Fertilità ed alimentazione. La Dieta Mediterranea, una grande alleata!

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Da dati OMS  una coppia su quattro che vive in Paesi industrializzati soffre di sterilità. Tra questa il 35,4% dei casi la sterilità è maschile, il 35,5 femminile, il 15% di entrambi e oltre il 13 % si tratta di sterilità idiopatica. Questo il tema affrontato durante il 3° incontro di “Essere Donna nella Società del Ben-Essere”, tenutosi il 18 ottobre in Palazzo Medici Riccardi di Firenze.

Il periodo più fertile per una donna è tra i 20-25 anni, resta poi sufficientemente alto fino ai 35, dopodichè si ha una decrescita fino ai 40 anni, quando si riduce drasticamente. Basta tener presente che gli ovociti hanno la stessa età della donna, in quanto già presente nel feto femminile.

Varie e svariate le cause che sono state imputate al fenomeno della sterilità, certamente non sono trascurabili i nuovi stili di vita, l’inquinamento, lo stress, l’abuso di alcol e fumo e tutto ciò che deriva dai cambiamenti socio-demografici tipici della nostra società.

Ecco che allora un’altra volta e per un’altra causa, l’alimentazione viene messa in prima fila nelle regole della prevenzione.

“Esistono studi che mettono in forte correlazione la dieta mediterranea – spiega la dott.ssa Olivetti, nutrizionista –   e il buon indice di fertilità. Il tradizionale modello alimentare mediterraneo è sicuramente uno dei più efficaci per la protezione della salute, compresa quella sessuale.”

Non è più una novità che il regime dietetico vario ed equilibrato possieda effetti benefici sul sistema circolatorio e quindi vascolare; e ancor più noto il rapporto tra problemi cardiovascolari e obesità e allo stesso modo tra fertilità ed eccessiva magrezza.

Si evince dunque che la dieta mediterranea rappresenta un vero elisir per la fertilità, sia femminile che maschile. Partendo appunto da quest’ultima, tra le sostanze che possono essere d’aiuto troviamo le vitamine C ed E, per combattere la astenozoospermia, lo Zinco, per mantenere alti volumi di spermatozoi e testosterone, il Selenio, che favorisce la motilità degli spermatozoi e i folati, per favorire la spermatogenesi.

Per quanto riguarda invece la fertilità femminile, la dieta può influire sui fattori ovulatorici, si consiglia pertanto di assumere proteine, meglio  vegetali senza eccedere invece con quelle animali.

Da evitare alimenti con alto indice glicemico, in quanto sembra essere legato all’insorgere della policistosi ovarica, mentre favorire alimenti ricchi di vitamina C, fitoestrogeni e antiossidanti.

Diamo quindi largo spazio all’uso di cereali integrali al posto delle farine bianche , ai legumi come fonte di proteine vegetali, preferite a quelle animali. Consumare quotidianamente  semi misti (soprattutto semi di lino, girasole,  sesamo),latte intero e  latticini, preferendo formaggi stagionati  e yogurt. Evitare zuccheri, bevande zuccherate, succhi di frutta e ogni altro cibo con elevato indice glicemico.

E allora chi  vuole tutelare la  propria fecondità e fertilità, dia libero sfogo alla fantasia nei piatti. Ecco alcuni ingredienti indicati ad equilibrare la produzione di ormoni sessuali e con dimostrati giovamenti sul sistema nervoso: zafferano, avena , uova , cioccolato , cozze, molluschi e miele.

Dieta Mediterranea alleata perciò di una buona sessualità, con un ruolo importante anche sul fronte della fertilità. Dunque il gusto al servizio della salute e del piacere.

Si tibideficiant medici,

medici tibifianthaec tria,

menslaeta, requies, moderata diaeta”.

(Scuola Medica Salernitana, “RegimenSanitatisSalernum”, XI sec)

Claudia Caselli

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