Tuorno è un toponimo carico di significato perché indica, come termine dialettale, proprio il tuono, il rumore assordante generato dalle ben dieci cascate che animano questo torrente le cui acque scorrono sul fondo di una stretta gola montana in provincia di Potenza.

Si tratta di una delle zone più boscose della Basilicata, inserita nelle zone SIC (Siti di Interesse Comunitario) e comprende una vasta area in cui, oltre allo spettacolo acquatico delle cascate, vi sono sorgenti minerali, sulfuree e alberi secolari all’interno di un’area boschiva, quella del Luceto, che si estende per ben settanta ettari.

La gola del Tuorno è un ambiente molto amato da forristi e torrentisti, ma apprezzabile anche da semplici escursionisti grazie alla presenza di sentieri in parte attrezzati e da chiare indicazioni che rendono piuttosto semplici i percorsi.

L’area si trova a breve distanza da Savoia di Lucania, lungo la strada che congiunge questo paese di mille anime a Vietri di Potenza.
Una chiara segnaletica in prossimità del bordo stradale indica l’inizio del sentiero che presenta la possibilità vari percorsi, tutti ben segnalati da cartelli che si trovano lungo i bivi più importanti.

Quello più semplice, davvero adatto a chiunque, dopo un breve tratto in leggera salita conduce, mediante una deviazione verso sinistra, a scendere decisamente verso l’alveo fluviale in direzione della Cascata Grande.

Arrivati al torrente è un immediato susseguirsi di cascatelle, piccoli salti d’acqua, piscine naturali circondate da una verdissima e rigogliosa vegetazione che domina la scena.
Un paio di aree di sosta, con panche, tavoli e griglie montate su pietra consentono una gradevole sosta a chi scende attrezzato per un vero e proprio pic-nic.

Per raggiungere la Cascata Grande si procede piacevolmente lungo il corso del fiume, che va guadato una sola volta in maniera molto semplice, e in circa trenta minuti si arriva al grande salto d’acqua di ben 22 metri che con grande fragore precipita dall’alto della gola.

Qui la sosta è obbligata: la cascata è inserita al centro di una conca a ferro di cavallo e ne è la protagonista assoluta. Alcune rocce poste di fronte permettono di ammirare lo spettacolo in tutta comodità e di dedicarsi a qualche scatto fotografico, dopodiché conviene tornare sui propri passi alla ricerca di quella che sulle mappe viene denominata Cascata Piccola (le altre possono essere raggiunte solo dai forristi).

Questo tratto di sentiero è meno attrezzato e nel suo tratto terminale – i cartelli lo indicano chiaramente – è adatto a chi ha buona pratica escursionistica per la presenza di alcuni punti esposti.

Ad un certo punto il percorso obbliga per pochi metri all’attraversamento di un angusto traforo nella roccia che richiede di procedere a carponi su gomiti e ginocchia, dopodiché il sentiero si fa stretto lungo la parete e richiede una certa attenzione.

Questa seconda cascata è parzialmente nascosta dalla vegetazione e si può vedere solo da una certa distanza, ma il percorso è comunque suggestivo e permette la discesa verso molti tratti del fiume con giochi d’acqua e graziosissime piscine naturali.

Da questo punto la strada del ritorno impegna per una ventina di minuti in moderata salita, ma si consideri che tutti i sentieri sono rigorosamente all’ombra e non risultano particolarmente faticosi.

A completamento dell’escursione si può visitare il paese di Savoia di Lucania, un nome curioso che fu imposto nel 1879 come “gesto riparatorio” verso i Savoia, dato che in questo paese nacque Giovanni Passannante, un anarchico che a Napoli attentò, senza riuscirci, alla vita del re Umberto I.

Il piccolo centro storico è grazioso ed è arricchito dalla presenza di numerosi murales, una gradevole conclusione di questa immersione in una delle aree naturalistiche più spettacolari della Lucania.

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