Casa di Baal e L’Oliveto: due produzioni per una famiglia appassionata

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MONTECORVINO ROVELLA (SA). Un’azienda agricola di 30 ettari, di cui una ventina ad uliveto e 7 a vigneto. Questi alcuni dei numeri che delineano il profilo dell’azienda agricola della famiglia Salerno che si divide in Casa di Baal (marchio che contraddistingue la produzione vitivinicola) e l’Oliveto (marchio che invece si applica alla produzione dell’olio). Ma i numeri non servono però a raccontarvi i volti di chi la impersonifica…

La storia racconta di Annibale e sua moglie che a fine anni 70 acquistano una proprietà a Montecorvino Rovella. Dapprima conferitori di uve per diverse realtà cooperativistiche, oggi – grazie al supporto e all’innovazione portata dai figli – produttori fieri ed onesti di vino ed olio.

Cinque ettari in riconversione varietale dal 2006 ed anche l’uscita in biologico dalla prossima vendemmia, dopo i tre anni previsti dalla legge. Così alcune varietà volute dai “terribili” anni ’80,  sono state sostituite quasi interamente con l’aglianico, la malvasia ed il fiano.

Giusi, Mario e Francesca sono valsi da traino alla passione che Annibale già aveva riversato sulla sua attività agricola, perché la rabbia per il non veder corrisposto in tutti i sensi il lavoro fatto in vigna dalla cooperativa di turno lo aveva portato di fronte ad un bivio.

Mettersi in proprio e arrivare alla bottiglia oppure vendere? Oggi non è facile scegliere la terra e non è affatto scontato. Ma chi l’ama e conosce i suoi odori, i suoi tempi, i suoi regali, difficilmente torna indietro. E così eccoli ricominciare tutti assieme: Mario si dedica alla produzione di olio extravergine di oliva, dunque anche alla gestione ed alla cura delle piante, mentre Giusi e Francesca diventano le “donne del vino”.

Tradizione ed innovazione che si incontrano, in questo caso non sono solo parole stra-usate. Due generazioni che apportano il meglio di sé e delle proprie conoscenze…

Un ottimo lavoro di comunicazione, infatti, contraddistingue l’azienda sin dal primo impatto col degustatore o col cliente. Marchi e packaging puliti e chiari, messaggi diretti e colori decisi ma non chiassosi. E’ quanto di meglio si può chiedere ad un’azienda che muove i suoi primi passi.

Ma andiamo ai vini, per ora son quattro: due blend e due in purezza. Un fiano ed un aglianico nella gamma più “alta”, affiancati da un bianco ottenuto con fiano, moscato e malvasia ed un rosso ottenuto da aglianico, barbera e merlot.

Sono tutti vini corretti, piacevoli, interessanti e con un ottimo rapporto qualità prezzo, tutti sono compresi tra le fasce di prezzo 4/6 euro franco cantina. Vini giovani anche per il “portafoglio”, dunque!

Oltre 10 mila, invece, le piante di ulivo: rotondella, frantoio e leccino le varietà. Dal 1988 l’azienda possiede anche un mulino ottocentesco che trasforma in frantoio e dove – accanto ad un impianto tradizionale – inserisce un impianto a ciclo continuo a freddo. Dal 1998 si imbottiglia col marchio L’Oliveto, con sistemi di rintracciabilità dell’olio dalla coltivazione fino all’imbottigliamento.

Molto interessante un sotto-prodotto: il nocciolino di sanza. Idoneo per le stufe a pellets, ha un maggiore potere calorifero ed un costo inferiore al normale pellets in commercio. Tutti motivi buoni per comprarlo, se poi è vicina a noi un’azienda agricola che lo produce direttamente, scatta l’obbligo a supportarla per tale sensibilità e intraprendenza.

Guardare agli interessi della propria azienda, mantenendosi in linea con il rispetto del consumatore e dell’ambiente sono impagabili caratteristiche che l’azienda della famiglia Salerno possiede a pieno, e che per quanto semplici sono rare.

Ancora in parte da finire la struttura che ospita oggi la cantina, ma il grosso è stato fatto. Il desiderio è quello di creare, nello spazio superiore alla stessa, una saletta degustazione attrezzata correttamente sia per l’olio che per il vino. D’altronde da quel punto si vede benissimo la Piana del Sele ed anche la Costiera Amalfitana, ed i sogni di Casa Baal e dell’Oliveto anche se hanno bisogno di tempo si avvereranno…

Per realizzare grandi cose bisogna prima saper sognare, poi lavorare sodo ed attendere…e questo  Annibale, Anna Maria, Giusi, Mario e Francesca lo sanno già (…e lo fanno già!!!).

Antonella Petitti

Anna Maria, Mario, Giusi e Annibale.

 

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