Blogzine di enogastronomia, turismo e sostenibilità

Passeggiate nella storia: l’eremo di San Michele Arcangelo a Faicchio
Nei luoghi più impervi delle nostre montagne esiste un patrimonio storico-religioso che ci riporta indietro di secoli, quello degli eremi. Talvolta ci vogliono ore di cammino per raggiungerli, ma quando vi si accede l’emozione è potente e quasi sempre il paesaggio circostante è grandioso.
Gli eremi non sono esclusivi della religione cristiana, basti pensare a quelli buddhisti che si trovano in Tibet, ma per quanto riguarda il Cristianesimo la maggiore concentrazione si trova proprio in Italia e, in particolare in Abruzzo e in Campania.

Gli eremi in Italia
Erano realizzati in luoghi isolati e difficilmente accessibili, dove il contatto con il resto del mondo abitato doveva essere minimo se non addirittura assente. Qui gli eremiti, o anacoreti, si ritiravano, talvolta per anni, talvolta per sempre, in una vita fatta di preghiere, meditazione e sopravvivenza minima grazie a piccoli orti, fonti di acqua sorgiva, talvolta minimi commerci derivanti da una modesta produzione di olio, vino, formaggi e altri prodotti che vendevano localmente.
Generalmente la scelta iniziale cadeva su una grotta in cui negli anni venivano costruiti diversi manufatti: una cappella, vani per dormire, stanze da lavoro, piccoli stalli per gli animali.
Abitati frequentemente da monaci, gli ambienti religiosi venivano spesso decorati con pitture rupestri a sfondo religioso di ispirazione bizantina, di vario valore estetico a seconda dell’esecutore.

L’eremo di San Michele a Faicchio
Tra i numerosi eremi presenti in Campania spicca per la sua ricchezza pittorica l’eremo di San Michele a Faicchio, in provincia di Caserta.
L’eremo venne realizzato dai Longobardi nell’VIII secolo in una cavità naturale contemporaneamente ad altri luoghi di culto nella stessa zona. Durante un restauro effettuato nel XII secolo furono realizzati gli affreschi, a cui seguì una solenne inaugurazione nell’anno 1172. Vi furono svolte funzioni religiose fino al XVI secolo e poi venne abbandonato.
Oggi questo luogo denso di un fascino mistico si raggiunge mediante un sentiero attrezzato che parte al di sopra del centro abitato di Faicchio. In poco più di un’ora di cammino si raggiunge il piazzale antistante la grotta nelle cui vicinanze verso la fine del XVIII secolo è stato costruito anche un rifugio per i pellegrini, recentemente restaurato.
L’apertura della grotta è protetta da inferriate e da un cancello che però è sempre aperto. Appena si entra la suggestione è immediata perché un’antica scala di pietra conduce a un livello superiore dove si incontra un altare realizzato probabilmente tra il Seicento e il Settecento, con i resti di una antica maiolica cerretese che raffigura San Michele.
Per scoprire la vera meraviglia bisogna proseguire oltre alla sinistra dell’altare dove si apre un piccolo vano interamente affrescato con pitture del XII secolo. Naturalmente gli agenti atmosferici hanno inciso in maniera determinante sullo stato di conservazione, ma ciò che rimane è comunque notevole.
Vi si trovano raffigurati il Redentore con diversi santi, la Madonna in trono con il Bambino, attorniata dai Santi Apostoli (tra cui San Pietro, San Paolo e Sant’Andrea). In una nicchia si trova la rappresentazione di San Michele Arcangelo. Nella parte sinistra è presente l’Annunciazione mentre sull’arco d’ingresso si trovano altri tre santi tra cui San Marco. Nella volta viene raffigurato Gesù Crocifisso.
Oltre la piccola sala affrescata c’è un altro ambiente che fa parte della grotta ricco di stalattiti e stalagmiti in cui occasionalmente si può individuare qualche pipistrello.
L’insieme degli ambienti suscita una innegabile emozione e riporta il pensiero a quei tempi antichi e difficili.
Quella che in un’altra epoca era una via per eremiti e pellegrini oggi è una piacevole passeggiata panoramica che regala una bellissima conclusione.
Davanti all’ingresso della grotta sono state anche piazzate delle panche per una piacevole sosta ristoratrice dopo la visione di tanta bellezza.
Continua a scoprire il territorio:
Eremo di Santa Lucia a Sarno (SA)
Eremo di San Magno a San Mango Piemonte (SA)
Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno (VA)













