Buccia d’arancia e polpa avanzata, un giusto binomio per un pane ricco di fibra e povero di glutine. Polpa avanzata che spesso proviene dalle parti dell’arancia, quella usata per la spremuta o per altre preparazioni alimentari, parti che solitamente vengono buttate via.

Ma possono essere utilizzate per creare la farina, la cui assenza di glutine la rende un prodotto ideale per i celiaci. Questo è quanto è emerso da una ricerca dell’Università di Cork, in Irlanda, diretta dal dottor. Eiman Gallagher. Gli studiosi sono partiti dall’analisi della situazione.

Secondo le loro stime, i sistemi di lavorazione delle arance scartano il 30% del frutto, etichettandolo come rifiuto. Le analisi di laboratorio sulla buccia e la polpa hanno mostrano come siano ricchi di fibre e composti bioattivi, pari al 40%, poveri di grassi per il 2% ed assolutamente privi di glutine.

Incoraggiati da questo ultimo dato, gli studiosi hanno pensato di trasformare gli scarti in farina, scontrandosi con i problemi della mancanza di glutine. La proteina, ha infatti, la capacità di tenere unito il cibo e la sua mancanza è causa di una mancanza di legami. Per rimediare, gli esperti si sono soffermati sul calcolo del livello ottimale di arance, acqua e tempo di lievitazione necessario per realizzare una pagnotta perfetta.

Gli studiosi hanno dunque scelto dei parametri di base: struttura delle briciole e microstruttura del pane, volume della pagnotta, colore della mollica e proprietà nutrizionali e organolettiche. Infine, il pane è sottoposto alla valutazione degli assaggiatori. Il loro giudizio è stato molto positivo, sia per sapore che per consistenza e caratteristiche generali. Insomma, un pane saporito ma povero di glutine che combina sapore e valide proprietà nutrizionali. 

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