Identità, territorio e buona cucina. Bracelenta si rinnova, in nome del tradizionale 4 agosto ebolitano

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Pomodori secchi, ingrediente base di un piatto tipico ebolitano: il ciauliello

Siamo ciò che mangiamo”, diceva il il filosofo Feuerbach, sostenendo che il cibo che scegliamo per nutrirci, sia in grado di influenzare non solo il nostro fisico ma anche la nostra mente e la nostra mentalità. Di questo siamo convinti da sempre.

Ma se “cosa” mangiamo è in grado di condizionare la nostra esistenza, lo è altrettanto “quando” lo facciamo, “dove”, “con chi”. E, sicuramente anche “perchè”.

Il cibo, nutre, educa, rievoca immagini e ricordi. Stabilisce, o ristabilisce, legami e consuetudini del nostro quotidiano. Il cibo è religione, devozione, consuetudine, stagione.
Il cibo è ciò che siamo, insomma, anche in relazione alla storia di ciascuno di noi e, in senso più generale, dei popoli e dei luoghi.

E’ per questo che, spesso, in un piatto noi ritroviamo il carattere di chi lo ha cucinato e la tradizione dei luoghi in cui ciò è avvenuto. Il cibo è, in sostanza, un elemento utile a mantenere l’identità di una terra e di un popolo. Ma per assolvere a questo scopo, deve essere per forza “tipico”?
Non necessariamente, a giudicare da quanto accadrà nel centro storico di Eboli, presso l’ Arena Sant’Antonio, il 3 e il 4 agosto prossimi, in occasione della rassegna 4” Agosto ebolitano – Memoria • Cultura • Enogastronomia con Bracelenta”, organizzata da Weboli, sito del turismo e delle attività culturali della Città di Eboli, con MOA- Museum of Operation Avalanche e Le Tavole del Borgo, con la partecipazione di numerose altre associazione e gruppi culturali.

Nel centro storico della città della Piana del Sele, la due giorni si propone di promuovere il territorio e riaffermare la sua identità, con la sua storia e le sue tradizioni, non solo attraverso la riflessione storica e momenti dedicati all’arte, al teatro e alla musica, ma anche attraverso il cibo.

Quest’ultimo aspetto tocca a Bracelenta, kermesse che quest’anno giunge alla sua IV edizione, ideata e curata dall’associazione dei ristoratori Le Tavole del Borgo, presieduta da Gustavo Sparano e composta da cinque dei locali presenti nel centro storico di Eboli: Il Panigaccio, Vico Rua, Portadogana, Piazzeta Santa Sofia, L’Antica Cantina.
In una atmosfera conviviale e distesa, con a fare da cornice uno dei siti più belli e ricchi di storia della “città antica”, complici le grandi e suggestive braci allestite per l’occasione, si potrà mangiare all’aperto, tutti insieme, rievocando ed attualizzando una antica consuetudine locale. Un tempo, così radicata che di essa è rimasta traccia perfino in una espressione dialettale che solo a pronunciarla trasmette allegria: “Ce facimm’ e’ quatt’ r’ aust’”.

CASTELLO EBOLIIl quattro agosto è una data emblematica per gli ebolitani perchè, se da un lato ricoduce ad un episodio triste 4- il bombardamento che colpì la citta nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1943 – dall’altro è sinonimo di festa. In quel giorno infatti, ancora nella prima metà del ‘900, la comunità ebolitana raggiungeva i “luoghi della frescura” (come l’Ermice, San Donato, la collina di San Giovanni, il Monte Suevo). Per ritrovarsi con parenti ed amici, mangiare insieme e festeggiare la fine della raccolta nei campi, dando luogo ad una sorta di “pasquetta estiva”.
Oggi, questa consuetudine rivive con Bracelenta. Ma chi pensa di trovare, nel menù delle due serate, cucina tipica riproposta, è avvisato: a Bracelenta la tradizione è nel “modo”.

E’ nel “come” più che nel “piatto”, dove invece troveremo ingredienti di qualità che guardano, sì, al territorio ma senza fermarsi entro i suoi confini. Una anticipazione: oltre al controfiletto di vitello e al tonno cotti lentamente alla brace, ormai dei “must” per gli appassionati di Bracelenta, quest’anno il menù prevede anche due primi che guardano a Napoli e al Mediterraneo: la leggendaria “Genovese”, sia di carne che di pesce, simbolo della cucina che si crea, contaminando.
Lo spirito di Bracelenta è, dunque, quello dell’intera rassegna “4 Agosto ebolitano”: rievocare, promuovere il territorio e valorizzarlo, rileggendo il passato e scrivendo il futuro.

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