I danni della grandine. Uva in Piemonte e Lombardia e mais…

0
408

La grandine si è abbattuta a macchia di leopardo sui vigneti a poche settimane dalla vendemmia, provocando danni irreparabili agli agricoltori che si sono visti sfumare il lavoro di un intero anno, dalla Lombardia, dove nell’Oltrepo Pavese sono state colpite le uve Pinot e Bonarda, fino al Piemonte, nell’Alessandrino, con chicchi grandi come uova che hanno causato la perdita in vigneto sino al 90 per cento delle produzioni di Barbera e Timorasso.

E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti di Circe che con nubifragi e grandine ha devastato anche altre coltivazioni come il mais, facendo salire a oltre  mezzo miliardo il conto dei danni provocati al settore agricolo da una estate pazza, segnata prima dal caldo torrido e dalla siccità e poi dalle tempeste di pioggia e grandine.

L`andamento climatico di questi giorni conferma l`anomalia di un 2012 segnato da neve, siccità, pioggia, caldo ed ora temporali e grandine che hanno messo a dura prova le campagne. Se la mancanza di pioggia per mesi ha fatto appassire decine di migliaia di ettari di granoturco con un taglio dei raccolti anche di pomodori, bietole e girasoli, la  grandine provoca danni irreversibili anche a coltivazioni particolarmente sensibili come frutta e verdura e soprattutto l’uva.

Una situazione frutto dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano in Italia con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali e una modificazione della distribuzione delle piogge, il tutto nell’ambito di una tendenza al surriscaldamento.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here