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Eremo di Santa Caterina del Sasso: visite straordinarie nel sacello tra affreschi medievali e ricerca
C’è un luogo, all’interno dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso, che per secoli è rimasto silenzioso, protetto, quasi invisibile agli occhi dei visitatori. È il sacello, un piccolo edificio sacro incastonato nella roccia, cuore spirituale originario dell’eremo e oggi prezioso scrigno di affreschi medievali.
Per la seconda volta, Archeologistics apre eccezionalmente questo spazio al pubblico con visite guidate speciali ogni venerdì di febbraio 2026, a partire da oggi, offrendo un’occasione rara per entrare – letteralmente – nella storia.
Un luogo intimo, alle origini dell’Eremo
Il sacello rappresenta il nucleo più antico del complesso di Santa Caterina del Sasso, che si trova a Leggiuno, in provincia di Varese. Qui, secondo la tradizione, si ritirò l’eremita Alberto Besozzi nel XII secolo, dando origine a quella esperienza spirituale che nel tempo si sarebbe trasformata in una vera comunità monastica.
Di dimensioni ridotte e con caratteristiche architettoniche essenziali, conserva sulle sue pareti frammenti di affreschi databili al XIII secolo, tra le testimonianze pittoriche più antiche dell’intero complesso. Si tratta di immagini devozionali realizzate per accompagnare la preghiera solitaria dell’eremita e dei primi religiosi, oggi oggetto di un importante progetto di studio e valorizzazione.
Visite tra ricerca, affreschi e racconto
Le aperture di febbraio sono strettamente legate all’avvio di nuove attività di ricerca scientifica sugli affreschi del sacello. Un lavoro che non si svolge “a porte chiuse”, ma che Archeologistics ha scelto di condividere con il pubblico.
«Nel mese di gennaio abbiamo svolto i primi sopralluoghi con docenti e ricercatori che condurranno gli studi – spiega Elena Castiglioni di Archeologistics –. L’apertura del sacello vuole essere l’occasione per raccontare come stiamo lavorando e quali sono gli obiettivi di questo progetto».
Durante la visita sarà possibile osservare da vicino i frammenti della parete est del sacello: alcuni chiaramente leggibili, altri più lacunosi, ma tutti fondamentali per comprendere la storia artistica e spirituale dell’Eremo.
Cosa comprende il percorso
Il percorso guidato accompagnerà i visitatori attraverso:
- la storia dell’eremita da cui ebbe origine il complesso monastico;
- la lettura degli affreschi medievali (XIII secolo) e di quelli successivi, datati tra XVI e XVII secolo;
- l’historieta, ovvero il racconto figurato e documentale della vita dell’Eremo;
- i risultati e le prospettive delle ricerche in corso.
Un’esperienza esclusiva (e tutelata)
Per garantire la conservazione degli spazi e delle superfici dipinte, l’accesso è fortemente contingentato:
- gruppi di massimo 12 persone;
- ingresso nel sacello vero e proprio con 2 persone alla volta.
Per le sue caratteristiche architettoniche, il sacello non è accessibile a persone in carrozzina. Tuttavia, la visita guidata resta possibile grazie a riproduzioni digitali di alta qualità degli affreschi, consultabili negli spazi immediatamente esterni.
Chi cura la ricerca
Il progetto di studio è coordinato per Archeologistics dalla dott.ssa Lorenza Giacardi e coinvolge importanti studiosi: prof. Saverio Lomartire (Università dell’Insubria) per gli affreschi del XIII secolo; prof. Stefano Bruzzese e prof. Mauro Pavesi (Università Cattolica di Milano) per i cicli pittorici del XVI e XVII secolo.
Le attività rientrano nel progetto Varese Cultura 2030, promosso dalla Provincia di Varese – ente proprietario dell’Eremo – e finanziato attraverso il bando Emblematico provinciale di Fondazione Cariplo.
Informazioni pratiche
Quando: venerdì di febbraio 2026
Orario: dalle ore 14.30
Dove: Eremo di Santa Caterina del Sasso, Leggiuno (VA)
Un’occasione preziosa non solo per visitare un luogo normalmente chiuso al pubblico, ma per comprendere come nasce e si sviluppa la conoscenza del patrimonio culturale: tra studio, tutela e racconto condiviso. Un viaggio silenzioso, dentro la roccia e dentro il tempo.
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