La Campania in scena a Sanremo: tra chef e tipicità

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SANREMO. Chef campani e tipicità regionali protagonisti a “Casa Sanremo”, area di accoglienza ai vip a cura del Gruppo Eventi di Vincenzo Russolillo, che quest’anno dal 12 al 18 febbraio sarà allestita al Teatro Palafiore.

Tra eventi e percorsi benessere, ci sarà anche una zona dedicata alle Eccellenze Italiane e alla ristorazione di qualità e tra i protagonisti ai fornelli non poteva mancare la Campania, che anzi sarà la prima donna, grazie al coordinamento della società 30Nodi, specializzata in marketing territoriale e comunicazione integrata.

Una Campania da Festival della Canzone Italiana, che andrà in scena con il marchio Ad Hoc Professional, per la formazione sulle materie prime nel settore della ristorazione, e l’istituto alberghiero “Cavalcanti” di San Giovanni a Teduccio.

Ai fornelli per i vip di Sanremo ci saranno: Giuseppe Daddio, Scuola di Cucina Dolce&Salato di Maddaloni, Domenico De Gregorio, ristorante Lo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi chiocciola d’oro Slow Food, Giovanni Garofalo, Gastropub il Tallioo di San Giorgio a Cremano birreria migliore d’Italia per la guida Espresso, Carmine Mazza, ristorante Il Poeta Vesuviano recensito Espresso e Gambero Rosso di Torre del Greco, Mimmo Molaro, del ristorante wine bar Hungry People di Somma Vesuviana per la sezione GastroPub, Pasquale Torrente, ristorante Al Convento di Cetara chiocciola Slow Food, Raffaele Vitale, chef del ristorante stellato Casa del Nonno 13, Gianluca Palmieri, chef del ristorante Fuori Corso di Salerno.

Per l’occasione interverrà anche Vittorio Imperati con l’associazione “La Pennata” per il recupero della pera pennata dei Monti Lattari. I piatti da presentare? Tutti a base di tipicità gastronomiche campane. Dal provolone del Monaco dop alla colatura di alici di Cetara, dalla pasta artigianale napoletana Leonessa al pomodoro San Marzano e la coda di volpe beneventana della cantina Il Poggio, dal caciocavallo del consorzio Squisiterre alle birre artigianali con i presidi Slow Food promossi dalla Gma Import Specialità. E ad accompagnare i sapori ci sarà une vetrina di scatti delle zone più belle della Campania, allestita dal fotografo Carmine Longarino.

“Una squadra di professionisti – spiega Fofo’ Ferriere, responsabile gastronomico del Gruppo Eventi – selezionata con lo staff della società 30Nodi e che vede in prima linea alcuni dei grandi chef campani accompagnati dalle tipicità dei vari territori. In vetrina dunque: penisola sorrentina, costiera amalfitana, monti lattari, Benevento con il consorzio Squisiterre, Caserta con la Dolce& Salato di Maddaloni, Avellino con i vini, l’area Vesuviana, Salerno e l’agro-nocerino con lo stellato Vitale. A supportarci per l’accoglienza ci sarà Ludovico D’Urso dell’istituto alberghiero Cavalcanti di San Giovanni a Teduccio”.

Una Campania dunque da raccontare ed assaggiare, che il 16 mattina andrà in scena al Palafiore con i vip del Festival della Canzone Italiana, suonando con mestoli e pentole note melodiose di ricette all’insegna della tradizione campana. Sono partner della manifestazione la Comunità montana degli Alburni e Montecorvino Pugliano.

CURIOSITA’: Genovese falsa dello chef Raffaele Vitale di Casa del Nonno 13, così definita perché lo chef nelle ultime settimane ha ricevuto 200 euro false e quindi ha ironizzato con un piatto dove gli ingredienti classici della genovese, sono sostituiti con i prodotti tipici campani: “Un modo per sorridere alle disavventure di noi ristoratori – spiega Vitale – e creare così nuove ricette”. Il Vesuvio sarà invece rappresentato a Sanremo da Carmine Mazza, chef patron del ristorante Il Poeta Vesuviano di Torre del Greco. La ricetta in questo caso è ispirata al mare. Un primo piatto di pasta fresca “Cappellacci ripieni di spigole e finocchi, in guazzetto di vongole veraci e broccoli”.

“Un piatto dedicato al mare del Golfo di Napoli e alla terra del Vesuvio, utilizzando gli ortaggi che da sempre si coltivano in zona – spiega Carmine Mazza, chef patron del ristorante Il Poeta Vesuviano di Torre del Greco – E la pasta napoletana, preparata da me a mano, come gli artigiani di un tempo che tra Gragnano, Torre Annunziata e Napoli hanno reso l’enogastronomia campana un’eccellenza”. Del resto anche il nome del ristorante di Carmine Mazza è ispirato al territorio, sarebbe a dire il Poeta Vesuviano, un omaggio a Giacomo Leopardi che a poca distanza dal ristorante aveva la sua residenza, lì a Torre del Greco, tra le ginestre del Vesuvio.“Anche l’utilizzo del pesce fresco non è una scelta casuale – conclude Mazza – ma s’ispira a Torre Annunziata, dove anticamente si svolgeva il mercato del pesce ed ancora oggi è una città rinomata per i numerosi pescherecci”.

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