BRAMBILLA: ristorazione è turismo. In Italia in testa Toscana, Emilia Romagna e Puglia

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“L’enogastronomia è un linguaggio universale con cui il nostro Paese parla al mondo intero, è ambasciatrice di italianità fin nei più remoti angoli del pianeta e ci rappresenta in modo forse più sottile ma non meno efficace delle nostre arti maggiori”.

 

Con queste parole il ministro del turismo, On. Michela Vittoria Brambilla, ha aperto  l’evento “L’Arte della ristorazione protagonista dell’offerta turistica italiana”, che si è svolto al Pirellone di Milano, per celebrare la giornata mondiale del Turismo.

 

“La cucina italiana è un dono che abbiamo ricevuto dalla storia e che abbiamo il dovere di tutelare e promuovere in tutti i modi possibili” ha proseguito il ministro. “Questa attività di tutela e promozione coinvolge molte competenze diverse, richiede un elevato livello di consapevolezza e presuppone una nuova, grande alleanza tra i campi, la cucina e la cultura nel senso più ampio”.

 

Un nuovo ruolo per la nostra enogastronomia ed una nuova responsabilità per i nostri ristoratori, che prevede una serie di regole, riunite in un protocollo d’intesa firmato dal ministro Brambilla e dal presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Stoppani: “Ristorazione è turismo” spiega il ministro.

 

“Innalzare la qualità dei servizi di ristorazione significa dunque innalzare la qualità della nostra offerta turistica. Per questa ragione individuiamo regole di comportamento per la ristorazione, ai fini della valorizzazione turistica, nel solco dei nostri impegni per la diffusione del Codice mondiale di etica del Turismo e più in generale per la promozione del turismo responsabile. Si tratta di semplici regole che gli operatori potranno adottare segnalando l’avvenuta adesione con un marchio in vetrina: dalla valorizzazione del ‘prodotto Italia’ agli occhi dei turisti stranieri, all’informazione chiara ed obiettiva sui prezzi, alla disponibilità di menu almeno bilingui (italiano-inglese), alle informazioni sugli ingredienti, sulla preparazione, sulle tradizioni gastronomiche, fino ad iniziative che consentano ai clienti di esprimere la propria soddisfazione o le proprie critiche. Inoltre, studieremo forme di classificazione dei ristoranti che prevedano anche l’individuazione di marchi collettivi per valorizzare la qualità, l’accoglienza, la tipicità e l’attenzione salutistica nei confronti del consumatore/turista”.

 

Il Ministro Brambilla si presenta alla platea di grandi chef italiani pochi giorni dopo aver reso noto i dati positivi del settore, relativi ai primi sei mesi del 2011 ed al consuntivo dell’estate appena conclusa.

 

“Nonostante la crisi internazionale, il turismo si conferma la nostra industria più strategica, che continua a generare crescita, sviluppo e occupazione. I numeri indicano infatti un netto incremento dei flussi di turisti stranieri da gennaio a giugno, con un +6,6% di arrivi ed un +7,3% della spesa, mentre gli ultimi dati relativi alla vendita delle camere nelle strutture ricettive italiane, rilevati dall’Osservatorio nazionale del turismo, evidenziano, rispetto all’estate 2010, una crescita del 2,9% a giugno, del +3,7% a luglio e del +5,4% ad agosto. Cresce inoltre la spesa degli italiani per le vacanze estive (da 23,5 a 27,9 miliardi di euro) e si affermano i nuovi prodotti turistici individuati dalla nostra riforma, in coerenza con l’evoluzione del mercato verso il turismo motivazionale”.

 

E proprio dei tredici nuovi circuiti turistici nazionali, così come individuati dal ministro Brambilla nella sua riforma del settore divenuta legge lo scorso mese di giugno, fa parte a pieno titolo il turismo dell’enogastronomia, con la nostra grande cucina italiana il cui  ruolo d’eccellenza come attrattore turistico non è stato ancora riconosciuto a dovere” osserva il Ministro Brambilla.

 

“Non solo l’attività di ristorazione fa quindi parte a pieno titolo dell’economia turistica, ma proprio la tipicità del servizio reso motiva il visitatore e spesso è addirittura la prima causa del  viaggio”.

 

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio nazionale del turismo, nel 2010 il 5% delle vacanze in Italia è stato generato da interessi legati all’enogastronomia.

 

Una domanda turistica composta principalmente da un flusso turistico internazionale, considerando che gli italiani rappresentano il 35,7% del totale della clientela, e indirizzata in buona parte verso tre Regioni: la Toscana (15,9%), l’Emilia Romagna (10,6%) e la Puglia (8%).

 

Oltre la metà dei flussi, il 52,5%, ha provenienza europea. I più importanti mercati d’origine sono stati la Francia, con il 10,5% di presenze sul nostro territorio, gli Stati Uniti (7,3%), il Regno Unito (7%) e l’Olanda (6,8%). Per quanto riguarda il mercato nazionale, possiamo parlare di un vero boom: da gennaio ad agosto 2011, il numero di vacanze effettuate per motivazioni enogastronomiche è cresciuto addirittura del 66,2 per cento.

Infine, il ministro Brambilla ha consegnato dieci riconoscimenti speciali ai grandi protagonisti della ristorazione italiana: uno al “maestro degli chef” Gualtiero Marchesi e nove ad altrettante imprese della ristorazione che si sono distinte per aver promosso con la loro attività l’immagine del nostro Paese.

 

Tali riconoscimenti sono andati all’Antica Osteria del Ponte di Cassinetta di Lugagnano (MI), al ristorante Don Alfonso di Sant’Agata sui Due Golfi (NA), al ristorante del Pescatore di Canneto sull’Oglio (MN), all’enoteca Pinchiorri di Firenze, al ristorante Le Calandre di Sarmeola di Rubano (PD), al ristorante Cracco di Milano, all’osteria La Francescana di Modena, al ristorante il Canto della Certosa di Maggiano (SI), al ristorante Albergo del Sole di Maleo (LO) alla memoria di Franco Colombani.

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