Parte la stagione venatoria. Vigili associazioni e magistratura

0
291

Nonostante un’estate di siccità e incendi che hanno messo a dura prova la fauna selvatica, domenica 16 inizia ufficialmente la stagione venatoria, dopo la raffica di preaperture che in molte Regioni ha dato il via libera anticipato alle doppiette ignorando le raccomandazioni scientifiche e gli obblighi di legge,  e colpendo un periodo delicato per molti animali ancora attenti alla cura dei giovani nati o in attesa della migrazione.

Una vera e propria barbarie in particolare quest’anno, considerando la straordinarietà delle condizioni ambientali, tanto che in diverse regioni i ricorsi in tribunale del WWF e di altre associazioni sono stati accolti dalla magistratura che ha sospeso le aperture anticipate, mentre gli ambientalisti hanno lanciato un appello alle prerogative del Governo nazionale e dei Governi regionali per chiedere provvedimenti d’urgenza per il posticipo della stagione.

Ma i problemi non finiscono qui. Oltre alla perseverante pratica delle preaperture, in Italia la fauna selvatica deve difendersi come ogni anno da tentativi di deregulation venatoria – come in Campania dove grazie al ricorso WWF è fallito l’obiettivo di consentire la caccia libera a pagamento in tutto il territorio campano e nei siti Natura2000 – e di caccia in deroga a specie protette di uccelli, come in Lombardia e Veneto, le cui leggi in materia hanno già procurato all’Italia una procedura di infrazione comunitaria, numerose condanne dalla Corte di Giustizia e Costituzionale e ormai imminenti sanzioni allo Stato che potranno giungere sino a 300.000 euro al giorno!

Proprio in questi giorni la Commissione Europea sta esaminando la situazione in Italia di 19 specie di uccelli selvatici attualmente cacciabili e ‘non esiterà’ a prendere nuove misure per garantire la tutela prevista dalle norme UE. Nonostante questo la Regione Lombardia sta esaminando un nuovo progetto di legge che prevede ancora una volta la caccia in deroga con l’uccisione di 300.000 fringuelli ed altre centinaia di migliaia di piccoli uccelli (tra cui 37.000 peppole, 20.000 pispole, 12.500 frosoni, oltre 150.000 storni).

Mentre la  Regione  Veneto, immune da qualsiasi  sanzione, obbligo di legge e richiami dall’Europa,  per l’ennesimo anno e dopo numerose condanne della  Corte di giustizia europea ed  annullamenti della Corte Costituzionale italiana, ha  autorizzato illegittimamente la “caccia in deroga” ai piccoli uccelli protetti, in nome della barbara “tradizione” della “polenta  e osei”.

Per contrastare questo panorama di illegalità, il WWF mette in campo ogni anno una nutrita squadra di volontari e professionisti. Nei tribunali di tutta Italia gli avvocati del Panda e di altre associazioni ambientaliste e animaliste, hanno già vinto i ricorsi al TAR contro la preapertura della stagione venatoria in diverse Regioni come Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Piemonte e continuano le azioni legali per il rispetto di legalità e fauna.

“Come ogni anno all’apertura della stagione venatoria larga parte delle Regioni persevera diabolicamente nell’ignorare l’evidenza scientifica e gli obblighi di legge, proponendo calendari venatori e normative che costerebbero al Paese gravi perdite ambientali ed economiche e che ogni anno, grazie alle pressioni degli ambientalisti, vengono sospese dalla magistratura amministrativa – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – L’essere riusciti a bloccare la preapertura in molte regioni ha evitato una vera ‘strage’ di animali selvatici, stremati dalle condizioni climatiche estreme e dagli incendi di quest’estate, che hanno sottratto loro cibo, acqua  ed habitat in cui vivere e riprodursi. Anche un solo giorno di caccia in meno significa la  salvezza di magliaia di animali.”

Rispetto agli incendi, il WWF ricorda che la caccia è vietata  per dieci anni nelle  zone boscate percorse  dal fuoco (art. 10 della Legge 353/2000), con sanzioni penali per i trasgressori. Mentre ai Comuni e ai sindaci italiani si ricorda che la legge quadro sugli incendi boschivi obbliga a redigere  ogni anno  la mappatura  delle  zone  incendiate, per consentire  di applicare i divieti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here