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Alla scoperta di Verona con “Una gita al mese”
Anche quest’anno, con Una gita al mese, l’appuntamento con l’arena di Verona non ce lo facciamo sfuggire. Ci siamo già state lo scorso anno per l’Aida, ma quest’anno va di scena la Carmen di Bizet con la regia di Franco Zeffirelli.
Il collegamento tra l’aeroporto Costa d’Amalfi e Verona rende questo viaggio, per noi della provincia di Salerno, uno schiocco delle dita, peccato che pare che questo sia l’ultimo volo attivo!
Verona, la città degli Scaligeri, ci accoglie, in questo inizio di luglio in un abbraccio molto, ma molto caloroso.
La città è piena di turisti boccheggianti che vagano tra le vie del centro alla ricerca di un po’ di refrigerio tra le fontanelle, le zone d’ombra e le chiese che con le loro possenti mura offrono un po’ di riparo.
Sistemati nelle case diffuse nel centro antico, qualche sistemazione non era proprio ottimale, c’è sempre qualche furbo!
Ma, ormai è chiaro che questi gruppi di persone sono gruppi di amici e, fino a che non si risolvono i problemi di tutti i componenti nessuno si può veramente rilassare. Quindi ricollocate alcune amiche, ci concediamo un po’ di relax refrigerato.
La passeggiata verso il belvedere di Castel San Pietro, oltrepassando l’Adige e raggiungibile con la funicolare, ci porta a godere della vista dall’alto di questa città che, con le sue cento chiese e palazzi nobiliari è accolta come in un abbraccio del fiume Adige che proprio in questo luogo forma una delle sue anse.
Dopo l’aperitivo al tramonto ci dirigiamo verso la chiesa di San Tommaso per il concerto finale di Operaviva, la fondazione che organizza corsi di studio di approfondimento sul canto lirico. Il concerto vede esibirsi giovani cantanti provenienti da tutto il mondo. Sono giovani bellissimi e ci danno l’idea di come il “bel canto” sia veramente patrimonio dell’umanità.
Il diacono della chiesa è un nostro conterraneo, di Nocera inferiore, un tenente dell’aeronautica che si è trasferito a Verona, una volta in pensione, per raggiungere la figlia. Lui ci racconta della chiesa e ci suggerisce di recarci in una delle tante chiese che in questa città sono diventati ristoranti: San Matteo church.
Riattraversiamo il Ponte di pietra, uno dei sette ponti sull’Adige, e ci immergiamo nell’atmosfera serale delle vie del centro storico con la sempre accogliente piazza delle Erbe e l’elegante passeggiata su via Mazzini che con la sua pavimentazione di lastroni di marmo è come essere nel salone della città appena lucidato.

La scelta di abitare nelle case diffuse ci offre il privilegio di sentirci, almeno per qualche giorno, abitanti del luogo ed è una sensazione che ci trasforma da turisti in viaggiatori.
Al mattino successivo appuntamento per la colazione al Minuto di Bauli, Verona é la città del pandoro che tra Melegatti e Bauli si contendono Il primato del pandoro più buono del mondo.

Per i più mattinieri la proposta è di percorrere un trekking urbano del Parco delle mura. Il percorso, ad anello, parte dal cuore della città in piazza Bra, e termina a Porta Nuova, passando per Castelvecchio, le Regaste e il caratteristico quartiere di San Zeno, per poi tuffarsi nel verde del Parco delle Mura alla scoperta delle sue porte monumentali. È lungo 4 km, sono 10 tappe contrassegnate da cartelli con audioguida. Partenza alle 7, scarichiamo l’App e ci avviamo!
È veramente interessante perché ci offre un diverso punto di osservazione sulla città e poi, dopo due ore di passeggiata la colazione da Bauli ce la possiamo concedere con meno sensi di colpa. Oltretutto l’OMS dichiara che l’arte e la cultura, abbinate alla camminata, fanno bene al benessere e alla salute!

La guida ci attende! Altre due ore per una passeggiata che ci porta a conoscere i monumenti più interessanti del centro storico arricchita da cenni storici e curiosità.
Per pranzo ci sguinzagliamo tra i tanti ristoranti e un gruppetto di noi segue il consiglio del tenente e ci rechiamo al ristorante San Matteo, Luiss ci accoglie con uno spritz e una focaccia, a proposito è proprio qui nel Veneto che nasce questo che è diventato l’aperitivo più di moda tra le giovani generazioni.
E dopo un ottimo risotto all’Amarone accompagnato da un ghiacciato calice di Soave non ci resta che andare a fare una pennichella, la Carmen questa sera ci aspetta!

Ed eccoci arrivati all’appuntamento con la prima de La Carmen di Bizet questa edizione è stata denominata la Carmen degli anniversari: 3 in 1, è il numero degli anniversari celebrati.
A 150 anni dalla prima assoluta della ‘Carmen’ e dalla scomparsa del suo autore Georges Bizet. E a 30 anni dal debutto areniano del maestro Franco Zeffirelli, proprio con lo stesso allestimento che, nel 1995, vide nel ruolo di Micaela il soprano Cecilia Gasdia. Ed è proprio Cecilia Gasdia, come sovrintendente della Fondazione Arena di Verona che apre la serata presentando lo spettacolo.
Un pubblico colorato e composto riempie l’arena in ogni posto di ordine e grado, é già solo questo uno spettacolo nello spettacolo, un guazzabuglio di etnie e di lingue e, ancora una volta, ci rendiamo conto che l’Opera, il bel canto, la lirica è meritatamente considerata bene immateriale dell’umanità, orgoglio tutti italiano.
Almeno una volta bella vita bisogna venire a Verona per assistere alla messa in scena di un’opera lirica, nessuno spettacolo al mondo è paragonabile, sono allestimenti da Kolossal e dalle gradinate abbiamo anche il vantaggio di osservare tutte le maestranze che si attivano tra un cambio e l’altro della scena. Stupefacente.
Consiglio: se vi capita di venire quando la temperatura è così alta e avete scelto posto in gradinata portatevi dei sacchetti di ghiaccio da infilare nei cuscinetti delle sedute, perché la sera il marmo restituisce tutto il calore accumulato durante la giornata ed è un’esperienza incredibilmente bollente!
Antonella Dell’Orto



