ASSOENOLOGI: la vendemmia 2012 regione per regione

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PIEMONTE

Quantità: -10% rispetto vendemmia 2011

L’andamento climatico di quest’anno è stato piuttosto anomalo. Nel mese di dicembre si sono raggiunte temperature di 15/16 gradi, mentre in gennaio sono scese per diversi giorni a -20°C. Tali condizioni termiche hanno creato seri problemi alle viti che in molte zone hanno avuto un germogliamento decisamente stentato e comunque tardivo. Fenomeno accentuato dalle copiose nevicate sopraggiunte nel mese di febbraio.

La primavera è stata fredda e piovosa e la grandine ha coinvolto zone molto vaste, tra cui in primis quelle del Barbera. La fioritura è stata disturbata dalle piogge che hanno causato una minore fertilità e di conseguenza un numero inferiore di acini per grappolo. Inoltre va segnalata la forte moria di piante causata dalla flavescenza dorata, malattia del legno che si sta diffondendo anche sul Moscato (finora considerato quasi immune all\’ampelopatia), anche se i vigneti più colpiti rimangono Barbera e Chardonnay.

Il caldo torrido e la mancanza di precipitazioni estive anche in Piemonte hanno lasciato il segno.

ll mese di settembre è stato caratterizzato da tempo stabile con poche piogge ma decisamente utili, sia per la qualità che per la quantità delle uve rosse, inoltre le elevate escursioni termiche hanno favorito la maturazione fenolica delle stesse.

La raccolta delle uve Chardonnay e Pinot nero base spumante era iniziata a metà agosto, per concludersi verso il 23 dello stesso mese. A seguire quella delle uve Brachetto e poi di Moscato. I conferimenti sono continuati con i Dolcetti, le Freisa e le Barbere. Con la fine della prima decade di ottobre si è conclusa praticamente la raccolta delle uve Nebbiolo da Barolo e Barbaresco.

La produzione registra -10% rispetto allo scorso anno, che, va segnalato, era già stata deficitaria del 10% rispetto al 2010. In tutto il Piemonte si produrranno poco più di 2.400.000 ettolitri di vino, di più che buona qualità.

Le contrattazioni fanno registrare valori incrementati tra il 10% e il 20%, giustificati sia dalle contenute scorte di vino delle vendemmie precedenti, sia dalla seconda consecutiva annata scarsa.

LOMBARDIA

Quantità: -20% rispetto vendemmia 2011

L’inverno, iniziato con temperature miti, ha visto un loro deciso abbassamento nelle prime settimane del 2012. Provvidenziali le precipitazioni primaverili che, oltre a ricostituire, in parte, le scorte d\’acqua hanno garantito un ger-mogliamento regolare.

Una violenta grandinata manifestatasi il 13 luglio in Valtellina ha interessato oltre il 50% dei vigneti causando una cospicua perdita soprattutto di Grumello e Inferno. Anche in Oltrepò la vasta tempesta di sabato 21 luglio ha falcidiato i comuni di Stradella, Montù Beccaria e Zenevredo estendendosi fino a Vicobarone nel Piacentino. La raccolta delle uve Chardonnay e Pinot è iniziata il 7 agosto sia in Oltrepò che in Franciacorta. Il pieno della vendemmia dei Pinot in Oltrepò è avvenuta intorno al 20 di agosto, mentre in Franciacorta in quella data era già stato raccolto il 50% del prodotto. Buone le basi spumante con giusta acidità e complessità aromatica. In Oltrepò Pavese i conferimenti delle uve Barbera sono iniziati a pieno ritmo appena terminati quelli delle uve Riesling e Malvasia, cioè nella prima decade di settembre, per chiudersi nella prima settimana di ottobre. Nel Bergamasco l\’andamento climatico settembrino ha aiutato molto la maturazione dei Merlot e dei Cabernet che sono stati raccolti nella prima decade di ottobre. Un\’annata particolarmente positiva per le poche uve di Scanzo Docg.

Nel complesso la maturazione delle uve rosse in Oltrepò Pavese e in Franciacorta è stato fortemente influenzato dal grande caldo che ha carat-terizzato i mesi di agosto e di settembre. Qualche pioggia a metà settembre ha contribuito ad abbassare le temperature e a reidratare gli acini. I vini nuovi hanno gradazioni elevate unitamente a colorazioni molto intense.

Buona la qualità con diverse punte di ottimo. Deficitaria del 20% rispetto allo scorso anno la quantità. La vendemmia in Oltrepò è terminata nella prima de-cade di ottobre.

In Valtellina le prime uve da appassimento per la produzione dello Sforzato si sono iniziate a raccogliere dalla fine di settembre. Dall’8 ottobre è incominciata la raccolta di quelle di Chiavennasca da vinificare fresche che si protrarrà sino al 25 ottobre. Complessivamente buona la qualità con una produzione anche qui inferiore di almeno il 20% rispetto allo scorso anno.

Il mercato fa registrare prezzi superiori anche del 20/30% rispetto allo stesso periodo del 2011.

TRENTINO ALTO ADIGE

Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

In Trentino la vendemmia per le uve base spumante è iniziata lunedì 20 agosto ed è entrata nel pieno per Chardonnay e Pinot grigio fra il 27 e il 31 agosto. In Alto Adige le prime uve di Pinot grigio e Sauvignon sono state staccate nella prima decade di settembre, mentre il pieno della raccolta è avvenuto nell\’ultima decade dello stesso mese quando si sono accavallati i conferimenti di Lagrein e Schiava.

In Trentino la vendemmia si è sostanzialmente chiusa a metà ottobre con la raccolta degli ultimi grappoli di Cabernet Sauvignon, mentre in Alto Adige si protrarrà sino alla fine del mese con i conferimenti delle uve bianche di alta quota e di Cabernet.

In Trentino l’aspetto più critico è rappresentato dal calo della produzione, che segue quella già contenuta del 2011. La diminuzione ha interessato soprattutto i Pinot e lo Chardonnay, minore per Müller-Thurgau e le varietà rosse in generale. La riduzione è da imputare a varie cause: il freddo invernale che ha ridotto la fertilità, una cattiva allegagione che ha compromesso il peso medio del grappolo, le grandinate che hanno colpito in particolare la Vallagarina, nonché il periodo siccitoso e prolungato.

Dal punto di vista qualitativo la vendemmia 2012 si presenta su più che buoni livelli. Le migliori performance sono ad appannaggio dei vini bianchi aromatici, Müller-Thurgau e Traminer. Molto differenziata la qualità dei vini rossi, che presentano una minore intensità del colore, ma profumi freschi e fruttati e sensazioni gustative di buona struttura.

Anche in Alto Adige lo stato sanitario delle uve è risultato eccellente con un peso dell’acino leggermente inferiore rispetto all’anno scorso. Ottima la qualità dei vini, soprattutto per i bianchi e i rossi come Pinot Nero e Schiava, ma anche per Lagrein, Merlot e Cabernet i primi dati di cantina fanno prevedere ottimi livelli.

La situazione del mercato è chiaramente legata alla minore offerta, anche se in Tentino Alto Adige la lievitazione dei prezzi non sarà marcata visto che negli ultimi anni non ci sono state penalizzanti flessioni.

VENETO

Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

La seconda metà del mese di agosto e la prima settimana di settembre sono stati caratterizzati da giornate soleggiate e calde con temperature al di sopra della media degli ultimi anni, condizioni che hanno portato la vite a uno stress idrico e pertanto si è dovuto ricorrere ovunque a irrigazioni di soccorso. La maturazione delle uve è proseguita bene, con un buon incremento di zuccheri, ma compromettendo leggermente il patrimonio acido. La raccolta è iniziata intorno al 24 agosto con le varietà precoci, ma la vendemmia vera e propria è partita nei primi giorni di settembre.

Dal 7 al 12 di settembre si sono verificate abbondanti precipitazioni che hanno positivamente influito sulle uve di Prosecco i cui conferimenti veri e propri hanno preso l’avvio verso il 15 settembre unitamente a quelli di Merlot, per proseguire poi con il Cabernet.

La vendemmia si è conclusa il 15 di ottobre con la raccolta delle ultime uve di Raboso. I riscontri di cantina evidenziano una gradazione zuccherina più alta rispetto a quella dello scorso anno. Le temperature molto alte di fine agosto hanno fatto degradare i contenuti di acido malico. La resa uva/vino è stata inferiore alla media in particolar modo per le varietà precoci.

Quantitativamente nel Veneto Centro Orientale per le varietà precoci e per le uve a bacca rossa si stima una lieve diminuzione. Situazione diversa invece per il Prosecco, il cui quantitativo risulta in aumento per l\’entrata in produzione di nuovi impianti.

In Veneto Occidentale tutte le zone sono state interessate da fenomeni legati alle basse temperature in fioritura: causa del minor dimensionamento e del diradamento dei grappoli. La situazione non è stata aiutata dalle alte temperature estive e dal prolungato periodo di assenza di piogge. Tutto ciò ha causato cali produttivi medi del 10/15% per le Doc Custoza, Bardolino, Valpolicella, Lugana, Durello, Arcole, Colli Berici, Breganze, Vicenza e Colli Euganei. La varietà Garganega, base per le Doc Soave e Gambellara ha subito decrementi più elevati (-20%). Nelle province di Verona e Vicenza i primi grappoli sono stati staccati il 20 agosto (Chardonnay e Pinot grigio), mentre il pieno della vendemmia è avvenuto a metà settembre con la raccolta delle uve per la produzione delle Doc Soave, Valpolicella, Bardolino e Custo-za.

Complessivamente in tutta la regione si stima un decremento del 15% rispetto alla passata campagna.

FRIULI VENEZIA GIULIA

Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

In Friuli Venezia Giulia le basse temperature e le abbondanti precipitazioni verificatesi in fase di fioritura hanno determinato uno sviluppo irregolare sia del grappolo, sia della parte aerea della vite. Anche la prima decade di giugno è stata caratterizzata da abbondanti precipitazioni, mentre dalla terza decade dello stesso mese le temperature si sono innalzate facendo registrare valori record per il periodo.

L\’eccezionale caldo ha determinato, soprattutto nelle zone collinari e in quelle non servite da impianti d’irrigazione, una situazione preoccupante: l’uva ha rallentato la maturazione, con conseguente perdita quantitativa (anche del 30%) e squilibri di vegetazione e di accumulo.

La vendemmia, per le uve base spumante, è iniziata il 20 agosto, mentre per le altre varietà a bacca bianca si è dovuto attendere la fine del mese.

Intorno al 20 settembre sono iniziati i conferimenti delle varietà a bacca rossa (Merlot e Cabernet) per terminare a fine mese con quelle di Verduzzo, Refosco e Picolit.

Le piogge tanto attese in estate hanno iniziato a interessare il Friuli Venezia Giulia verso la fine del mese di agosto per poi scendere, copiose e in modo cadenzato, anche nei primi giorni di settembre. Quest’apporto idrico ha permesso di rigenerare i vigneti stabilizzando le situazioni di “stress”. Con questo cambiamento climatico le varietà bianche tardive, come il Friulano, la Ribolla gialla e la Malvasia, hanno completato regolarmente la maturazione.

Le escursioni termiche, dopo il 10 di settembre, hanno favorito positivamente la maturazione delle uve a bacca rossa.

La resa uva vino è stata inferiore alla media a causa dell’eccessiva siccità estiva. I mosti ottenuti hanno evidenziato un elevato apporto zuccherino con una leggera flessione nel corredo acido soprattutto nelle varietà a bacca bian-ìca. Le fermentazioni si sono svolte regolarmente e le previsioni qualitative per i vini sono interessanti. Le operazioni di raccolta si sono concluse verso la metà di ottobre con i conferimenti delle uve Verduzzo impiegate per la produzione del Ramandolo Docg.

Durante la vendemmia le contrattazioni sono lievitate nettamente per Pinot Grigio, Ribolla Gialla, Sauvignon e Prosecco.

EMILIA ROMAGNA

Quantità: -5% rispetto vendemmia 2011

In Emilia Romagna dopo le piogge di maggio, le temperature si sono de-cisamente alzate mantenendosi per tutto il mese di luglio e agosto quasi sempre sopra i 35°C con punte anche di 40°C e con scarsissime precipi-tazioni.

Per le varietà precoci la vendemmia in Romagna è iniziata il 13 agosto, mentre in Emilia il 20 dello stesso mese. I vigneti di pianura, normalmente soccorsi con adeguate irrigazioni, non hanno presentato problemi e la maturazione è proceduta regolarmente. In quelli collinari invece la carenza di acqua ha determinato evidenti fenomeni di stress idrico che hanno portato a un decremento quantitativo della produzione dovuto soprattutto alla minor resa uva/vino.

In Romagna la raccolta dell’Albana ha avuto il suo culmine nei primi giorni di settembre, mentre quella del Sangiovese nella prima metà dello stesso mese. Per il Trebbiano la vendemmia è iniziata dopo la prima decade di settembre, per concludersi nei primi giorni di ottobre. In Emilia l\’Ancellotta è stata raccolta dall\’inizio di settembre, quindi sono iniziati i conferimenti delle uve Lambrusco con il Salamino, a cui sono seguiti il Sorbara, il Marani e infine il Grasparossa. In tutta la regione le operazioni vendemmiali si sono concluse entro la metà di ottobre con il Cabernet e l’Uva Longanesi in Romagna e il Lambrusco Grasparossa in Emilia.

In giugno si stimava un aumento produttivo rispetto alla vendemmia 2011, ma il perdurare dell’assenza di precipitazioni nelle aree collinari e in quelle di pianura non irrigate ha determinato un decremento produttivo pari a circa il 5% rispetto al 2011. Le piogge cadute tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre e la conseguente discesa delle temperature massime al di sotto dei 30°C, ha portato un notevole beneficio ai vigneti che non erano in sofferenza, consentendo un buon recupero produttivo.

La qualità risulta complessivamente più che buona con punte di ottimo per i vini provenienti da uve raccolte nella prima quindicina di settembre. I vini bianchi mostrano una buona complessità aromatica, con un contenuto alcolico leggermente inferiore rispetto alla scorsa campagna.

In Romagna le contrattazioni hanno evidenziato incrementi di prezzo delle uve bianche e per i nuovi vini con punte anche di oltre il 50% rispetto alla campagna precedente. Il mercato dei vini emiliani ha registrato rialzi del 30% per i prodotti da Ancellotta e per i Lambruschi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

TOSCANA

Quantità: -20% rispetto vendemmia 2011

Le alte temperature, il perdurare dell\’assenza di precipitazioni e l\’incidenza del vento caldo hanno, in alcune zone, agli inizi di agosto fatto entrare la vite in stress idrico. La carenza di acqua ha determinato acini di dimensioni inferiori alla media. La vendemmia delle uve precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon) è iniziata dopo Ferragosto in Maremma e verso il 20 di agosto nelle altre zone, per continuare a fine mese con quelle di Merlot.

Nella prima settimana di settembre sono avvenuti i conferimenti nelle zone di Bolgheri e del Morellino di Scansano per le uve rosse e in quella di San Gimi-gnano per le uve a bacca bianca di Vernaccia.

La raccolta delle uve rosse per la produzione del Chianti, del Chianti Classico, del Carmignano, del Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino è incominciata dopo il 15 di settembre.

La lunga carenza di piogge e le alte temperature al di sopra delle medie stagionali, hanno influito in modo negativo sulla quantità di uva e vino prodotto in Toscana. Le precipitazioni di settembre hanno riequilibrato in parte la situazione creatasi con il perdurare della siccità, soprattutto per le varietà di uve che si sono raccolte dopo il 10 di settembre: Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot, cioè le varietà un po’ più tardive.

Il periodo vendemmiale è stato caratterizzato da bel tempo, intervallato con giorni di pioggia che hanno contribuito a completare la maturazione delle varietà tardive. Le uve sono state conferite in uno stato sanitario ottimale, ma i grappoli si presentavano piuttosto piccoli, con buccia spessa e vinaccioli grossi. La resa uva/vino è risultata al di sotto della media di circa il 3-5%. I processi fermentativi sono decorsi regolarmente. La qualità risulta molto buona in particolar modo per il Bolgheri, il Brunello di Montalcino, il Carmignano, il Vino Nobile di Montepulciano, il Chianti e il Chianti Classico, perlomeno in quei vigneti che non hanno sofferto la siccità. La vendemmia si è conclusa entro la seconda decade di ottobre nelle zone centrali e più alte del Chianti Classico e Nobile di Montepulciano con gli ultimi conferimenti di Sangiovese e di Cabernet Sauvignon.

Da sottolineare la scarsa quantità delle varietà precoci sia a bacca bianca che rossa con punte anche di -50% rispetto a una vendemmia normale. Complessivamente si stima una produzione di vino in calo di oltre il 20% rispetto all’anno scorso, pari a 1.990.000 ettolitri.

I prezzi dei nuovi vini sono tutti in rialzo anche del 30/40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Oltre ai Doc e Docg sono in forte aumento anche le Igt specialmente \”Toscana\” sia rosso che bianco.

MARCHE

Quantità: uguale rispetto vendemmia 2011

L’inverno è iniziato con poca pioggia e temperature al di sopra della media, mentre per tutto il mese di febbraio le colline sono state completamente imbiancate da abbondanti nevicate. A seguire la tendenza del clima si è caratterizzata per un andamento prevalentemente asciutto, con temperature quasi sempre sopra alla norma.

Le diverse ondate di caldo che si sono susseguite hanno determinato in alcune zone una diminuzione dell\’apparato fogliare e una riduzione delle dimensioni dei grappoli.

Nella seconda metà di agosto è iniziata la raccolta delle varietà precoci, mentre la vendemmia nelle Marche è continuata con i conferimenti delle uve base spumante Verdicchio, Passerina, Pecorino e Bianchello.

La seconda quindicina del mese di settembre è stata caratterizzata da ab-bondanti piogge che hanno favorito lo sviluppo e la crescita dei grappoli di quei vigneti che avevano un buon apparato fogliare.

Queste piogge hanno contribuito ad attenuare il calo dovuto alla grande siccità che si è protratta fino alla prima decade di settembre.

Il pieno della vendemmia nelle Marche si è verificato intorno al 10/15 settembre quando si è accavallata la raccolta delle uve di Verdicchio, Sangio-vese, Maceratino, Biancame, Cabernet e Passerina. I conferimenti delle uve Montepulciano, per la produzione della Docg Conero, per la Doc Rosso Piceno, per la Docg Offida e quelle di Verdicchio per la tipologia “passito” sono terminati tra la terza settimana di settembre e la seconda di ottobre. I riscontri analitici confermano una buona carica aromatica, mentre la resa uva/vino è risultata più bassa rispetto alla media pluriennale. Nelle Marche si stima una produzione uguale allo scorso anno, di qualità più che buona. Attualmente le contrattazioni per i vini spuntano prezzi con incrementi di circa il 15-20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

LAZIO

Quantità: -15% rispetto vendemmia 2011

In tutto il Lazio, a partire dalla prima decade di settembre, sono arrivate le auspicate piogge, che hanno parzialmente recuperato, sul piano della produzione, una situazione che altrimenti sarebbe stata tragica. Alle piogge, si è accompagnata una diminuzione delle temperature notturne che ha limitato l’erosione delle acidità totali. In pratica, le precipitazioni di settembre hanno determinato uno spartiacque tra le varietà internazionali precoci già vendemmiate, che hanno fornito vini concentrati, rese molto basse rispetto alla media, e le varietà autoctone tardive che, al contrario, ne hanno tratto il maggior beneficio e stanno producendo vini più leggeri e delicati, ma con un rapporto polpa/buccia decisamente superiore.

La raccolta nel Lazio è iniziata il 20 agosto con le varietà internazionali (Chardonnay e Pinot). Il pieno della vendemmia è avvenuto nella seconda e terza settimana di settembre, con i conferimenti delle varietà autoctone (Trebbiano, Malvasia, Bombino e Bellone), per chiudersi verso la seconda decade di ottobre con le ultime uve di Cesanese e Montepulciano.

Qualitativamente la situazione è a macchia di leopardo, nel senso che in una stessa zona il mediocre si alterna all\’ottimo. In generale, i vini bianchi sono profumati e di buon equilibrio, mentre i rossi, specie le varietà tardive raccolte dopo le piogge del mese di settembre, risultano interessanti, anche se di struttura più discreta rispetto alle annate precedenti. Quindi i vini rossi 2012 saranno certamente dotati di una pronta bevibilità, mentre occorrerà prestare attenzione prima di procedere a lunghi affinamenti.

Quantitativamente si stima una produzione inferiore del 15% rispetto alla vendemmia 2011, attestata intorno al milione di ettolitri di vino, mentre se si considera il valore riferito alla media delle ultime annate il bilancio è ancor più negativo. Tale diminuzione è dovuta non tanto a un numero di grappoli inferiore, quanto alla minore dimensione degli acini a scapito del succo. Pertanto, la percentuale di bucce è notevolmente superiore alla media e le piogge, in alcune aree, non sono state sufficienti a risolvere le problematiche legate all’appassimento dei grappoli e alla mancanza di foglie.

Il finale di vendemmia si è svolto in maniera lenta e graduale, compatibilmente con le piogge che sporadicamente sono cadute. I primi riscontri di cantina evidenziano vini di più che buona qualità.

ABRUZZO

Quantità: uguale rispetto vendemmia 2011

L’andamento climatico, a partire dallo scorso autunno, è stato caratterizzato dalla presenza di piogge e basse temperature. Grazie a un inverno piovoso con precipitazioni abbondanti su tutta la regione e copiose nevicate verificatesi anche a bassa quota nel mese di febbraio, nei vigneti si sono costituite buone riserve idriche.

La primavera non molto calda, anch’essa caratterizzata da sporadiche precipitazioni, ha provocato un leggero ritardo del germogliamento. Da fine aprile in poi le belle giornate e le temperature alte hanno favorito lo sviluppo di una buona vegetazione e un\’emissione normale di grappoli ben formati ed uniformi per tutte le varietà.

Le alte temperature che si sono susseguite dalla primavera inoltrata fino all\’estate hanno permesso alla vite una normale attività vegeto-produttiva.

Per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot grigio) la raccolta è iniziata il 20 agosto nelle zone costiere, mentre per quelle interne e collinari intorno al 25 dello stesso mese. Per le altre uve bianche (Trebbiano, Malvasia, Passerina e Pecorino) l’inizio dei conferimenti è avvenuto nei primi giorni di settembre. Per le varietà a bacca rossa, principalmente Sangiovese e Montepulciano, la raccolta è incominciata nell’ultima settimana di settembre e si protrarrà fino alla fine di ottobre.

La quantità risulta leggermente superiore a quella della vendemmia 2011, per una produzione complessiva intorno a 2,3 milioni di ettolitri di vino.

Le condizioni climatiche del mese di settembre e parte del mese di ottobre sono decorse favorevolmente e, pertanto, qualitativamente si ipotizza un’annata interessante, in particolare per i vini rossi.

Il mercato del vino, soprattutto per i bianchi, è molto vivace, con sensibili incrementi rispetto alla precedente campagna, che per alcune partite hanno raggiunto anche +45/50%. Molto interessanti anche le quotazioni dei vini rossi che fanno segnare un incremento del 35/40% rispetto allo scorso anno. L\’andamento positivo delle vendite continua a interessare i mercati europei ed extra europei, mentre sia quello regionale che nazionale risentono pesantemente della congiuntura economica.

CAMPANIA

Quantità: uguale rispetto vendemmia 2011

Ad aprile il ritorno del freddo ha causato gelate in alcune zone di valle, compromettendo parte della produzione. Maggio, giugno e l\’inizio di luglio sono stati molto caldi e poco piovosi, situazione che ha determinato la totale assenza di ampelopatie.

Le provvidenziali precipitazioni di fine luglio hanno abbattuto le alte temperature riportandole nelle medie stagionali, inoltre, cosa più importante, con le piogge si è evitato il tanto temuto stress idrico delle viti, che in alcune aree era ormai alle porte.

L\’inizio di agosto ha fatto registrare temperature più elevate, ma con escursioni termiche di circa 15ºC. La fase di invaiatura è stata caratterizzata da temperature elevate e assenza di piogge. Tali condizioni hanno generato un anticipo della maturazione delle uve. Nella prima metà di settembre si sono registrate delle precipitazioni significative, che hanno consentito alla vite di recuperare dagli stress accumulati in precedenza e contribuito anche a ripristinare le tipiche escursioni termiche delle aree viticole campane. Il bel tempo della seconda metà del mese e di inizio di ottobre è stato l’elemento chiave per una buona matu-razione delle uve.

La vendemmia è iniziata verso la metà di settembre con la raccolta nell\’Agroaversano delle uve di Asprinio e del Fiano nel Cilento. Successivamente nel Beneventano si è proseguito con la Falanghina, quindi nell\’Avellinese, nei primi giorni di ottobre, con il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo. Nei Campi Flegrei la raccolta del Piedirosso è avvenuta nella seconda decade di ottobre. L\’ultima varietà ad essere vendemmiata sarà quella di Aglianico per la produzione della Docg Taurasi, nell\’Avellinese, alla fine di ottobre. La vendemmia è decorsa senza problemi sanitari, evidenziando un buon equilibrio tra zuccheri e acidi e quindi con tutti i presupposti per siglare un’annata di più che buona qualità.

Per quanto concerne la quantità, si sono registrate produzioni di uva superiori allo scorso anno, con un incremento anche del 10%. Le rese in vino sono però risultate scarse riportando i valori di produzione simili a quelli dello scorso anno quando si produssero 1.726.000 ettolitri.

Le quotazione delle uve destinate alla produzione di vini Doc evidenziano solo dei lievi aumenti rispetto a quelle dello stesso periodo dello scorso anno, mentre incrementi più significativi hanno fatto registrare le uve destinate a vini comuni con punte anche del 30%.

PUGLIA

Quantità: -10% rispetto vendemmia 2011

Con l’inizio della raccolta, nei primi giorni di agosto, delle uve Chardonnay si è avviata ufficialmente la vendemmia 2012, con il simbolico e beneaugurante taglio dell’uva da parte dell’Assessore regionale all’agricoltura, in anticipo di qualche giorno per il gran caldo e la siccità che si è fatta sentire nei vigneti privi di irrigazione di soccorso. La maggior parte delle uve sono state vendemmiate nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino per preservare gli aromi ed evitare di portarle troppo calde in cantina.

La vendemmia è proseguita con le uve di Sauvignon, Pinot bianco e nero e rossi internazionali (Merlot, Syrah, Cabernet). Verso la fine di agosto è stata la volta delle uve autoctone Primitivo (area Manduria-Sava in provincia di Taranto) e a seguire con la stessa varietà a Gioia del Colle, con un recupero della produzione rispetto alla precedente vendemmia. Dalla prima decade di settembre, le uve di Negroamaro (alto e basso Salento) sono state conferite in perfetto stato sanitario, con un quadro acido equilibrato e con un buon contenuto zuccherino, ma con una diminuzione quantitativa.

La vendemmia del Trebbiano, della Malvasia bianca e del Fiano ha avuto inizio nella prima decade di settembre, in concomitanza con le uve autoctone della zona di Castel del Monte (Bombino bianco, Pampanuto, Bombino nero). Il distacco dei grappoli è proseguito nella seconda decade di settembre, periodo in cui ha avuto inizio anche la raccolta delle uve in Valle d’Itria (Verdeca, Bianco d’Alessano) che hanno evidenziato dati analitici molto buoni, ma minori livelli produttivi. In seguito, verso la fine di settembre e la prima settimana di ottobre, è stata la volta delle uve di Aglianico e di quelle del Nero di Troia.

Complessivamente i vini manifestano un’interessante struttura, una buona acidità, un elevato corredo aromatico varietale, gradazioni alcoliche superiori alla norma e, per i vini rossi, un’ottima intensità di colore. Pertanto, in tutta la Puglia la qualità si può considerare più che buona, mentre, quantitativamente, si stima una produzione inferiore del 10% rispetto al 2011, anche se le prime proiezioni di agosto sembravano mantenere inalterati i valori rispetto alla scorsa vendemmia.

Per quanto concerne la situazione del mercato, le contrattazioni mettono in luce un incremento dei prezzi generalizzato delle uve e dei vini intorno al 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

SICILIA

Quantità: +15% rispetto vendemmia 2011

L’andamento del ciclo vegetativo della vite, nel periodo della fioritura e dell’allegagione, ha avuto un decorso normale. Non vi sono state anomalie durante le fasi d’invaiatura e di maturazione. Solo su Grillo e Nero d’Avola si è registrato qualche problema di allegagione.

La vendemmia, per le varietà bianche precoci, è iniziata i primi di agosto in anticipo rispetto alla precedente campagna con le uve di Pinot Grigio, di Sauvignon blanc e, in alcuni areali, con lo Chardonnay. Nella seconda set-timana di agosto si sono raccolti i grappoli di Viognier, Müller Thurgau e di Moscato bianco. La vendemmia delle uve rosse, in particolare per il Merlot, è iniziata a cavallo di Ferragosto ed è proseguita con il Nero d’Avola, Syrah, Frappato, per finire con il Cabernet Sauvignon i primi giorni del mese di settembre.

Per quanto riguarda le varietà autoctone a bacca bianca si è iniziato con il Grillo e lo Zibibbo intorno al 20 agosto per poi proseguire con le uve di Catarratto e Insolia, che sona state raccolte a partire dai primi giorni di settembre. I dati sopra riportati evidenziano un netto anticipo rispetto alla precedente vendemmia, che scaturisce da un inverno poco piovoso ma soprattutto da un\’estate calda e secca.

Le operazioni vendemmiali si sono concluse su tutto il territorio regionale nella prima decade di ottobre, fatta eccezione per la zona dell’Etna dove la raccolta del Nerello Mascalese si concluderà verso la fine di ottobre.

I dati vendemmiali evidenziano in tutta la Sicilia un aumento della produzione valutata in +15% rispetto alla campagna vitivinicola 2011. Tale incremento scaturisce, oltre che dalla diminuzione delle superfici interessate dalla vendemmia verde, anche da un aumento della produttività dei vigneti ubicati nelle zone più fertili. Tutto questo si tradurrà in un quantitativo complessivo pari a circa 5,6 milioni di ettolitri.

Per quanto riguarda i prezzi e le contrattazioni, si evidenzia un aumento delle quotazioni del mosto muto e del vino bianco di circa il 30%, mentre per i vini rossi l\’incremento è del 10% rispetto al 2011.

SARDEGNA

Quantità: uguale rispetto vendemmia 2011

In Sardegna nel mese di maggio le piogge sono state abbondanti favorendo un regolare germogliamento delle viti. Le copiose precipitazioni, associate da un repentino crollo delle temperature, hanno però causato durante la fioritura notevoli aborti fiorali soprattutto su uno dei vitigni principe dell’Isola, il Vermentino, determinando grappoli spargoli e con forte acinellatura, con un decremento di produzione per questa varietà di oltre il 5%. Il mese di giugno è stato tra i più secchi degli ultimi dieci anni. Nella terza decade di luglio, si sono verificati estesi temporali soprattutto nel Nord della Sardegna, che hanno garantito un buon riequilibrio idrico dei vigneti. Il mese di agosto è stato invece torrido e afoso con venti spiranti prevalentemente dal quadrante sud (scirocco) che, per eccessi termici, ha rallentato il processo di maturazione delle uve soprattutto nei vigneti privi di impianti irrigui.

Non pochi problemi ha causato l\’eccesso di calura sui vitigni in fase avanzata di maturazione (soprattutto sul Moscato), nei quali gli acini si sono parzialmente disidratati, con una conseguente anomala concentrazione in zuccheri e acidi e con resa uva/mosto inferiore alla media.

Dal 3 al 5 settembre in tutta la Sardegna sono cadute le tanto auspicate piogge con conseguente abbassamento delle temperature. Purtroppo in certe zone, come la Gallura, si sono abbattuti dei veri e propri uragani accompagnati da violente grandinate di eccezionale intensità, che hanno causato notevoli danni. Nonostante questi eventi i mosti ottenuti hanno evidenziato una buona acidità e un discreto corredo aromatico.

I vini rossi presentano una buona struttura, accompagnata da una interessante intensità colorante. I processi fermentativi sono decorsi regolarmente, mentre la qualità si presenta a macchia di leopardo con punte che spaziano dal buono all’ottimo. Quantitativamente la produzione risulta pressoché uguale a quella del 2011, con un calo la produzione del Vermentino, valutabile dall’8 al 10%, mentre le uve rosse, come il Cannonau, la Monica e i vitigni internazionali hanno fatto registrare valori superiori.

Le operazioni vendemmiali si concluderanno nei primi giorni di novembre con la raccolta delle uve da dessert Nasco e Malvasia.

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