Nomofobia. Cos’è e cosa hanno organizzato a Rimini per scongiurarla

Mentre la tecnologia conquista sempre più spazio nella nostra quotidianità, c’è chi tenta di disconnettersi quando può e chi soffre di nomofobia.

Cos’è la nomofobia?

La nomofobia (dall’inglese no mobile phone phobia) è la paura incontrollata di restare disconnessi dal proprio smartphone o di non poterlo utilizzare. Non è ancora formalmente riconosciuta come disturbo psichiatrico, ma è considerata una dipendenza comportamentale legata all’uso eccessivo della tecnologia, in particolare dello smartphone.

Chi soffre di nomofobia prova ansia o disagio se:

Il telefono è scarico o non ha segnale;

Lo dimentica a casa;

Non può controllare notifiche, social o messaggi;

È costretto a spegnerlo o a non utilizzarlo per un periodo.

Curiosità e dati sulla nomofobia

Oltre il 53% degli utenti globali dichiara di sentirsi “ansioso” o “a disagio” quando è senza il proprio smartphone (fonte: Statista, 2024).

In Italia, più del 60% dei giovani tra i 18 e i 30 anni controlla lo smartphone più di 50 volte al giorno.

Secondo una ricerca dell’Università La Sapienza (2023), 2 adolescenti su 3 mostrano sintomi riconducibili a forme lievi o moderate di nomofobia.

Uno studio del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha evidenziato che il 44% degli studenti universitari italiani prova ansia se non può usare il telefono per più di un’ora.

Il termine è stato coniato nel 2008 in uno studio commissionato dal governo britannico per analizzare la dipendenza da dispositivi mobili.

A Rimini un’iniziativa in soccorso di chi ne soffre

In spiaggia con il telefono scarico e nessuna presa elettrica a disposizione? È una scena ormai comune lungo tutto il litorale italiano. E per molti non si tratta solo di una scomodità, ma di un vero disagio psicologico.

Per rispondere concretamente a questo bisogno nasce Nomopower, il primo servizio di noleggio smart di power bank pensato anche per il mondo balneare. A fare da apripista è Rimini, capitale del turismo e dell’innovazione in spiaggia, dove lo stabilimento Bagno 27 ha scelto di attivare per primo il servizio.

“Ogni giorno vediamo persone entrare in panico perché il telefono è scarico – racconta Stefano Mazzotti, bagnino storico del Bagno 27 –. Con Nomopower diamo un servizio utile, che aumenta la sicurezza e toglie un pensiero a tutti.”

Come funziona? In pochi secondi si sfiora la carta di credito (3 euro per 4 ore), si preleva la power bank e si ricarica il telefono comodamente sotto l’ombrellone, al bar o mentre si passeggia. Terminato l’uso, il dispositivo si può restituire nella stessa stazione oppure in un altro punto della rete nazionale Nomopower. Sempre a Rimini, ad esempio, hanno già aderito anche il Bagno 99 di Roberto Nanni e il Lido di San Giuliano, dove le stazioni attive sono ben quattro, inclusa una in un chiringuito.

Ma il servizio non è pensato solo per i bagnanti. È un alleato anche per baristi, ristoratori e gestori degli stabilimenti: meno telefoni da sorvegliare, meno cavi sparsi e meno responsabilità.

Redazione
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