Complessivamente l’effetto combinato di caldo e assenza di pioggia sta determinando un drastico taglio dei raccolti che varia dal calo del 20 per cento del pomodoro destinato a polpe e passate al 15 per cento del riso che sta raggiungendo la maturazione anzitempo con una riduzione di resa anche se l’Italia manterrà la leadership produttiva a livello europeo.

Effetti si hanno anche a macchia di leopardo sul territorio con la produzione di zucche a Cremona stimata in calo del 15 per cento, ma non mancano riscontri positivi. La produzione di nocciole, ad esempio, è ottima e in aumento del 10 per cento e positivo è stato anche il raccolto di mais.

 

 

 

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