Da icona vacanziera anni ‘60 a oasi esperienziale contemporanea: il lido cambia pelle e si fa cultura

Negli ultimi anni il concetto di spiaggia, e più nello specifico di lido, ha subito una trasformazione significativa. Lo stabilimento balneare non è più solo uno spazio estivo da vivere a pochi passi dalla battigia, ma un contesto multifunzionale adatto ad ospitare eventi culturali, artistici e di intrattenimento.

Questo modello non trova la sua declinazione solo nelle località balneari, sulla costa, ma si è diffuso anche in contesti urbani, lontani dal mare, dando vita al fenomeno dei cosiddetti lidi urbani.

La trasformazione in spazi culturali e l’adozione del concept di lido urbano rappresentano, senza dubbio, una risposta creativa alla domanda di esperienze estive innovative non solo sotto il profilo culturale ma anche sociale.

In tutta Italia, da Nord a Sud, sono tante le iniziative che dimostrano come questo concetto possa evolversi, offrendo nuove modalità di fruizione dello spazio, privato e pubblico, e creando connessioni tra cultura, moda e comunità.

Il lido contemporaneo, tra mare e moda

Sono stati per primi i grandi brand della moda ad avere l’intuizione di utilizzare gli stabilimenti balneari come vetrine temporanee per le loro collezioni estive, trasformando lo stare in spiaggia in un’ esperienza immersiva, in cui trovano spazio relax e shopping. Le più affermate maison internazionali hanno, infatti, personalizzato beach club in località esclusive, rendendole nuove “passerelle” per le proprie creazioni, nuovi luoghi di fruizione della moda, decontestualizzati rispetto a quelli consueti.
A Saint-Tropez, località da sempre nota per la sua intensa vita mondana, in collaborazione con Shellona Beach Club, Maison Dior ha aperto il pop-up Dioriviera, un’esperienza estiva che celebra l’incanto del sogno creativo di Dior, in un ambiente che mette in risalto la purezza e la naturalezza dei colori e dei materiali utilizzati nei modelli e nelle collezioni.

Sempre nella perla della costa azzurra, Gucci ha preso scelto il Loulou Ramatuelle sulla spiaggia di Pampelonne, per decorarne l’area lounge con motivi distintivi e per collocare una boutique pop-up con una selezione di articoli esclusivi, pensati per la destinazione. Così ha fatto anche Loro Piana, lanciando un pop-up presso La Réserve à la Plage, a misura di vacanzieri vip, of course!
Del resto a Forte dei Marmi, già qualche estate fa, Louis Vuitton aveva, invece, trasformato il Beach Club Alpemare della famiglia Bocelli nel primo e unico beach club in Italia in cui tende, cuscini, sdraio, cabine e perfino il pattino, simbolo per eccellenza dell’estate in Versilia, sono state decorate con l’inimitabile ed esclusivo pattern, declinato in colori pastello.
Questa intesa felice tra moda e stabilimenti balneari racconta di una nuova frontiera del retail esperienziale, dove il confine tra acquisto e intrattenimento si dissolve, offrendo ai clienti un’immersione totale nel mondo del brand. Una frontiera che si colloca proprio lì, nel lido: un luogo da vivere a due passi dal bagnasciuga ma non solo.

Il connubio lido/moda nasce e vive grazie ad un target di riferimento specifico e non proprio popolare, ma un nuovo modo (e un nuovo spazio) per vivere il lido come contenitore di cultura ed intrattenimento esiste e va affermandosi anche per un pubblico decisamente più trasversale ed eterogeneo. Al mare come in città.

Lidi urbani: da Nord a Sud

l’Italia (re)inventa il lido e la spiaggia arriva in città

Se negli anni ’80 il leitmotiv dell’estate, metaforico e musicale, era “Vamos a la playa”, un inno solare alla fuga verso il mare, alla leggerezza nonostante le ombre dei tempi, l’estate 2025 potrebbe essere sintetizzata con un’espressione ugualmente simbolica: “La playa va in città”.
È questo il cuore del concetto di lido urbano, un format sempre più diffuso che trasforma piazze, spazi pubblici e angoli inaspettati delle città in veri e propri stabilimenti balneari “senza mare”: luoghi in cui rilassarsi, incontrarsi, ascoltare musica, assistere a performance artistiche, partecipare a talk culturali.

Un’idea che mescola nostalgia e innovazione, ricreando l’immaginario degli storici lidi italiani, vere icone delle vacanze anni ’60, fatte di cabine colorate, sdraio in fila e ombrelloni a righe, e lo trasporta nei contesti urbani contemporanei, rendendolo pop, accessibile e creativo.

Oggi, quella stessa immagine di vacanza semplice e condivisa torna a vivere in chiave contemporanea attraverso queste reinterpretazioni artistiche degli stabilimenti balneari, che ne rievocano lo spirito con uno sguardo al futuro.

Non è solo un ritorno alla spiaggia, ma a un immaginario collettivo: quello dell’estate italiana fatta di comunità, leggerezza e piccoli riti felici.
Città come Milano hanno fatto da apripista: iniziative come Bagni Misteriosi o come gli eventi di Triennale Estate propongono veri e propri lidi urbani con sdraio, letture, concerti, mostre e cinema all’aperto.

Emblematico di questa trasformazione è il caso del Mare Culturale Urbano. Situato nella Cascina Torrette, offre spazi per l’arte, concerti, cinema, festival e attività per bambini, unendo cibo, cultura e comunità in un’esperienza unica per i visitatori. Sempre a Milano, già nel 2020, a fare tendenza è stato il Lido BAM, una spiaggia verde nel cuore della città, allestita nel parco della Biblioteca degli Alberi, con ombrelloni e sdraio, disponibili per i cittadini fino alla fine di agosto.

Il lido urbano reinventa non solo spazi metropolitani ma anche periferici, come avvenuto all’Idroscalo di Milano, dove il Kora Beach Club propone un’autentica oasi urbana dove rilassarsi, ballare, lavorare al pc sotto le palme o semplicemente prendere il sole, a pochi minuti dal centro. Accanto a queste esperienze più note e in parte già collaudate, sono altre quelle che vanno diffondendosi, da nord a sud dello Stivale. Anche a Torino, Bologna e Napoli, infatti, si moltiplicano concept simili, che portano sabbia finta, spritz veri e contenuti culturali di qualità dove il mare non c’è.

Pop-Up Lido Urbano

il concept innovativo si è fermato a Eboli

Non solo un format metropolitano ma anche un nuovo modo di vivere la comunità in contesti di più modesta dimensione, il lido urbano può essere visto come un ponte simbolico e concreto tra città e mare, capace di ridurre le distanze, non solo geografiche ma anche sociali. Così è ad Eboli, in provincia di Salerno.

Nella città che fa da cerniera ad un territorio assolutamente ricchissimo di spiagge, che geograficamente rappresenta la porta d’accesso alle meravigliose località da Bandiera Blu del Cilento, il concept lido urbano trova spazio nel cuore della città, piazza della Repubblica. E risponde al nome di Lido Pop-Up.

«Questa iniziativa nasce dall’idea di dare nuovo significato alla piazza, trasformandola in un’esperienza comunitaria di rigenerazione a base culturale»- spiega Donato Ciao di GRUV, società benefit ideatrice del concept dell’iniziativa realizzata dal Comune di Eboli – «Abbiamo scelto di evocare il lido perché rappresenta un archetipo di socialità mediterranea, un luogo informale e accogliente dove ci si spoglia dei costrutti, dei ruoli e delle convenzioni sociali. Il lido, con la lentezza delle giornate estive, è lo spazio in cui persone di età, storie e background diversi si incontrano, si mescolano e condividono tempo e conversazioni».

Ed è così che la piazza si trasforma in una “spiazza”: un luogo che unisce gli elementi della spiaggia con l’urbanistica della piazza, dando vita ad uno spazio nuovo, ad un contenitore innovativo che porta con sé sfumature iconiche del passato.

Cosa c’è dentro? Musica, concerti, cibo, intrattenimento per ogni età. Ma non si tratta solo di una questione logistica, di un trasferimento sic et simpliciter.

Dietro l’allestimento di un lido urbano c’è molto di più: «Portare il lido in città significa ricreare quella sensazione di apertura, libertà e comunità che il mare evoca senza bisogno di spostarsi fisicamente. In un contesto urbano spesso percepito come frammentato, il lido diventa metafora e strumento che unisce il centro alla marina e accorcia le distanze fisiche e sociali»- spiega ancora Ciao- «Gli allestimenti temporanei, i suoni, le sedute, i colori e le atmosfere sono pensati per invitare alla relazione e restituire alla piazza il suo ruolo di bene comune. Per noi non si tratta di decorare uno spazio, ma di attivarlo per generare nuove possibilità per la città, per chi la vive ogni giorno e per chi la attraversa anche solo per un momento».

Come le altre esperienze maturate nelle grandi città metropolitane, anche questa iniziativa è anche e soprattutto un rito collettivo, un momento atteso, capace di scandire il tempo della comunità e di definirne ed elevarne la qualità: «Definiamo Pop Up- Lido Urbano un festival salvagente»- conclude Donato- «perché, come un appiglio in mare aperto, offre alla città e ai suoi abitanti un’occasione per ritrovarsi e riscoprire il piacere di vivere insieme lo spazio pubblico».

Per l’estate 2025 Pop Up- Lido Urbano si svolgerà il 18 e il 19 agosto.

Per saperne di più sul programma: https://www.instagram.com/popup_lidourbano/

Maria Vita Della Monica
Maria Vita Della Monica

Giornalista, copywriter, speaker, autrice, studiosa della tradizione e della cultura popolare, osservatrice curiosa del mondo e dei fenomeni antropologici, mamma felice, buongustaia gaudente. Amo scrivere, cantare, mangiare; le parole, i libri, la musica, il buon cibo. Come una bella canzone, ogni testo per me è il frutto dell’armonia tra il contenuto e la forma, proprio come un piatto ben cucinato è il risultato dell’equilibrio tra gli ingredienti che lo compongono. Se “suona” bene, allora si lascerà gustare fino all’ultimo… Rigo.

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