L’enoturista va a braccetto col web Alla crescita del turismo enogastronomico segue quello dell’e-tourism

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L’e-tourism è in stabile crescita, e sta diventando uno dei settori trainanti nell’e-commerce mondiale, e i social media e le tecnologie mobili detengono un ruolo sempre più importante nei processi di acquisto del turismo, sia fornendo l’accesso in tempo reale alle informazioni, sia favorendo lo scambio di esperienze: è quanto emerge al Forum Europeo “Strade del Vino e Sviluppo Economico Locale”, promosso dalle Città del Vino con l’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale della Regione Autonoma della Sardegna e con il Patrocinio del Ministero del Turismo, di scena lo scorso 10 giugno a Cagliari.

A tracciare un quadro generale e i trend del settore è Magda Antonioli Corigliano, consulente speciale del Commissario Ue per il Turismo e direttore del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi. Se l’enogastronomia è tra i segmenti (“turismi”) più promettenti del mercato turistico italiano ed internazionale, va registrato il ruolo crescente delle nuove tecnologie nell’economia del comparto: gli utenti sfruttano internet per reperire informazioni su destinazioni, prezzi, strutture e tragitti, sia per condividere le proprie esperienze di viaggio. “In generale – afferma Magda Antonioli Corigliano – la situazione attuale registra una sostanziale crescita della comunicazione mediale (guide, riviste, rubriche, fiere, eventi). Molto avanzata la “penetrazione” dei servizi mobile: più del 40% di chi possiede uno smart phone lo usa per trovare informazioni sulla destinazione”. Ancora agli inizi, ma in crescita, l’utilizzo dei social media (Facebook e Twitter) nel turismo: solo un 20% degli utenti li utilizza per reperire informazioni su prodotti e destinazioni.

In Francia, dove 5.000 cantine accolgono in media 1.500 persone all’anno ciascuna (per un totale di 7 milioni di visitatori), internet è ormai indispensabile all’eno-turista. Secondo Alain Parenteau dell’Ufficio Turistico Promozionale di Francia e docente dell’Università de Angers: “nel nostro Paese internet cresce ogni anno, e sono soprattutto agenzie e tour operator che cercano di fare ordine nella confusione di informazioni che c’è sul web. Tuttavia la Francia è ancora in ritardo, rispetto ad esempio ai Paesi dell’Europa del Nord”.

Per la Spagna, dove dalla Rioja al Duero sono 6 milioni gli enoturisti che si muovono sulle 21 Strade del Vino che attraversano il Paese, traccia un quadro simile Monica Figuerola Martin, direttore generale Turismo del Governo Regionale de La Rioja, uno dei territori a maggiore vocazione vitivinicola della Spagna : “Il successo del Web 2.0 prova l’interesse che ha il comparto nel comunicare e scambiarsi informazioni e opinioni. Nel nostro sito, www.lariojaturismo.com, che nel 2010 ha avuto oltre 2 milioni di visitatori, offriamo una larga varietà di indicazioni e suggerimenti che riguardano cibo e vino del territorio”.

L’importanza del web nel turismo è confermata dal Rapporto n. 9 Osservatorio sul Turismo del Vino in Italia, stilato da Città del Vino e Censis Servizi, secondo cui il 30% dei turisti eno-gastronomici organizza la propria vacanza attraverso internet, anche se il 70% rimane per ora fedele ai canali tradizionali (agenzie, guide ecc.). Ma nel “mercato” via Internet, in crescita costante a doppia cifra (2 miliardi di utenti nel mondo, 30 milioni in Italia nel 2010, con +444% di utenti dal 2000 al 2010), il turismo è una delle voci più significative e questo fa riflettere sull’esigenza da parte di chi propone offerte di turismo enogastronomico di rafforzare la propria “immagine virtuale”. Il 75% degli eno-turisti organizza in anticipo il proprio viaggio, mentre il 25% decide cosa fare una volta raggiunta la meta. Il 58% degli amanti del wine & food sceglie una sola meta, a fronte di un 42% che invece esplora un intero territorio.

 

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