L’isola d’Ischia ed il vino. Un’antica tradizione, fortemente identitaria…

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Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona” è questa l’incisione rivenuta su un reperto archeologico nella necropoli di San Montano a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia, dall’archeologo tedesco Giorgio Buchner, che attesterebbe la produzione vinicola sul territorio già nell’VIII secolo a.C.
La produzione del vino rappresenta, dunque, un’antica tradizione, tuttora vivace e meritevole di grande attenzione da parte dei produttori e consumatori.
Ischia è il cuore pulsante della viticoltura insulare della Campania. E, a differenza delle altre isole della nostra penisola, non troviamo una cospicua produzione di passiti.
Il vitigno autoctono più diffuso e rappresentativo è sicuramente il Biancolella, un bianco dalla spiccata mineralità e sapidità conferite dalla composizione vulcanica che caratterizza gran parte del territorio ischitano.

A corredare l’aromaticità e la morbidezza di questo vino contribuisce non poco l’escursione termica a cui risulta esposto il terreno vitato, a circa 500 m sul livello del mare. Spesso il Biancolella viene proposto in blend con il Forastera, che conferisce sentori floreali più spiccati. Il disciplinare prevede infatti una percentuale minima dell’85% nel Biancolella Ischia Doc, e dal 30 al 55% per l’Ischia bianco.
Altra produzione DOC dell’isola è l’Ischia Piedirosso, altrimenti detto Per’ e Palummo, nome legato al colore del vino e alla forma del graspo che richiamano le zampette del piccone. Un rosso leggero, non perché banale, ma sicuramente confacente ad una cucina italiana meno “intigolata” rispetto a quella di un tempo.
Una delle cantine protagoniste che ha fatto la storia della viticoltura ischitana è Casa D’Ambra, ed è ancora oggi una delle più rappresentative del territorio. Il capostipite fu “Don Ciccio D’Ambra”, discendente da una famiglia di vignaioli locali che nel 1888 fondò la ditta.

Nel 1956 a iniziò l’imbottigliamento del Biancolella e per l’etichetta si avvalsero di un consulente artistico d’eccezione, Luchino Visconti, caro amico di famiglia. Oggi l’azienda D’Ambra acquista circa 5.000 quintali di uva da viticoltori in loco che hanno costituito una cooperativa, e con la nota qualità dei suoi prodotti conta sempre maggiori esportazioni nel mercato nazionale ed estero.

Vino simbolo dell’isola di Ischia è senz’altro il loro Biancolella, da accompagnare ad un aperitivo, o piatti di pesce e formaggi delicati.
Altra cantina storica, che conta sempre più numerosi premi a livello internazionale, è quella della famiglia Mazzella. Anche nella loro produzione spicca il Biancolella in blend con il Forastera, premiato come Miglior Vino Bianco d’Italia nel corso della 52esima edizione del “Vinitaly” di Verona 2018.
Si segnalano, inoltre, tra i produttori presenti sull’isola: Cenatiempo, Crateca, Di Meglio, ed in ultimo Perazzo con il bianco Vigna Spadara.

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