Linguine al limone, pomodorini del Cilento e acciughe

LINGUINE AL LIMONE DELL’ETNA IGP, POMODORINI GIALLI DEL CILENTO E PANGRATTATO ALLE ACCIUGHE

INGREDIENTI per 2 persone
• 120 g di linguine Voiello
• 400 ml di brodo di razza
• 1 peperoncino tagliato
• 2 cucchiai di pangrattato
• 3 filetti di acciughe
• 2 spicchi d’aglio leggermente schiacciato
• 8 pomodorini gialli tagliati a metà
• 1 limone
• 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
• 4 cucchiai di olio extra vergine
• sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE
In una padella far rosolare l’aglio con un cucchiaio d’olio e far sciogliere 3 filetti di acciughe. Aggiungere successivamente il pangrattato e tostare per 3 minuti.
In una padella del diametro delle linguine aggiungere l’olio, l’aglio, il peperoncino e la buccia di mezzo Limone dell’Etna IGP.
Soffriggere per un paio di minuti, togliere l’aglio, mettere la pasta e coprire con il brodo di razza. Girare costantemente risottando la pasta e aggiungendo poco brodo per volta.
Dopo circa 7 minuti far asciugare la pasta, controllare il sale e aggiungere i pomodorini gialli del Cilento, un paio di gocce di succo di Limone dell’Etna IGP, il prezzemolo e l’olio.
Servire la pasta sul piatto e finire l’impiattamento con il pangrattato.

La ricetta è dello chef Giorgio Locatelli

Realizzata nell’ambito del Progetto “Acqua nelle nostre mani” firmato dalla Finish.

L’agricoltura è una delle principali attività produttive del nostro Paese, ma è anche un settore che necessita, di un continuo sostegno in termini di infrastrutture e di risorse naturali che ne garantiscono il funzionamento. Tra queste un ruolo primario è svolto dall’acqua, bene prezioso e purtroppo non illimitato, con un consumo annuo di quasi 15 miliardi di metri cubi per la sola irrigazione dei campi.

A confermare la necessità di sostenere l’agricoltura, le coltivazioni e le eccellenze alimentari italiane ci sono i numeri: la ricerca IPSOS per Finish 2023 ha dimostrato, infatti, che il 53% degli intervistati considera l’agricoltura a forte rischio a causa di siccità e fenomeni atmosferici che colpiscono la penisola e l’84% degli intervistati (+2% vs 2022) vede nella scarsità d’acqua il maggior rischio per la coltivazione delle eccellenze agroalimentari del nostro Paese.

In un quadro così complicato gli interventi mirati possono fare la differenza. A questo proposito Reckitt, proprio nell’ambito del progetto “Acqua nelle nostre mani” e con il rinnovato supporto di Future Food Institute, torna ad impegnarsi nella salvaguardia di un bene così prezioso come l’acqua attraverso attività concrete sul territorio.

Redazione
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