Rocchetta Mattei, nel comune di Grizzana Morandi (BO), non è solo un maniero dalle fattezze architettoniche bizzarre e stupefacenti, è il reale parto, sotto forma di straordinaria dimora signorile, della mente di un medico eccentrico e geniale che volle trasformare un antico castello duecentesco, la Rocca di Savignano, in una sorta di buen retiro stupefacente e unico al mondo.
Il suo ideatore e realizzatore fu Cesare Mattei, medico bolognese (1809-1896) rampollo di ricca famiglia che già in giovane età figurava tra i personaggi di spicco della Bologna dell’epoca, esponente politico e tra i fondatori della Cassa di Risparmio di Bologna, nominato Conte dal Papa Pio IX in persona.


Un personaggio in grande ascesa, su cui però pesarono sia la perdita della madre, sia l’abbandono della politica che lo aveva deluso profondamente. Da qui un grande desiderio di allontanamento dalla città, col trasferimento nella sua tenuta di Vigorso, dove però ancora non si sentiva sufficientemente a suo agio.
Uomo di cultura e amante dell’architettura, nel 1850 acquistò i terreni e le rovine della vecchia Rocca di Savignano, dando avvio ai lavori della costruzione oggi esistente.


L’aspetto fiabesco è dovuto al fatto che Mattei non seguiva un unico stile architettonico, ma quasi tutti quelli che conosceva, con improvvisi cambi scenografici, quasi teatrali, da un ambiente all’altro.


Nel corso dei lavori cambiò anche spesso idea, fece e disfece ambienti e a molti conferì una decisa impronta moresca, che oggi trova il suo apice sia nella riproduzione in piccolo, della Mezquita-Catedral di Cordoba, sia dei palazzi Nasridi dell’Alhambra di Granada.
Non è noto se lui avesse mai visto i monumenti a cui si ispirò, né se realmente il progetto fu sviluppato interamente da lui stesso, come ebbe ad asserire fino alla sua scomparsa.
La realizzazione venne comunque portata avanti rapidamente, tanto che nel 1859 il Conte vi prese dimora, uscendone solo rare volte, e creando al suo servizio una sorta di corte medievale con tanto di buffone.


Contemporaneamente fondò le basi della cosiddetta elettromeopatia, vera e propria medicina alternativa dell’epoca, che Mattei somministrò a numerosissimi paziente che accorrevano da ogni parte d’Italia e d’ Europa per farsi curare col nuovo metodo, poi abbandonato dalla Medicina a metà del secolo per la sua inefficacia.

All’epoca, tuttavia, anche in considerazione degli scarsi risultati ottenuti dalle altre strategie mediche, la metodica di Mattei ebbe vastissima risonanza, amplificata anche dalla sua grande umanità e disponibilità nei confronti di tutti i suoi pazienti, anche i più umili, ai quali spesso non richiedeva alcun compenso.


Sempre più affetto da idee paranoiche, in tarda età Mattei, convinto che qualcuno lo volesse assassinare, dormiva da solo nella torre centrale del castello, collegata al resto dell’edificio da un ponte levatoio, che doveva essere alzato la sera affinché nessuno potesse accedervi.
Dopo la sua morte, la Rocchetta e l’elettromeopatia passarono ai suoi eredi con alterne fortune.

Durante la Seconda Guerra Mondiale molti ambienti furono gravemente danneggiati dalle truppe tedesche, tanto che l’ultima erede, Iris Boriani, pensò di cederla gratuitamente al Comune di Bologna che però la rifiutò.

Nel 1959 fu acquistata da Primo Stefanelli che pensò di farne un’attrazione turistica e trasformò i padiglioni minori in albergo con annesso ristorante, con il successivo intento di riportare il maniero all’antico splendore.

Nel 1987, tuttavia, Stefanelli morì e la Rocchetta Mattei venne abbandonata andando incontro alla sorte del rapido degrado. Nel 2005 fu finalmente acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e riportata al suo antico splendore.


Oggi, questo mirabile intreccio di stili architettonici, scale, passaggi e ambienti misteriosi è aperto al pubblico e rappresenta un imperdibile attrattore turistico dell’Appennino Settentrionale.
La visita, che dura un’ora, è prenotabile online (http://prenotazioni.rocchetta-mattei.it/Home/Calendar), ricordando che all’atto della visita è obbligatorio essere in possesso di Green Pass.

Rispondi

Please enter your comment!
Please enter your name here