CHEF IN AFRICA. Nasce su Facebook un grande progetto di solidarietà

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Una premessa: trovo che fb sia una grande risorsa per lavorare e creare reti intelligenti di persone che vanno in una sola direzione, appassionate da un progetto comune. Troppo spesso, però, si tratta di una risorsa utilizzata malissimo. Giochini stupidi ed applicazioni altrettanto inutili che ingolfano ciò che sarebbe decisamente degno di nota.

E proprio di un progetto di grande respiro, che nasce su fb, vorrei raccontarvi…

L’anima è Annavittoria Imperatrice, una chef romana che oggi vive e lavora a Napoli. Una chef che ha vissuto per 16 anni in Africa, il suo lavoro consisteva soprattutto nell’avviare per conto di alcuni tour operator le cucine interne a strutture turistiche. Ma questo grande e magico continente l’ha stregata, conquistata, appassionata.

Difatti tra le esperienze Annavittoria annovera anche un suo ristorante: “Lady Vì Restaurant”.

Ed è da questa esperienza, dopo essere ritornata in Italia, che nasce un’idea. Dopo che il suo secondo chef Martin Simwa, la informa che – grazie ai suoi insegnamenti – aveva trovato lavoro a Dubai…le si accende una lampadina.

Così Annavittoria pensa che quell’esperienza è replicabile e che un Paese così sofferente può essere aiutato con la formazione e l’insegnamento. Perché non tornare in Africa con una squadra di chef e tecnici che abbiamo voglia di fare concretamente solidarietà, insegnando ai ragazzi un mestiere, permettendo loro di vivere e dar da vivere alla propria famiglia?

Nasce così il “sogno-progetto” Chef in Africa, che consiste nell’aprire una scuola a Nairobi per chef di cucina italiana ed internazionale.

Una scuola in cui gli chef italiani possano riversare fattivamente il proprio desiderio di solidarietà, condivisione, beneficienza. un bel modo di pensare che la cucina possa migliorare il mondo…poco poco, piano piano, ma pur sempre migliorare le condizioni di alcuni.

Così il gruppo di facebook Chef in Africa è diventato un luogo virtuale in cui raccogliere le adesioni dei “futuri” insegnanti, di associazioni disposte a organizzare l’operazione, di sponsor volenterosi di sostenere l’iniziativa e di tutti coloro i quali possano far qualcosa per i giovani africani…

C’è ancora tutto da fare, per ora esiste una bozza di programma, una lista delle possibili materie di insegnamento…

C’è bisogno di aiuto, sostegno, volontà, passione. Ma cominciare a parlarne, condividerlo, è già un primo passo. Ogni grande maratoneta ha dovuto imparare a camminare, sarà così anche per Chef in Africa. Aderite al gruppo, (cliccando qui) contribuite nel modo in cui vi è possibile, anche un consiglio può essere un prezioso aiuto per avanzare…

 

 

Antonella Petitti

 

 

 

 

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