La notte di San Giovanni. I rituali e l’acqua magica

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Mezza estate è da sempre il momento migliore per la raccolta delle erbe medicinali. Esiste una notte che è considerata magica, quella tra il 23 e il 24 giugno: la notte di San Giovanni.
Nel periodo del Solstizio d’estate le erbe raccolte sono più potenti perché è il loro “tempo balsamico”, i fiori e i frutti sono nel pieno della loro maturazione e raccoglierli non è danneggiarle bensì sfoltirle facilitando così la loro crescita.

Tanti i rituali che la accompagnano, di cui proverò a darvi un assaggio:

Indossate per la raccolta una veste larga,
in cotone o fibre naturali,
meglio se bianca o verde…

Canto della Raccolta Sacra

Iperico, Iperico
Considero fortunato chi ti possieda
Ti raccolgo con la mano destra
Ti conservo con la mano sinistra.

L’acqua di San Giovanni

Non è giunto fino ai nostri giorni un elenco dettagliato delle erbe che la compongono. Ecco quelle erbe più comuni che possiamo ritrovare facendo una passeggiata per i nostri sentieri di campagna. Ognuna di queste erbe ha virtù officinali e terapeutiche ma in questa occasione ne descriveremo gli usi magici!

Iperico: contro la malinconia
Ginestra: previene le rughe
Lavanda: fa tornare il buon umore
Sambuco: protegge dalla negatività
Borragine: aumenta il coraggio
Camomilla: attira l’amore
Malva: rende attraenti
Piantaggine: cura l’emicrania

E’ tradizione, una volta raccolte le erbe, porle in un catino con dell’acqua e lasciarle sul davanzale per tutta la notte, così che si posi la rugiada magica.
Al mattino ogni componente della famiglia ci si lava il viso, così da scacciare via ogni malanno per il resto dell’anno!
Se passeggiando nella notte di San Giovanni per le strade di campagna vedrete qualche ombra bianca aggirarsi tra i campi, non vi spaventate! Saranno le nostre dee intente a raccogliere le erbe magiche…

«Ora, prima che il sole si avanzi, col suo occhio fiammeggiante a rallegrare il giorno e ad asciugare l’umida rugiada della notte, questo paniere di vimini deve esser pieno di erbe velenose e di fiori dal succo prezioso.»
(Frate Lorenzo in Romeo e Giulietta – William Shakespeare)

 

Antonella Dell’Orto

biologa contadina

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