Food Reputation Map. Una classifica originale per gli alimenti Made in Italy

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MADE IN ITALYAnche gli alimenti hanno la loro fama. Il mondo apprezza e gusta i prodotti Made in Italy e per scoprire cosa ne pensano le nazioni mondali è nata una mappa: la Reputation Map.

Un’idea nata dal professore dell’Università La Sapienza di Roma Marino Banaiuto, pensata con l’intendo di rendere i nostri prodotti più “attraenti” agli occhi dei paesi stranieri, con uno strumento teso a rintracciare le leve di vendita degli alimenti Made in Italy.

Se diamo un’occhiata al carrello della spesa degli italiani noteremo come i cibi vengono selezionati attraverso criteri culturali, economici, psicologici, fisiologici e ambientali, ma soprattutto che siano italiani. Se, ad esempio, nel nostro paese un’arancia è sinonimo di familiarità e tradizione non è detto che ciò avvenga anche dall’altra parte del mondo, dove spesso il frutto è associato a una difficile digeribilità a un prezzo non adeguato.

Secondo Paolo De Castro, presidente dalla Commissione Agricola e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo, “un prodotto che nel nostro paese è definito di qualità deve essere anche in grado di imporsi sul mercato straniero. Se i foodies stranieri non trovano il marchio autentico Made in Italy, comprano un’imitazione”.

Da qui l’idea studiata all’Università di Roma della Food Reputation Map, il primo e unico strumento scientifico che permette di misurare la reputazione di un qualsiasi prodotto che sia agricolo o un alimento. Simile ad una radiografia permette di andare a fondo e guardare in profondità un prodotto, rintracciando in anticipo i suoi punti di forza e di debolezza intercettati dal consumatore riguardo qualsiasi alimento coltivato in Italia. Si va dall’essenza del prodotto: composizione, genuinità, durata, riconoscibilità, alle implicazione psicologiche: percezione organolettica, memoria personale, nulla è escluso dall’analisi.

Uno strumento di supporto diretto agli agricoltori, ma punta anche a promuovere l’occupazione giovanile. Secondo molti esperti sarà impiegato anche all’interno di molte multinazionali. La Food Reputation Map si è concentrata su alcune categorie di alimenti: frutta e agrumi, verdure e ortaggi, latte e derivati. Ma che reputazione avranno? Scopriamolo!
In pole position troviamo verdura e ortaggi che godono di un’ottima reputazione soprattutto per i loro effetti fisiologici e psicologici.
Secondo posto per i pomodori pelati, da sempre re della cucina italiana che emerge soprattutto per la sua capacità di conservarsi bene nel tempo, oltre ad avere un prezzo contenuto.
Medaglia di bronzo per frutta e agrumi, che godono di un’ottima reputazione per gli aspetti culturali e fisiologici. Gli agrumi hanno punteggi elevati di reputazione anche nell’area degli effetti ambientali. Un aspetto spinoso per entrambi è quello della prossimità. Molti, infatti, sono convinti che non sempre la frutta e gli agrumi vengano conservati in luoghi vicini a quelli dove vengono raccolti.
Quarto posto per il cioccolato. La sua grande reputazione è relativa agli effetti psicologici, da sempre noto come aiuto per risollevare il morale in momenti di tristezza e malinconia.

Prodotti che vengono esportati ma apprezzati solo se si conosce la provenienza ma anche la reputazione. Detto fatto, ci pensa Food Reputation Map.

Maria Rosaria Mandiello

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