Le salviette umidificate? Prepariamole a casa o scegliamole in base alla composizione

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Per rinfrescarsi fuori casa, per l’igiene dei più piccoli e talvolta anche per piccoli servizi in casa…la salviettina umidificata trionfa sempre. Eppure, come ha dimostrato uno studio effettuato dagli attivisti dell’ Observatoire de la consommation durable di Bruxelles, le salviette non sono più imbevute di acqua e sapone, ma di un cocktail spesso altamente chimico.

Questo “cocktail” varia da prodotto a prodotto e comunemente a quello dei cosmetici, ha lo scopo di detergere la pelle e di conservare le caratteristiche del prodotto nel tempo per evitarne l’irrancidimento. Alcune di queste sono spesso a base di prodotti di sintesi o derivati dal petrolio che sono al tempo stesso inquinanti e non biodegradabili, nocivi alla pelle e in alcuni casi, anche testati sugli animali.

Queste sostanze chimiche, tranquillamente controllabili nell’INCI (International Nomenclature Cosmetic Ingredients), possono determinare dermatiti sulla pelle, soprattutto quella dei bambini, e così come non tollerate dal nostro corpo, non lo sono neppure dall’ambiente.

La salvietta infatti, non è una carta riciclabile, perché composta di un materiale a base di fibre come: viscosa (una fibra artificiale a base di cellulosa) e poliestere o propilene. Non è difficile dedurre quindi che le salviette umidificate non sono biodegradabili.

Anche se in molte famiglie non vengono utilizzate continuamente, sono comunque preferite nei momenti di emergenza, come quando si è fuori casa e non si ha a disposizione un lavandino.

Se però consideriamo che i bambini piccoli vengono cambiati in media 2-3 volte al giorno e rinfrescati con le salviette, il consumo di queste sale a una decina per giorno. Invece, prendendo in esame i dati da un punto di vista più generale, l’accumulo medio annuo di rifiuti comportato a tal proposito arriva fino a 58 chili in più di rifiuti per famiglia: 58kg di rifiuti né riciclabili, né biodegradabili!

Per cui tenendo in considerazione le proprietà chimiche nocive e le conseguenze che ne derivano, come risolvere il problema? A tutto c’è una risposta! Esiste una “ricetta” per quelli che vogliono impratichirsi nel creare delle salviette fatte in casa e che rispettano pelle e ambiente: prendete un barattolo per alimenti dall’imboccatura larga e riempitelo con una soluzione a base di 2 gocce di olio essenziale di lavanda, 1 goccia di olio essenziali di camomilla e una tazza d’acqua. inserite nel barattolo dei quadrati puro cotone o pura cellulosa ripiegati più volte.

Agitatelo bene e conservatelo a temperatura ambiente, poi quando ne avrete bisogna, prendetene uno, strizzatelo e passatelo sulla pelle vostra o del vostro bambino. Dopo l’utilizzo, potete lavare i quadrati di cotone e riutilizzarli ancora quante volte vorrete!

Esistono delle pezze già preparate per questo scopo, uno dei cui fornitori on-line è http://www.babykind.co.uk/wipes.htm. Per analizzare l’INCI dei prodotti in commercio consultate invece http://www.biodizionario.it/.

Federica Caiazzo

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