La macedonia: che origini ha? Qualche curiosità e qualche dritta…

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Quando fa caldo siamo sempre in cerca di qualcosa di fresco, gustoso ma sano, come una colorata macedonia.
In genere viene servita a fine pasto o come dessert, ma ha successo anche come merenda o spuntino a metà serata. Può essere preparata con vari tipi di frutta, a seconda della stagione.
L’origine del nome non è chiara. Molti lo fanno risalire alla regione balcanica, la Macedonia, caratterizzata dalla coabitazione di popolazioni diverse (Greci, Bulgari, Macedoni, Albanesi, Serbi, Turchi).
Altri reputano che il nome tragga le sue origini dal francese Macédoine, “miscuglio di cose diverse”.

Ma quali sono i segreti di una macedonia?

– La frutta deve essere tagliata in piccoli pezzetti, mentre gli agrumi vanno privati della buccia e della pellicina bianca amarognola.
– Le mele si consiglia di irrorarle nel limone per evitare che si scuriscano per l’ossidazione.
– Le banane, prima di tagliarle, vanno passate sotto l’acqua, così non si anneriscono.
– In generale la macedonia va conservata in frigorifero per breve tempo e servita fredda, ma se si vuole mantenerla per più giorni o portarla ad un pin-nic potete utilizzare dei contenitori sottovuoto.
Eliminando completamente l’aria dal recipiente eviterete il processo di deterioramento della frutta e avrete un prodotto abbastanza fresco anche a distanza di uno o due giorni.

Perché servire una macedonia?

Possiede tutte le virtù dei frutti che contiene e fornisce poche calorie. Per una coppetta di macedonia con zucchero e limone si calcolano circa 100 calorie e un’infinità di valori nutritivi.

D’altronde – a dirla tutta – considerato che la frutta è già ricca di zuccheri naturali si potrebbe anche evitare di aggiungerne!!!

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