Nasce Deseo. Il mercato italiano scommette sulle bollicine, qualche dato…

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Nasce il nuovo Deseo, Prosecco Doc, che si presenta al mercato con un restyling completo, espressione di una nuova essenza capace di unire le due anime che oggi caratterizzano uno dei simboli del made in Italy: quella glamour, carica di fascino e storia, e quella popolare, conviviale e informale.

Una nuova bottiglia che lascia trasparire il prodotto, un’etichetta ricercata e riconoscibile, un packaging dedicato, per un rinnovamento completo che parte da una più attenta cura e selezione delle uve in cantina oltre alla creazione ad hoc dei blend. L’Extra Dry in veste chiara ed il Millesimato in elegante versione scura.

“La nuova gamma di Prosecco Doc Deseo – confessa Marcello Meregalli, amministratore delegato dell’omonimo Gruppo – si presenta, per qualità, ricercatezza e cura, pronta a penetrare il mercato a tutti i livelli. Un vino versatile, che può essere scelto per brindare in ogni momento della giornata e che accompagna bene ogni tipo di portata, dall’aperitivo al dessert, Deseo è simbolo di una evoluzione che le bollicine più amate del nostro Paese stanno vivendo negli ultimi anni. Attraverso i nuovi tratti distintivi del prodotto si punta ad una qualificazione superiore, alla conquista di un’allure e di un fascino da grande vino, senza dimenticare la matrice culturale di un Prosecco doc fortemente radicato nei terroir del Trevigiano, dalla natura autentica di prodotto facile, accessibile a tutti, anche per il prezzo: un mix unico che riafferma tutti gli elementi che hanno fatto del Prosecco Doc una delle più apprezzate testimonianze del made in Italy enogastronomico nel mondo”.

 

> Lo spumante e il Prosecco, i dati di un successo in Italia e all’estero

Il miglior biglietto da visita del made in Italy all’estero? Lo spumante, che, fuori dall’Italia, nel 2011 ha venduto l’8,3% in più di bottiglie sul 2010, a quota 270 milioni, di cui 41 in Germania, 24,5 nel Regno Unito e 23 negli Stati Uniti. A trainare l’ottima performance, il Prosecco che, tra Doc e Docg, esporta 150 milioni di bottiglie, ma anche come Trento Doc (7%) e Franciacorta (+17%), secondo i dati dell’Osservatorio Economico Vini (www.ovse.org), fanno segnare ottimi risultati.

In Italia, nel 2011, il mercato conferma ottimi risultati con un consumo di 150 milioni di bottiglie, confermando in questo modo il giro d’affari del 2010.

Il consumo globale di bollicine e spumanti si attesta sui 420 milioni di bottiglie (+11% in volumi rispetto all’anno precedente) con un fatturato all’origine di 1,2 miliardi di euro (+5%), ed il consumo mondiale raggiunge il traguardo di 3,2 miliardi di euro con un incremento del 9%, di cui 2,16 miliardi realizzati all’estero, componente importante della bilancia agroalimentare, dove le bottiglie stappate toccano quota 270 milioni nel 2011 (+8,3%). Un record che consolida il posizionamento in mercati tradizionali e amplia il sentimento dei consumatori, quindi più valore aggiunto. I numeri, ma soprattutto il valore, potrebbero essere superiori se le etichette di spumanti generici fossero sostituiti con Docg e Doc, ma nonostante tutto il vino è sempre più un biglietto da visita del Paese: la Germania, con circa 41 milioni di bottiglie si conferma il primo Paese per i brindisi tricolori, ma la leadership è incalzata da Regno Unito con 24,5 milioni e Stati Uniti con circa 23 milioni, da sempre ai primi posti. La Russia, innamorata di Prosecco e Moscato, è prossima a superare la soglia dei 20 milioni di tappi. Al vertice, il sistema Prosecco Spumante Docg-Doc, con 150 milioni di bottiglie consumate all’estero (di cui 22 milioni di Docg). In Italia, la maggior parte degli acquisti è in Gdo che, con oltre il 68% del mercato, offre sempre i prezzi più competitivi, e segnala una riduzione della forbice fra prodotto di primo prezzo e suoi competitor (valore medio a 3,26 euro). Anche il metodo tradizionale Docg-Doc segna un ribasso di prezzo medio nella Gdo intorno al 3%, mentre cresce ancora il prezzo in scaffale del Cartizze Docg Superiore, oltre 12 euro a bottiglia. Fuori dalla Gdo, il range di prezzo medio al consumo fra le denominazioni e i marchi leaders del metodo tradizionale e metodo italiano si è ridotto per fattori diversi: il tradizionale a 12,80 euro e il metodo italiano a 5,45 euro a bottiglia. Il mercato italiano vale 1,05 miliardi di euro. Il nord ovest italiano diventa la prima area per bottiglie stappate con il 33%, in leggera crescita il centro Italia e il sud, ma con potenzialità non soddisfatte.

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