Il Palazzo Reale di Torino è una delle tappe obbligatorie per chiunque visiti il capoluogo piemontese, perché la sua funzione di dimora reale non fu relativa solo al Regno d’Italia, bensì rappresentò il centro nevralgico degli Stati Sabaudi per almeno tre secoli.

Torino infatti divenne capitale del ducato nel 1563 e la costruzione del nuovo palazzo venne commissionata nel 1584 da Carlo Emanuele I nella sede del precedente palazzo vescovile, di cui fu progettato il rifacimento.

La sua realizzazione, avvenuta in più fasi, è legata soprattutto ai nomi di Amedeo di Castellamonte e Carlo Morello, ma diversi interventi vennero effettuati anche in epoche successive, fino alla metà dell’Ottocento perché, oltre alla sua funzione residenziale, aveva anche quella amministrativa, con segreterie, uffici e archivi.

Le varie modifiche apportate nel corso della storia dagli architetti che vi lavorarono rendono spiegazione della coesistenza di diversi stili, in particolare il barocco, il rococò e il neoclassico.
Vero e proprio simbolo del potere della dinastia sabauda, il palazzo doveva trasmettere, e ancora oggi trasmette, grandiosità e opulenza grazie all’intervento di numerosi artisti che vennero chiamati a corte, tra cui il pittore austriaco Daniel Seiter, che ebbe l’incarico di affrescare il soffitto della Galleria, e Guarino Guarini che realizzò la Cappella della Sindone in cui venne custodita la preziosa reliquia.

Nel Settecento l’architetto di Casa Savoia Filippo Juvarra realizzò la Scala delle Forbici e il Gabinetto Cinese, mentre il pittore Claudio Francesco Beaumont e l’ebanista Pietro Piffetti non si risparmiarono per dare ulteriore lustro al palazzo.

Nell’Ottocento, dopo l’unificazione del Regno d’Italia, venne costruito lo scalone d’onore e sulla volta furono realizzate le scene trionfali che hanno per protagonisti di Carlo Alberto ed Emanuele Filiberto.

Alle spalle del palazzo si aprono i Giardini Reali, realizzati originariamente nel Seicento da André Le Nôtre, già artefice di importanti interventi ai giardini di Versailles, con uno schema in uso nei grandi giardini nobiliari dell’epoca, con giochi d’acqua e prospettive floreali.
Dopo il trasferimento della capitale a Roma l’edificio perse progressivamente la sua funzione residenziale e successivamente all’abolizione del Regno divenne museo pubblico.

Oggi il Palazzo Reale si affaccia maestosamente sulla Piazzetta Reale e su Piazza Castello ed è il punto d’arrivo naturale di ogni passeggiata che si svolge nel centro storico di Torino.
Le ricchissime decorazioni interne, con ostentazione di ori, arazzi e affreschi, e lo stile architettonico che ricorda quello della Reggia di Versailles, rendono la visita davvero indimenticabile. Il palazzo trasmette la sua solenne funzione di dimora reale, con una magnificenza visibile in ogni sala, corridoio e galleria.

Di grande impatto è anche la notevolissima raccolta di armi storiche, con pezzi rari se non unici, che si possono ammirare in tutta la loro bellezza e leggendarietà.

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