In viaggio con Roberto. Il Castello Lancellotti di Lauro

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Lauro è un comune della bassa Irpinia in provincia di Avellino che si trova al centro di una valle boscosa tra il Pizzo d’Alvano e il Monte Cresta, due rilievi che superano entrambi di poco i 1100 metri di altezza.
Il suo nome risale all’epoca romana quando l’omonima valle del Lauro era ricca di piante di alloro, mentre oggi il paesaggio è dominato da uliveti, noccioleti e castagneti
Feudo marchesale in epoca medievale, il suo territorio fu venduto nel Cinquecento a Scipione Pignatelli e nel 1632 ai marchesi Lancellotti.


È proprio a questa famiglia che si lega il nome dello stupendo castello di cui consigliamo la visita, un maniero sicuramente già esistente prima dell’anno Mille per vedere il quale bisogna rivolgersi all’associazione Pro Lauro che, generalmente nel fine settimana, organizza visite guidate.


Per quanto l’edificio risalga al periodo longobardo-normanno, la struttura oggi visibile è quella della ricostruzione del 1872 ad opera del principe Filippo Massimo Lancellotti, in quanto la precedente costruzione era stata distrutta dall’esercito napoleonico nel 1799. Oggi il castello si presenta in uno stile composto gotico, rinascimentale, neoclassico e barocco ed è una delle residenze d’epoca più suggestive e visitate di tutta la Campania.

All’interno delle mura si trova un piccolo e grazioso giardino dell’Ottocento con al centro una fontana circolare, che in precedenza faceva parte di un grande parco seicentesco poi distrutto durante gli eventi del 1799. Il percorso comprende la visita di alcuni ambienti interni, della cappella e delle antiche stalle in cui sono esposte diverse carrozze d’epoca e attrezzi di scuderia.


Tra gli ambienti più suggestivi vanno citati la biblioteca, che conserva libri molto antichi, tra cui alcune pregevoli cinquecentine, opere di autori latini, da Cicerone a Seneca fino a Orazio, Livio e Tacito, nonché quelle dei classici della letteratura italiana, da Dante a Petrarca fino a Manzoni. Sono anche degni di nota anche i voluminosi libri mastri rilegati in pelle che riportano i dati contabili del patrimonio di famiglia.


Interessante è anche la citata cappella privata, dedicata alla Beata Vergine Maria e a San Filippo Neri il 27 agosto 1882, in cui si ritrovano sovrapposizioni stilistiche paleocristiane, bizantine, romaniche e gotiche che le conferiscono un aspetto del tutto singolare.
Tra la cappella e la biblioteca si trova un chiostrino di forma quadrangolare con cinque piccole arcate per lato che richiama un ambiente monastico, un luogo ideale per la preghiera e la meditazione.

Si visitano anche altri ambienti, in parte ancora arredati, come la camera da letto, la sala da pranzo, il Salotto Rosso, la Stanza del Cardinale, la Sala del Biliardo e la Sala d’Armi, sicuramente la più ampia e importante del castello, in cui avevano luogo feste e solenni cerimonie di corte. Nel fregio in alto alle pareti, sono dipinti gli stemmi delle famiglie che ebbero signoria su Lauro, dai Sanseverino ai Lancellotti; su una delle pareti si trova un dipinto che raffigura l’incendio appiccato dalle truppe francesi al castello nel 1799.


Una volta usciti dagli appartamenti, dalla parte opposta del grande cortile ci sono le vecchie scuderie che oggi ospitano una collezione di finimenti per cavalli dell’epoca e diverse carrozze antiche in uso alla famiglia.
A fine visita, se il tempo lo consente, con la stessa Pro Lauro si può visitare la villa romana che si trova un po’ fuori del paese, nei pressi del convento di san Giovanni.
Riportata alla luce nel 1981, oggi lascia apprezzare l’area termale con le tipiche strutture del frigidarium, tepidarium e calidarium e, al livello sottostante, uno stupendo ninfeo decorato con tessere marmoree e tessere di pasta vitrea colorata prevalentemente in blu. Vi si ammira anche una scena di caccia, sempre in mosaico, sulla balaustra di una vaschetta in cui sono raffigurati un cervo inseguito da un cane, un amorino armato di asta, una lepre finita in una rete.


Quello a Lauro è un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo, che parte dall’Ottocento e arriva fino all’epoca romana, consigliabilissimo per una interessante gita in un territorio relativamente trascurato dai più noti percorsi turistici della Campania.
Per la visita si contatti l’Associazione Pro Lauro, che si trova a Piazza Municipio 3, a Lauro, cell. 3274574630.

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