La piantaggine. Tra le erbe spontanee da portare in cucina (e non solo!)

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La si trova soprattutto a partire dalla primavera e per tutta l’estate. La piantaggine si trova facilmente nei prati, ai bordi di strada, nelle zone erbose.

E’ così diffusa in tutta Italia che ha, proprio per questo, preso tanti nomi diversi: lingua di cane, orecchio di lepre, lanciola.

Tanti nomi, innumerevoli proprietà

Lenitiva, antibatterica, spettorante, antinfiammatoria e astringente. La piantaggine è davvero preziosa sia in cucina che come erba curativa. Nota per essere una pianta infestante, si dovrebbe fare più attenzione alle sue innumerevoli proprietà.

Le persone più anziane raccontano che con il succo di questa pianta si aiutavano le ferite a cicatrizzarsi.

Preziosa soprattutto per gli stati infiammatori che interessano le mucose di bocca e gola, è in generale un toccasana per le vie respiratorie.

Ragion per cui sono molto diffusi oli ed integratori a base di piantaggine.

Facilita la digestione ed allevia la costipazione, tenetelo a mento se soffrite di questi disturbi.

Le ricette

Il modo più semplice per portarla in tavola è sbollentarla e poi saltarla in padella con dell’aglio e dell’olio evo, magari aggiungendovi del peperoncino fresco.

Ma, se durante la raccolta è bene che prediligiate le foglie più piccole e tenere (è questa la parte da utilizzare), preferitela mischiata ad altre erbe.

E’ un po’ coriacea, per le resistenti venature che la contraddistinguono, ed anche con una leggera tendenza amara.

Dunque meglio se servita in accompagnamento ad erbe più morbide e dolci.

In alternativa fatene un pesto: frullatela con olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio, qualche gheriglio di noci e del formaggio tipo caprino o pecorino.

Potete poi conservarlo in frigo per qualche giorno ed utilizzarlo sia su dei crostini che per condire la pasta.

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