In viaggio con Roberto. La Grotta di Seiano: l’incredibile galleria romano borbonica alle porte di Napoli

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Tra gli infiniti percorsi storici della città di Napoli e, in particolare tra quelli sotterranei, ce n’è uno meno conosciuto che tuttavia vale davvero una visita.
Ci riferiamo alla “Grotta di Seiano”, nome che può trarre in inganno, perché in realtà si tratta di un imponente traforo costruito in epoca romana che collega la zona di Coroglio con la Gaiola, attraversando la collina tufacea di Posillipo.


La storia ci riporta indietro di duemila anni, quando un ricco patrizio romano di nome Vedio Pollione, molto legato a Ottaviano Augusto, costruì una imponente villa sul promontorio che separa la Baia di Trentaremi, a nord, da quella della Gaiola, a sud.
Il luogo era talmente bello e rilassante che pensò di chiamarlo Pausylipon, ovvero il “luogo che fa cessare gli affanni”, da cui l’attuale nome di Posillipo.
Per quanto all’epoca fu realizzata già una prima galleria di collegamento tra la villa e l’area puteolana, forse realizzata inizialmente per ricavarne materiale da costruzione, fu successivamente che per volere di Lucio Elio Seiano, prefetto dell’imperatore Tiberio, lo scavo fu allargato e reso più imponente.
Se si considera che all’epoca l’avanzamento dello scavo era di sette metri al giorno, occorsero meno di quattro mesi per la realizzazione dell’imponente galleria lunga ben 770 metri.
Dopo la caduta dell’Impero Romano diversi crolli e la mancanza di manutenzione resero il traforo inservibile, tanto che nel Seicento ne era svanito anche il ricordo.


Fu nel 1826 che durante uno scavo per la realizzazione della nuova strada per Bagnoli la galleria venne riscoperta. Nel 1940 Ferdinando II di Borbone, intuendone il grande valore archeologico, ne ordinò il ripristino e il traforo venne rinforzato mediante grandi archi in tufo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzata come rifugio antiaereo.
Quello che vediamo oggi è in effetti il rifacimento borbonico del traforo, più piccolo di quello originario dell’epoca romana, ma non meno suggestivo.
Da Coroglio il percorso di quasi ottocento metri permette di arrivare alla piccola ma affascinante area archeologica del Pausylipon, dove sono visibili numerosi resta della villa e in particolare i due teatri in cui venivano organizzate numerose rappresentazioni, con una capienza fino a duemila spettatori, e una natatio con fontana in cui probabilmente venivano allestiti spettacoli acquatici.


Il panorama di cui si gode è semplicemente spettacolare, permettendo la vista della Baia di Trentaremi, di Nisida, Capo Miseno e Ischia verso nord, e della piccola isola della Gaiola a sud, su cui si trovano i resti della villa conosciuta come la “Casa degli Spiriti”, così chiamata perché legata a diverse morti violente dei suoi precedenti proprietari.

Per prenotare una visita guidata di questo straordinario luogo bisogna chiamare ai seguenti numeri della CSIGaiola Onlus: 0812403235 – 3285947790.

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