CARNE EQUINAMILANO. “La forte risonanza avuta dai recenti episodi (che hanno coinvolto grandi marche e gruppi distributivi) di presenza di carne di cavallo – non dichiarata in etichetta – nei preparati per lasagne, ravioli, tortellini, fino alle polpette, ha portato un danno”, afferma Giorgio Pellegrini, presidente dell’Associazione Macellai di Milano e Provincia di Confcommercio e consigliere Federcarni “anche a noi macellai, che nulla c’entriamo ed anzi, da sempre, siamo i garanti della qualità del prodotto, a tutela della salute del consumatore. L’effetto mediatico ha infatti prodotto un duro colpo nei confronti delle macellerie equine del nostro Paese, “incolpevoli destinatarie – sottolinea Pellegrini – di questa situazione che la categoria ritiene paradossale“.

Le vendite di carne di cavallo – fa il punto Maurizio Arosio, presidente nazionale Federcarni – sono diminuite del 50%” (nel nostro Paese, in media, si consuma 1 kg all’anno di carne equina a persona)”.

Noi viviamo, seppur nella totale estraneità ai fatti di questi giorni – afferma Pellegrini – una situazione difficile figlia della diffidenza alimentata dall’effetto mediatico. Da subito i macellai hanno sostenuto la necessità di garantire il consumatore, in modo tale che lo stesso sia messo nelle condizioni di poter individuare chiaramente, quando viene accertato, il caso di eventuali responsabilità di frode come nel caso dell’utilizzo non dichiarato di animali da sella per i ripieni“.

Ma – ribadisce il presidente Pellegrini – il consumatore ha il diritto di sapere che la carne equina è elemento alimentare d’alta valenza nutritiva. Essa, infatti è carne non calorica, a bassissimo contenuto di colesterolo, ricca di proteine, minerali come il ferro, vitamine. Non si può definire la carne di cavallo, come purtroppo abbiamo avuto occasione di rilevare, tendenzialmente non nociva“.

Noi macellai – conclude Pellegrini – siamo favorevoli a potenziare il sistema della tracciabilità delle carni, di tutte le carni, a tutela del consumatore, ma non vogliamo che l’effetto demonizzazione colpisca un settore, quello della carne di cavallo, che, a livello nazionale, fra macellatori, fornitori, macellai, coinvolge 50.000 persone“.

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