Cereali: la crisi in numeri. Sono Puglia ed Emilia Romagna le più interessate a queste colture

0
293

Dopo le già consistenti contrazioni delle superfici investite a cereali invernali del 2009 (-16% rispetto al 2008), nell’anno in corso si registra un ulteriore calo, tuttavia inferiore a quello dell’anno precedente. Tale andamento è da imputare prevalentemente alla sempre minore convenienza economica di queste colture a causa delle basse quotazioni di mercato, diminuite sensibilmente a partire dalla metà del 2008.

In particolare, i prezzi all’origine diffusi da ISMEA evidenziano che già la campagna 2008/09 si era conclusa con una flessione media, rispetto alla precedente, del 41% per il frumento duro, del 33% per il frumento tenero, del 36% per l’orzo e del 12% per l’avena. A fronte di tali andamenti si era contrapposta una crescita dei costi di produzione (indice ISMEA dei prezzi dei mezzi correnti di produzione) pari a circa il 10%.

E’ in tale contesto che l’operatore agricolo ha dovuto effettuare le proprie scelte colturali per l’annata agraria 2009/2010. Inoltre, la congiuntura del mercato nell’autunno 2009 evidenziava un’ulteriore flessione dei prezzi della granella di frumento duro e una stabilità delle già contenute quotazioni di mercato per gli altri prodotti.

A livello regionale, si evidenziano andamenti contrastanti. Rispetto al 2009, si registra un calo delle superfici complessivamente investite a cereali invernali in Friuli (- 20%), Abruzzo (-18%), Molise (-17%), Sicilia (-16%) e Marche (-14%), e un aumento nelle regioni dove maggiore è stata la diminuzione nel 2009, ossia in Sardegna (+35%), Calabria (+20%), Lazio (+8%) e Toscana (+8%).

Gli andamenti descritti si riflettono anche a livello di singola coltura. Il frumento duro evidenzia riduzioni significative in Abruzzo (-20%), Molise (-20%), Sicilia (-12%), Marche (-12%), e aumenti consistenti nelle regioni dove maggiore è stata la contrazione di superficie nel 2009: Sardegna (+45%), Lazio (+42%), Umbria (+ 34%) e Calabria (+16%).

Nelle altre regioni cosiddette “tradizionali” per la coltura (Puglia e Basilicata), la superficie investita a duro rimane pressoché costante.

Per il frumento tenero si registra una diminuzione nelle regioni più rappresentative del nord Italia ed in particolare in Friuli (-19%), Lombardia (-10%), Piemonte (-5%), Veneto (-5%) ed Emilia Romagna (-4%) e, come per il duro, un aumento significativo nelle regioni che hanno registrato il maggior calo nel 2009: Umbria +8%, Toscana + 72% e Abruzzo + 10%.

Per l’orzo, infine, si evidenzia una riduzione significativa in quasi tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna (+43%), dell’Emilia Romagna (+27%), del Molise (+17%) e della Campania (+6%).

Stabile rispetto al 2009, risulta invece la produzione complessiva di frumento duro, tenero e orzo pari a circa 79 milioni di quintali. In particolare, la produzione di frumento duro si stima intorno a 41,6 milioni di quintali, quella di frumento tenero intorno ai 28,6 milioni di quintali e quella di orzo a 8,8 milione di quintali.

Rispetto al 2009, il frumento duro risulta in aumento (+4%) a causa di rese medie superiori a quelle dell’anno precedente (33,8 q.li/ha contro i 32 q.li/ha del 2009), mentre si registrano diminuzioni per le altre due colture, più contenuta per il tenero (-1%), più significativa per l’orzo (- 15%).

Il panorama regionale evidenzia che la Regione Emilia Romagna consolida il primato produttivo per i principali cereali autunno vernini con circa 15,2 milioni di quintali, su di una superficie di circa 273 mila ettari, segue la Puglia, con circa 10,5 milioni di quintali su di una superficie nettamente superiore (circa 353 mila ettari). La Regione Marche si piazza al terzo posto, con 6,9 milioni di quintali, su di una superficie di 166 mila ettari, seguono il Veneto con 6,8 milioni di quintali su 118 mila ettari, la Lombardia con 6 milioni di quintali su 103 mila ettari e la Sicilia con 5,9 milioni di quintali su 211 mila ettari.

Per il frumento duro, il primato produttivo spetta alla Puglia con 10 milioni di quintali, seguita dalle Marche con 5,9 milioni di quintali, dalla Sicilia con 5,7 milioni di quintali, dalla Toscana con 3,5 milioni di quintali, dalla Basilicata con 3,4 milioni di quintali e quindi dall’Emilia con 2,8 milioni di quintali.

Per il frumento tenero, il primato produttivo spetta all’Emilia con 10,5 milioni di quintali, seguita dal Veneto con 5,5 milioni di quintali e dal Piemonte con 4,6 milioni di quintali.

Per l’orzo il primato produttivo spetta all’Emilia con 1,9 milioni di quintali, seguita dalla Lombardia con 1,3 milioni di quintali, dal Piemonte con 1 milione di quintali e dalle Marche con 0,7 milioni di quintali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here