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Il Castello Pandone di Prata Inferiore, una visita in british style!
Il colpo d’occhio che offre questo bel castello, in posizione dominante sulle case medievali del piccolo centro abitato di Prata Inferiore, frazione di Prata Sannita, è di quelli che non si dimenticano e, anzi, invogliano a una visita dell’antica fortificazione.
In questo comune casertano, oggi noto per la produzione dell’Acqua Lete, venne costruito un primo castello intorno all’anno Mille, ma la sua vita fu breve perché venne completamente distrutto nel 1334 e oggi non ne rimane traccia alcuna.
La storia del Castello Pandone
L’attuale castello è invece di epoca trecentesca, costruito secondo i canoni dell’architettura militare angioina. Le sue mura esterne in origine circondavano l’intero villaggio, rendendolo sicuro nei confronti di attacchi nemici.
Le famiglie che si succedettero nel possesso del castello e del feudo e che diedero lustro a alla terra di Prata furono i Villacoublay, i Capuano, i Sanframondo e i Pandone, grazie ai quali il castello venne ampliato, fortificato e ristrutturato e da cui oggi prende il nome.


Nel Cinquecento il feudo passò alla famiglia Rota e nel Seicento alla famiglia Invitti, che lo possedette fino al XIX secolo, per poi giungere fino alla famiglia Scuncio, a cui appartiene da oltre centocinquanta anni.

Visita al Castello Pandone
Il suo aspetto è imponente, grazie alla presenza di tre torri cilindriche, di cui due di notevole altezza, facendo percepire pienamente l’importanza strategica che la fortificazione rivestiva nella zona.
Grazie alla disponibilità della famiglia Scuncio, la struttura è visitabile quasi ogni giorno dalla primavera all’autunno, ricalcando un modello molto frequente nel Regno Unito e in Irlanda dove numerosi castelli vengono aperti al pubblico dai proprietari, sia per la loro diffusione culturale, sia per utilizzare gli introiti delle visite per la onerosa manutenzione.

Nel caso specifico, gli Scuncio fanno ancora di più: essi stessi si prestano a fare da guide ai visitatori perché, com’è ovvio che sia, nessuno meglio di loro può raccontare la storia e gli infiniti aneddoti che riguardano la propria dimora.
Nel corso della sua esistenza, venuta meno la funzione difensiva e sull’onda di nuove tendenze provenienti dalla Francia, al suo interno venne istituita una scuola di buone maniere, cortesia e studi su nuove concezioni filosofiche sull’amore. Divenne in tal modo polo attrattivo di molti rampolli delle famiglie più nobili non solo del circondario, ma anche di varie casate europee.
Venne anche visitato da Federico II di Svevia, dai Cavalieri Templari e dai Cavalieri Teutonici, e vi soggiornò Alfonso I d’Aragona.

Suggestivo è l’ingresso al castello, a cui si accede da un portale seguito da un complesso percorso su ampie gradinate di pietra. Nei locali superiori sono stati allestiti, per iniziativa dei proprietari, alcuni spazi museali dedicati alle due Guerre Mondiali, con una imponente raccolta di reperti, altri alla civiltà contadina e alla manifattura ceramica che veniva realizzata proprio nei locali del maniero.



Interessanti anche gli ambienti del livello inferiore, adibiti a depositi e cantine, in cui sono ancora visibili le antiche prigioni sulle cui pareti sono visibili graffiti raffiguranti il sole, fiori, uccelli e altri simboli incisi dai prigionieri.
La visita del castello in compagnia dei proprietari, estremamente competenti e affabili, rende l’esperienza particolarmente gradevole, lasciando il ricordo di una giornata speciale.
Aperto generalmente da aprile a ottobre, le visite si concordano chiamando i numeri:
0821.941080 – 340.4091469 – 329.8934954






