Clima, tecnologia e mercati che cambiano. Il 67° congresso di Assoenologi navigando verso Ibiza

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1.200 persone, tre sessioni di lavori sul tema “Clima, tecnologia e mercati che cambiano: comprenderne le dinamiche per essere sempre più competitivi”. È il quinto Congresso in nave organizzato da Assoenologi dal dopoguerra. Il primo fu nel 1986 con 1.000 persone a bordo della “Eugenio C”.

Il 67° Congresso nazionale dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani (Assoenologi), ossia dell’organizzazione nazionale di categoria che nel nostro Paese rappresenta i tecnici del settore vitivinicolo, si svolgerà dal 3 al 7 giugno a bordo della “Costa Atlantica” in navigazione da Savona a Ibiza.

“Clima, tecnologia e mercati che cambiano: comprenderne le dinamiche per essere sempre più competitivi” è il titolo generale che sarà sviluppato da tre sessioni di lavoro caratterizzate dai seguenti argomenti: “I cambiamenti climatici: ripercussioni e rimedi in vigneto e in cantina”; “Le aspettative e le difficoltà di chi produce e di chi vende” e “Come razionalizzare i costi in vigneto ed in cantina” che saranno sviluppati in oltre 12 ore di relazioni confronti e dibattiti.

 

> “I cambiamenti climatici: ripercussioni e rimedi in vigneto e in cantina” sarà aperta da una relazione introduttiva affidata a Luigi Mariani, docente di agrometereologia all’Università di Milano. Il suo compito sarà quello di dirci cosa e come è cambiato il clima e con quali ripercussioni. Concetti sintetizzati nel titolo del suo intervento “Caratteri macroclimatici e mesoclimatici: come e perché”.

Gli farà seguito Riccardo Cotarella che, in qualità di docente di viticoltura ed enologia all’Università di Viterbo, entrerà nel merito degli aspetti pratici sviluppando “Considerazioni e proposte tecniche in vigneto”, per passare la parola a un altro collega, Giuliano D’Ignazi, direttore tecnico di Terre Cortesi Moncaro, che disquisirà su “Considerazioni e proposte tecniche in cantina”.

Il clima è una delle componenti più importanti dei territori viticoli; la maturità, la scelta delle varietà, lo stress idrico e lo sviluppo delle malattie sono tutti fattori influenzati dalle condizioni microclimatiche locali. I

l riscaldamento climatico globale ha e avrà certamente un impatto crescente sul vigneto italiano. Quali gli scenari? Come sopperire alle difficoltà? Il problema è a senso unico o può offrire anche delle opportunità? Per rispondere a questi interrogativi il tecnico deve conoscere gli effetti che il fenomeno può avere sull’uva ed essere pronto a prendere le contromisure del caso.

 

> La seconda sessione dei lavori sarà invece imperniata su: “Le aspettative e le difficoltà di chi produce e di chi vende”, un argomento che sarà introdotto dal direttore di Assoenologi, Giuseppe Martelli, che farà “La fotografia del settore vitivinicolo italiano” mettendo in luce criticità e positività. Da qui le due successive relazioni che riguarderanno “Le criticità e le prospettive di chi esporta oltre il 50% della propria produzione”, affidata alla professionalità di Ettore Nicoletto, amministratore delegato del Gruppo Santa Margherita che, partendo dal fatto che il vino italiano ha saputo raggiungere negli ultimi due anni traguardi di assoluta rilevanza, cercherà di rispondere a domande fondamentali tipo: come potrà porsi il sistema-vini nei confronti del sistema-Paese? Come sopperire all’assenza di economie di scala? Come rinnovare con coraggio e lungimiranza metodi e prodotti?

Quindi i problemi ci sono e sono tutti da risolvere, sta di fatto comunque che il vino italiano all’estero piace e nonostante il periodo contingente le nostre esportazioni, sia pure tra alti e bassi continuano a crescere.

Lo stesso purtroppo non si può dire dei consumi interni che in base ai dati elaborati da Assoenologi hanno chiuso il 2011 con 42 litri pro capite, contro i 50 del 2005 ed i circa 110 degli anni Settanta. Da qui una obiettiva riflessione sulle “cause e i rimedi” Questo forte decremento è un fatto fisiologico imputabile alle mutate abitudini dei consumatori o c’è dell’altro? Si accomuna a quanto succede in Francia e Spagna? Oppure a differenza di l’Italia soffre di altri fattori aggravanti? A queste e ad altre domande cercherà di dare una risposta il direttore generale di Caviro Sergio Dagnino.

> Decisamente interessanti anche le tre relazioni della terza sessione imperniato su “Come razionalizzare i costi in vigneto e in cantina”. La prima “Come razionalizzare i costi in vigneto” sarà infatti esposta da Luigi Bonato, direttore di Evoluzione Ambiente, mentre la seconda “Come gestire le operazioni di cantina abbattendo i tempi” da Paolo Peira, direttore di Antesi che analizzeranno come la redditività economica per un’impresa vitivinicola è diventata negli ultimi anni la sfida per molti produttori. In questo contesto l’Enologo in primis deve porsi la domanda: fino a che punto si possono comprimere i costi di produzione senza pregiudicare la qualità? E di conseguenza se si conoscono fino in fondo tutti gli strumenti che possono consentire di contenere i tempi ed i costi di produzione, in vigneto come in cantina.

Ma l’impostazione in vigneto e in cantina possono veramente soddisfare le esigenze delle aziende? Dove si deve intervenire? Dove correggere? A queste e ad altre domande cercherà di dare risposta Enrico Zanoni, direttore generale di Cavit, una delle più grandi aziende cooperative italiane operanti sia sul mercato nazionale che su quello estero con “I principali aspetti della gestione di un’azienda produttrice di vini di qualità e di larga commercializzazione in Italia e all’estero”.

 

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