Carciofo di Paestum IGP: una lunga storia per una terra generosa. Ciro e i “nuovi consumatori”

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cofPAESTUM (SA). Vi sono testimonianze che risalgono ai primi anni del 1800, le radici della sua coltivazione nella Piana del Sele e di Paestum risale ai Borboni.

Furono gli agricoltori napoletani i primi a dar vita a coltivazioni specializzate di carciofo in questa zona.

Tondo, compatto e senza spine, il Tondo di Paestum ha un colore verde con tendenze violacee che certamente possono variare in base all’annata.

Da febbraio a maggio riesce a restare sulle tavole locali, e non solo su quelle.

I numeri del carciofo

Un amore di lunga data che oggi abbraccia un’area vasta e determina numeri importanti:

  • sono all’incirca mille gli ettari dedicati al carciofo;
  • 400 destinati al Romanesco in generale;
  • 60 ettari è la superficie che aderisce all’IGP Paestum (nata nel 2004) nei 14 comuni che rappresentano l’area di produzione;

Una realtà forte che vede la Campania una delle regioni più importanti per la cinaricoltura italiana. D’altronde parliamo di un prodotto salutistico ma anche fortemente tradizionale, la cui presenza in cucina è importante.

Le proprietà

Elevato contenuto di fibra, poche calorie, ricchezza di sali minerali, effetto diuretico e disintossicante, funzione epatoprotettiva ed azione ipocolesterolemizzante.

Mille le ragioni – dunque – per sceglierlo e portarlo in tavola, d’altronde è risaputo che prediligere prodotti a denominazione ci permette di essere sicuri di acquistare un prodotto superiore, certamente più controllato e soggetto ad un disciplinare più rigido.

La fiducia del consumatore nelle denominazioni sosterrà il loro sviluppo e aiuterà l’agricoltura italiana a fare ulteriori passi avanti non solo sulla qualità, ma anche sulla sua forza commerciale.

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Abbiamo bisogno di nuovi consumatori, ce lo insegna Ciro

D’altronde c’è ancora molto da fare in tema “formazione” (informazione) del consumatore, è qui che risiedono i veri ostacoli per una buona agricoltura. Ce lo ha insegnato Ciro Borrelli, un giovanotto di oltre 80 anni, che ancora coordina con grande vivacità l’azienda agricola di famiglia.

All’incirca dieci gli ettari dedicati al carciofo di Paestum, con lui abbiamo passeggiato, lo abbiamo visto coccolare le mammarelle, controllare la raccolta. Sempre con lui abbiamo capito quanto sia dannoso la presunzione del consumatore di trovare prodotti sempre perfetti e dai colori brillanti.

Ci sono state le piogge che hanno scolorito le bratte esterne del carciofo, a questo si associa la presenza – particolarmente forte quest’anno – delle lumache, che hanno contribuito a rendere meno bello il carciofo esteriormente“.

Una preoccupazione per Ciro e suo figlio Michele, perché questo particolare – che non influisce minimamente sulle qualità organolettiche del prodotto e né tanto meno sulla sua salubrità – farà irrimediabilmente deprezzare il prodotto.

Ecco che il nuovo consumatore, così attento alla salute, al biologico e alla naturalità del prodotto, ha bisogno di fare un cambio di passo concreto che punti davvero alla sostanza. Altrimenti stiamo parlando di un mero capriccio fine a se stesso, che non inciderà minimamente sulla realtà agricola e continuerà a costringere gli agricoltori a pratiche aggressive.

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La ricetta

Carciofi alla Pestana

Per 4 persone:

8 carciofi

un ciuffo di prezzemolo

2 spicchi di aglio

olio evo e sale q.b.

Togliete ai carciofi le foglie più dure, tagliate il gambo, lasciandone circa 4 o 5 centimetri. Con un coltellino torniteli in cima, per togliere la parte più dura delle foglie. Aprite leggermente i carciofi e cercate, con un cucchiaino, di togliere la peluria centrale.

Tritate aglio e prezzemolo, mettete il trito in una scodella, aggiungete un cucchiaio d’olio, sale e pepe. Aiutandovi con un cucchiaino riempite l’interno dei carciofi con il composto così ottenuto.

Salate in superficie e fateli scottare in un tegame con due dita d’olio per un paio di minuti. Aggiungete dell’acqua fino a coprire metà della testa del carciofo. Chiudete la pentola con un coperchio e fate cuocere a fiamma moderata. La cottura richiede circa mezz’ora.

Ricetta della tradizione consigliata

dal Consorzio Carciofo di Paestum IGP e da Terra Orti.

CLICCA QUI per la GALLERIA FOTOGRAFICA dedicata al carciofo di Paestum ed al pranzo che lo chef stellato Cristian Torsiello ha dedicato a questa eccellenza.

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